di Gianluca Nigro* – Associazione Finis Terrae L’Europa accelera sulle procedure
di frontiera e sui rimpatri, ma il precedente italiano insegna che dietro la
retorica della sicurezza si nascondono spesso …
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Da Amendolara ai ghetti agricoli, la strage dei quattro braccianti afghani
rivela il fallimento delle politiche sul lavoro e sull’immigrazione. Dietro il
caporalato c’è una filiera che unisce sfruttamento, decreti …
di Mauro Armanino Ad Amendolara quattro braccianti sono stati bruciati vivi
mentre chiedevano il salario dovuto. Una tragedia che interroga la coscienza di
un Paese che celebra il Corpo di …
di Renato Turturro I corpi bruciati dei braccianti non sono un incidente della
storia ma il prodotto di un sistema che trasforma il lavoro in ricatto, la
vulnerabilità in profitto …
Quattro braccianti uccisi in Calabria. Piantedosi, Salvini e Meloni
continueranno a parlare di sicurezza e invasione. Ma dietro questa strage ci
sono le loro leggi, il sistema dei decreti flussi …
di Renato Turturro Dall’omicidio di Bakary Sako alle cariche contro gli operai
in sciopero, passando per i ghetti dei braccianti: una stessa filiera di
sfruttamento, razzismo e repressione attraversa il …
di Renato Turturro “Gli operai non sono schiavi. Possono organizzarsi, possono
far valere i propri diritti, non si lavora gratis.” L’aggressione fisica subita
dal sindacalista del Sudd Cobas a Prato …
Arturo Gambassi del Sudd Cobas aggredito con calci e pugni mentre chiedeva il
pagamento degli stipendi arretrati. Operai e solidali in presidio: “Violenza
padronale contro chi lotta per salario e …
Con il giornalista Salvatore Lucente abbiamo parlato della Piana del Sele,
l’ampia zona agricola che si estende tra Pontecagnano, Eboli, Capaccio e
Bellizzi, circa 450 chilometri di estensione ed oltre seimila ettari di serre,
situata nella provincia di Salerno. Qui a fine aprile è morto Paul Neeraj,
lavoratore che era stato portato in Pronto Soccorso nella notte tra venerdì 10 e
sabato 11 aprile, incosciente, le gambe in cancrena, dopo giorni e giorni in cui
non aveva ricevuto cure. L’infezione alle gambe è stata molto probabilmente
causata dal contatto non protetto e prolungato con sostanze chimiche usate in
agricoltura, zootecnia o industrie tessili. Quello di Paul non è un caso
isolato: almeno 6 i lavoratori morti di sfruttamento nella Piana del Sele dal
2024. Storie sommerse di migliaia di persone che lavorano e vivono in condizioni
di precarietà e sfruttamento. Salvatore Lucente ci racconta l’inchiesta che ha
condotto sul campo per Altreconomia, e svela i marchi delle imprese
dell’agroinustria dietro lo sfruttamento come Bonduelle e Rago o la mozzarella
di bufala di Battipaglia.
In chiusura ci ha parlato anche della solidarietà dal basso che si prova a
organizzare nel territorio, come il doposcuola popolare dell’associazioni
frontierasud, nonostante il silenzio e il sistema di complicità di
amministrazioni e sindacati.
Ne parliamo con Salvatore Lucente, giornlista freelance che si occupa di
migrazione, territori e diritti:
Il primo argomento della puntata è stato quello delle mobilitazioni di
lavoratrici e lavoratori dei grandi alberghi milanesi, ne abbiamo parlato in
collegamento telefonico con Mattia Scolari del sindacato Cub Milano. Infatti per
il 6 febbraio, nel giorno di inaugurazione dei giochi olimpici invernali, era
stato lanciato un presidio davanti alla sede di Federalberghi per denunciare il
costante peggioramento delle condizioni di chi opera in questo settore, presidio
che nonostante il divieto posto dalla questura per non turbare le celebrazioni
per il passaggio della fiamma olimpica, ha avuto luogo comunque, seppure in un’
altra sede. La mobilitazione è parte di un percorso di lotta portato avanti
dall’ unione di lavoratori ma anche di sigle sindacali, che rivelano l’enorme
disparità tra i guadagni di chi lavora negli alberghi e di chi li gestisce, ma
svelando anche un meccanismo di vero e proprio lavoro a cottimo! si parla
infatti di pagamenti erogati in base alle camere d’albergo pulite. Di questo e
delle tante contraddizioni portate dalla costante turistificazione delle città e
di conseguenza anche dei lavori a disposizione, abbiamo parlato con il nostro
intervistato.
Buon ascolto
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Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di un
capotreno dell’Assemblea Nazionale PdM/PdB (personale di macchina/personale di
bordo) sul prossimo sciopero dei macchinisti e capotreno dalle 21.00 del
27/02/2026 alle 20.59 del 28/02/2026.
I temi caldi sono salute, sicurezza e giusta retribuzione: gli incidenti sul
lavoro non danno tregua, le aggressioni al personale durante le ore di lavoro e
non da ultimo gli aumenti salariali inesistenti. Durante l’intervista è stato
sottolineato come la turnazione, la reperibilità e gli stessi orari lavorativi,
cambiati da gli ultimi rinnovi contrattuali, hanno fatto tornare indietro
l’orologio dei diritti di parecchi anni.
Nel ricordare che l’assemblea PDM PDB “Siamo il gruppo auto-organizzato di
Macchinisti e Capitreno delle FSI che rivendica un giusto rinnovo del CCNL e
difendiamo la retrocessione dei nostri diritti” si rilancia alla partecipazione
del prossimo sciopero che ha avuto il primo stop dalla commissione di garanzia:
lo sciopero era stato organizzato e proclamato per il 20 gennaio 2026.
Buon ascolto
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Il terzo argomento della serata è stato quello delle ultime vicende giudiziarie
che hanno visto coinvolto il colosso Glovo, Lo abbiamo trattato in compagnia di
un ex rider attivo nel collettivo Colpo di Torino.
Non è la prima volta che queste piattaforme del food delivery finiscono alla
sbarra in Italia, questa volta il PM Storari di Milano ha accusato l’azienda di
caporalato e di sfruttamento del lavoro, e di avere creato un sistema di
intimidazione e ricatto agita dall’algoritmo utilizzato dai riders, disponendo
conseguentemente il commissariamento di Glovo.
La vicenda ha sollevato un dibattito pubblico in cui c’è chi di base invoca la
regolarizzazione di questi lavoratori, con contratti subordinati e che
soprattutto dispongano di tutele per la salvaguardia e prevenzione della loro
salute. Contenuti questi, anticipati da vincoli di adattamento a standard
europei in materia di contratti di lavoro, proprio per i lavoratori delle
piattaforme.
Buon ascolto