Abbiamo chiesto a Francesco Dall’Aglio, storico, esperto di est Europa e autore
del seguito canale Telegram sulla guerra russo-ucrina War rooms, di fare il
punto sul conflitto.
Abbiamo parlato di droni e sconfinamenti di droni, delle reticenze sempre
maggiori sull’ingresso dell’Ucraina nell’UE da parte dei Paesi membri – e non
per la decisione di dare a un’unità militare il nome dell’Esercito
Insurrezionale Ucraino, all’epoca della Seconda Guerra Mondiale alleato dei
nazisti, e autore di massacri contro la popolazione polacca (cosa che comunque
ha ovviamente fatto infuriare Tusk e la Polonia) e della riattivazione del
fronte da parte russa.
Ascolta o scarica l’interessante approfondimento.
Tag - russia
Dal genocidio a Gaza alla criminalizzazione delle proteste, il Rapporto 2026
denuncia un ordine globale sempre più fondato su guerra, impunità e politiche
repressive È stato presentato oggi il Rapporto …
Nonostante i negoziati in corso ad Abu Dhabi la guerra in Ucraina continua con
attacchi russi sempre più massicci alle infrastrutture energetiche, in
particolare i nodi di distribuzione dell’energia coinvolgendo tutte le aree del
paese .
La guerra d’attrito russa sta logorando le forze ucraine sul campo ma anche la
resistenza dei civili su cui sta pesando la strategia russa contro le
infrastrutture che incrina il sostegno a Zelensky . Le parti rimangono ferme
sulle loro posizioni ,gli ucraini vorrebbero congelare il fronte in una
situazione alla “coreana “,mentre i russi chiedono il riconoscimento
internazionale dei territori conquistati . Rimane la variabile dei “volenterosi”
che aspirano a schierarsi sul territorio ucraino a tregua dichiarata contro la
volontà esplicita di Mosca. Le prospettive sono di una continuazione della
guerra nonostante i colloqui in corso e probabilmente saranno le condizioni sul
campo a condizionare gli esiti della guerra molto di più delle trattative.
Ne parliamo con Francesco Dall’Aglio analista di strategia militare e curatore
del canale telegram “War room”
Ci addentriamo nella musica di rottura col regime sovietico in una doppia
puntata in compagnia di Stefania.
Nel primo capitolo affrontiamo il punk-rock degli anni ’80, quando il sistema
comunista vedeva il suo tramonto e la musica riportava il senso di apocalisse di
un epoca e la disillusione verso il sistema capitalista.
Per maggiori info consiglio l’articolo “Rock della Perestrojka, requiem per un
futuro perduto”
(https://collettivotrickster.net/rock-della-perestrojka-requiem-per-un-futuro-perduto/)
Nel ’56, anno del disgelo culturale in russia dopo la cappa staliniana, si
sviluppa un circolo di musica e poesia auto-prodotta passata alla storia come
Samizdat (Magnitizdat per la musica, incisa sulle lastre di radiologia).
Fortemente censurata dal governo sovietico è riuscita, attraverso la
circolazione di copie passate di mano in mano, a raccontare le voci del popolo
russo, così diverse dalla cultura ufficiale di partito.
Pietro Zvetereremich ha raccolto nel libro “Canzoni russe di protesta” i testi e
le biografie dei tre autori più celebri: Bulat Okudžava, Vladimir Vysockij e
Aleksandr Galič
La Casa Bianca ha pubblicato, qualche settimana fa, la sua strategia per la
sicurezza nazionale, un documento elaborato da ogni amministrazione
presidenziale statunitense per definire le priorità della politica estera. Il
documento statunitense delinea la visione del mondo “America First” del
presidente degli Stati Uniti Donald Trump e ha un tono insolitamente critico nei
confronti dell’Europa.
Abbiamo chiesto a Francesco Dall’Aglio, medievista, ricercatore presso
l’Istituto di Studi Storici dell’Accademia delle Scienze di Sofia un commento al
piano strategico di Trump. Nell’approfondimento, ci facciamo anche raccontare le
dimissioni del governo in Bulgaria e lo stato dei negoziati di pace tra Russia e
Ucraina.
In questi anni di guerra abbiamo imparato che la propaganda bellica crea una
cortina di disinformazione tale da rendere quasi impossibile comprendere non
solo la dinamica e l’effettiva portata, ma a volte anche la stessa consistenza
di alcuni fatti. Certo è che sia l’Ucraina che la Russia vogliono proseguire ed
estendere la guerra, o comunque […]
Il cambio di rotta di Trump sull’Ucraina, secondo cui «con l’aiuto degli stati
europei» Kiev dovrebbe puntare a riconquistare tutto il territorio perduto,
aumenta la percezione che – una volta fallito il tentativo trumpiano di
mediazione con Putin – sull’Europa si scarichi tutto il peso della guerra pur di
ridurre il coinvolgimento diretto degli Stati […]
Mercoledì 3 settembre a Pechino il presidente cinese Xi Jinping, il presidente
russo Vladimir Putin e il leader nordcoreano Kim Jong Un hanno partecipato a una
grande parata militare insieme a una ventina di leader di tutto il mondo per
commemorare l’80esimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale e
dell’occupazione giapponese della Cina. Due […]
La Russia e la guerra israelo americana con l'Iran.
Mentre scocca il terzo anno di guerra, finalmente si parla di negoziati di pace.
L’impulso lo ha dato, come atteso, la presidenza Trump ma l’Europa non sembra
persuasa che la resa a Putin sia utile e quindi no solo conferma e rafforza le
sanzioni alla Russia ma garantisce di continuare a sostenere ancora lo sforzo
[…]