Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Elena, USB Milano, sul
commissariamento di Foodinho (gruppo Glovo) e gli altri provvedimenti comminati
a Deliveroo per caporalato.
Il lavoro del rider si inserisce a pieno titolo nella logistica dell’ultimo
chilometro e di fatto la magistratura smonta questa concezione del “lavoretto”
da svolgere in autonomia, facciata utile a queste realtà per abbattere i costi
aziendali in assenza di tutele piene e scaricando su* lavorat* i costi dei
mezzi, degli strumenti, etc.
La nostra ospite ha condiviso con noi i contenuti del momento pubblico di
confronto e rilancio del settore rider tenutosi il 2 marzo a Milano alle ore
16.00 presso il CFUP in Viale Monza 140: “Il convegno nasce per trasformare le
vertenze in proposta generale e piattaforma rivendicativa.
Il nostro obiettivo è chiaro: Pagamento delle differenze retributive e
contributive pregresse; Riconoscimento pieno della subordinazione; Assunzione
diretta di tutti i rider; Applicazione del CCNL Logistica, Trasporto Merci e
Spedizione.”
Buon ascolto
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Il secondo argomento della serata è stato quello della massiccia
militarizzazione dei nostri territori, ne abbiamo parlato con Federico Giusti
della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori.
Con lui abbiamo fatto un excursus storico riguardo i diversi ampliamenti di Camp
Darby e del destino della futura sede del COMFOSE (Comando delle forze speciali
dell’ esercito) che verrà installata sempre nella martoriata zona della macchia
mediterranea tra Pisa e Livorno.
Buon ascolto
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Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Domenico
della Lear di Grugliasco sul destino dei lavorat* della fabbrica dove è chiaro
che sta saltando la reindustrializzazione. Il nostro ospite ci ha spiegato che
la multinazionale Usa interrompe le trattative con la newco italo-cinese Fipa
che a Grugliasco vuole produrre piccole auto elettriche: restano in bilico 374
lavorat*.
Buon ascolto
Tag - militarizzazione
di Federico Giusti (CUB Pisa) Tra polizze assicurative, codici di comportamento
e ricerca militare, il lavoro pubblico scivola dal conflitto alla disciplina. In
questi giorni stavamo pensando alla campagna orchestrata …
di Andrea Cegna* Dalla precarizzazione alla svendita ambientale, fino alla
demagogia punitiva sui minori: tre riforme cucite insieme e protette dalla
violenza di Stato, 300 feriti e decine di arresti …
Via libera alle armi private per 397mila appartenenti alle forze dell’ordine
(anche vigili urbani): il decreto Sicurezza trasforma le città in un poligono
C’è un’idea che il governo continua a …
Parte la settimana di Resistenza e mobilitazione per la difesa della libertà di
insegnamento e della scuola pubblica italiana organizzata dall‘Osservatorio
contro la militarizzazione delle scuole e delle università e Docenti per Gaza.
Una serie di iniziative da proporre in classe e una chiamata nazionale in piazza
nella giornata di venerdì 13 febbraio per una mobilitazione tanto più necessaria
quanto più fosco è il clima che stiamo vivendo davanti a un attacco senza
precedenti ai luoghi del sapere e della formazione.
Per difendere la libertà di insegnamento, fermare con decisione ogni tentativo
di schedare studenti e corpo docente in liste di proscrizione, resistere.
Ne parliamo con Roberta Leoni, dell‘Osservatorio contro la militarizzazione
della scuola e delle università.
Torino, Askatasuna, pacchetto sicurezza: non cronaca, ma prova generale. Una
riflessione per uscire dalla contabilità morale sugli scontri e guardare la
macchina sicuritaria: legge, repressione, nemico interno. Tre parole chiave …
di Enzo Cuomo Tra Milano-Cortina 2026, retorica olimpica e repressione: Mansouri
colpito mentre fuggiva diventa la medaglia d’oro di un Paese che scambia lo
sport per guerra e la sicurezza …
Il Prefetto Franco Gabrielli ex capo della Polizia e il procuratore generale di
Genova Enrico Zucca smontano la propaganda sicuritaria e avvertono: lo Stato
vuole punire chi manifesta C’è un …
A partire dal corteo del 31 Gennaio, al di là della complessità ed eterogeneità
delle 60.000 persone scese in piazza il dibattito si sta polarizzando a partire
da un singolo episodio : un poliziotto che, dopo essersi allontanato in
autonomia per rincorrere due manifestanti per colpirli con il manganello, è
stato accerchiato da altri manifestanti, sopraggiunti in soccorso, che lo hanno
picchiato.
La narrazione di queste immagini, i cui attimi antecedenti vengono
complesificati dalla testimonianza di Rita Rapisardi, viene costruita dai mezzi
di stampa mainstream allo scopo di strumentalizzare l’espressione del dissenso
per far appovare l’ennesimo pacchetto sicurezza.
La militarizzazione del quartiere di Vanchiglia, con le sue scuole chiuse
tramite circolare, ben rappresenta il clima di violenza strutturale in cui
invece queste immagini andrebbero contestualizzate: dalla risposta popolare ad
uno sgombero di un centro sociale, ennesimo simbolo del restringimento dello
spazio di socialità e politica popolare e dal basso, alla tensione sociale
dovuta alla violenza di stato che ha supportato il genocidio in palestina, la
detenzione e uccisioni sulle frontiere, le morti sul lavoro, esemplificata nel
governo attuale che per i suoi orizzonti di guerra, soffoca la popolazione e ne
reprime il dissenso.
Ne parliamo con la giornalista freelance Rita Rapisardi, che il 31 stava
seguendo il corteo per il manifesto:
Militarizzazione delle polizie, impunità degli abusi e rimozione del conflitto
sociale come metodo di governo Osservatorio Repressione nasce dopo Genova 2001.
Nasce da un trauma collettivo e da una consapevolezza …