di Mauro Armanino Da Piazza Banchi a Fabrizio De André, l’acciuga che nuota in
direzione ostinata e contraria diventa immagine delle resistenze quotidiane:
contro la guerra, la rassegnazione e l’anestesia …
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di Nicoletta Dosio Ruspe e polizia nel Bosco Ospizio di Reggio Emilia, dove un
progetto edilizio minaccia un’area verde ricca di biodiversità. Il quartiere
resiste e il presidio incontra la …
Da lunedì 28 settembre parte in tutta Italia la raccolta firme per la petizione
popolare “La conoscenza non marcia“, promossa da una rete di realtà del mondo
dell’istruzione e della ricerca: sindacati di base, collettivi, l’Osservatorio
Contro la Militarizzazione di Scuole e Università, Antropologh3 per la Palestina
e una rete di docenti, ricercator3 e realtà studentesche.
Negli ultimi decenni, la scuola e l’università sono attraversate da processi di
industrializzazione e militarizzazione, sempre più intrecciate con il complesso
militare-industriale: accordi con Leonardo, Thales Alenia Space in decine di
atenei, progetti Nato come la Cittadella dell’Aerospazio a Torino, visite
scolastiche in caserma e tirocini nelle industrie belliche.
La petizione, in linea e in sinergia con le campagne di boicottaggio accademico
che hanno animato le università negli ultimi anni, si appella all’art. 50 della
Costituzione e all’art. 11 sul ripudio della guerra. Chiede alla Camera una
legge che vieti le collaborazioni tra scuola, università e industria bellica,
istituisca un organo di controllo indipendente su accordi e partnership e
garantisca il diritto all’obiezione di coscienza a studenti, docenti e
personale.
Ci ha presentato la campagna Osvaldo Costantini, docente di Antropologia presso
La Sapienza e membro del comitato promotore.
Per firmare: online con SPID sulla piattaforma delle petizioni della Camera e ai
banchetti nelle piazze.
Per saperne di più: https://laconoscenzanonmarcia.com/
Alla Festa del Pane spazio ai Paracadutisti Colline Romane, già contestati
dall’ANPI per simbologie e celebrazioni legate alla memoria militare fascista.
Un contestatore è stato portato in commissariato e denunciato …
Abbiamo commentato la pubblicazione del Dossier “Dalla difesa all’attacco,
quando una riforma della difesa diventa un attacco alla società” insieme a un
insegnante dell’Osservatorio. Ne emerge un chiaro quadro di mobilitazione della
società, che va dalle disposizioni per il rinnovamento delle forze armate, il
loro ampliamento e la possibile riattivazione della leva obbligatoria, fino ad
arrivare alla preparazione di una guerra culturale che include internet e le
piattaforme, i mezzi di informazione e la scuola.
L’Osservatorio ha lanciato tre campagne:
– La scuola non marcia
– Campagna per l’obiezione totale e collettiva
– Una mobilitazione antimilitarista per il 4 novembre
Ascolta la diretta:
di Cobas del Lavoro Privato – Catanzaro I Cobas del Lavoro Privato – Catanzaro
contestano il piano da oltre quattro milioni per 23 progetti di
videosorveglianza: «La sicurezza si costruisce …
di Livio Pepino* La campagna elettorale per le elezioni del 2027 è ormai
iniziata e il suo terreno principale sarà, ancora una volta, quello della
sicurezza. E già risuonano le …
di Federico Giusti Il libro di Marta Silvestre e Andrea Turco riapre le pagine
più oscure del servizio militare: nonnismo, violenze, morti e omertà nelle
caserme. Una memoria necessaria mentre …
Per negare l’accesso ai dati sui traffici di armi nel porto di Ravenna,
l’Avvocatura dello Stato parla di una «guerra mondiale a pezzi e ibrida» che
coinvolge l’Italia. La sicurezza …
Un violento intervento di polizia davanti alla stazione: un uomo immobilizzato a
terra da più agenti avrebbe gridato di non riuscire a respirare. Identificate
alcune persone che filmavano e, secondo …