Dal Sud si estende la protesta contro il caro-carburanti e l’aumento dei costi
di produzione. Scaffali vuoti e merci ferme. Il ministro Urso annuncia
l’identificazione dei camionisti per «rimuovere tutti …
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il 17 ottobre la mobilitazione torinese contro il carovita si è rivelata essere
una piazza molto giovane, in aperta continuità con la mobilitazione studentesca
del giorno prima e le occupazioni in corso.
Per molti e molte studentx e giovani lavoratorx, queste sono le prime grosse
mobilitazioni a cui partecipano. Questo contributo non pretende essere
rappresentativo della composizione della mobilitazione, ma fornisce alcuni
spunti rispetto a chi si affaccia per la prima volta. In particolare, emerge
dalla voce giovanile un legame chiaro tra carovita, guerra e attacchi ai propri
diritti, sentito materialmente nella propria vita e in quella dei genitori.
Continuiamo a raccontare le proteste in corso nel sud Italia, questa volta a
partire dall’esperienza di chi si è mobilitato in Puglia, in particolare a
Cerignola. Agricoltori, auto trasportatori, lavoratori e studenti si sono uniti
nelle piazze e, ci spiega Vincenzo Pinnelli, uno dei portavoce del movimento,
continueranno a farlo.
Non sono ritenute risposte sufficienti le promesse di Salvini di ieri a Milano,
al tavolo di negoziazione con gli auto trasportatori. Si aspetta il prossimo
incontro e intanto la mobilitazione continua. Anche perché sul piano agricolo,
le risposte arrivate finora sono ancora meno.
Proseguono i blocchi degli auto trasportatori in Puglia, Calabria e Campania, e
da ieri si estendono al centro Italia, in particolare Lazio e Molise. Le
conseguenze materiali si sentono già: supermercati senza prodotti freschi in
diverse di queste regioni e più in generale perdite economiche non indifferenti
per il sistema. Insomma emerge forte chiaro la voce ma anche il potere di alcune
delle categorie che il sistema della GDO prova ad invisibilizzare.
Dalla difesa della riserva dei fenicotteri alla contestazione del governo. La
protesta si estende oltre Tirana, mentre la polizia risponde con cariche,
lacrimogeni, proiettili di gomma e arresti. Da oltre …
di Mario di Vito* Due giorni di scontri nel centro della metropoli. Giovani
marginalizzati e criminalizzati trasformano la rabbia sociale in rivolta, mentre
politica e istituzioni rispondono ancora una volta …
Nel Sud Italia il traffico sulle principali arterie stradali è bloccato da
giorni dalla protesta di agricoltori e trasportatori, colpiti da carovita e
costo dei carburanti. Alla loro protesta si sono rapidamente aggiunte le
componenti studentesche e di lavoratori e lavoratrici di altri settori, e anche
le rivendicazioni hanno via via incluso temi come lo stop al trasporto e
commercio di armi e all’economia di guerra.
Ne abbiamo parlato in diretta da un presidio a Cosenza con Federico del
movimento La Base.
Ascolta la diretta:
Sulla scia delle proteste studentesche e delle piazze francesi sono stati
indetti cortei contro il carovita in tutta Italia, senza sigle sindacali o
appartenenze politiche. A Milano, Torino, Bologna e Roma si sono tradotte in
scontri con la polizia e danneggiamenti, a volte anche saccheggi di quelle parti
di città che buona parte dei loro abitanti, in particolare giovanissimi e
giovanissime, non si possono permettere.
Abbiamo sentito una compagna di Milano in Movimento che ci ha raccontato delle
giornate del 16, 17 e 18 nella capitale lombarda. Abbiamo parlato della
composizione delle piazze, del comportamento poliziesco, i fermi, il tentativo
di alcune pagine social di riportare l’esplosione verticale del conflitto a una
guerra tra poveri.
Ricordiamo che è stato attivato un hub legale per i fermi di Milano, l’indirizzo
a cui scrivere è: hub4defenders@proton.me
Da Torino abbiamo raccolto la testimonianza di uno studente sulle giornate del
16 e 17 e il presidio al carcere minorile Ferrante Aporti di domenica.
Sabato 17 ottobre 2026, centinaia di manifestazioni si sono svolte in tutta la
Francia. Gilet Gialli, studentx delle scuole superiori, studentx universitarix,
sindacati, lavoratorx di vari settori e collettivi si erano datx appuntamento,
sull’onda di un movimento studentesco che da settimane mette in crisi il
governo, il quale si appresta ad approvare una finanziaria che prevede più di 40
miliardi di tagli alla spesa pubblica. Secondo i sindacati, più di 800.000
persone hanno manifestato in tutta la Francia, quasi il doppio di quanto
rivendicato durante l’ultima manifestazione studentesca di martedì.
Scene simili a quelle di Parigi si sono viste ovunque nel paese, tra scontri,
saccheggi, barricate e incendi. A Bordeaux, dei manifestanti hanno saccheggiato
la residenza privata della prefetta. A Marsiglia, dopo degli scontri molto duri
tra il corteo e la polizia, alcuni manifestanti si sono introdotti nell’edificio
del comune. A Lione, è stato dato alle fiamme un ufficio del turismo, in quello
che Le Monde ha definito un «clima insurrezionale». Nunez ha accusato «i
movimenti di ultrasinistra» di aver voluto «attaccare gli edifici pubblici» e ha
detto che, ieri sera, gli arresti erano più di 400.
Ci siamo fatte raccontare da Filippo Ortona, giornalista che vive a Parigi, la
giornata nella capitale e abbiamo ricevuto un contributo audio da Lione.
Migliaia di giovani in piazza contro carovita, salari da fame, guerra e
politiche del governo Meloni. Da Milano a Bologna e Torino, cariche e
lacrimogeni contro una mobilitazione che rifiuta …
Studenti, Gilet Jaunes e lavoratori riempiono le piazze contro carovita, tagli
sociali e disuguaglianze. Il governo risponde con la repressione, ma la protesta
si allarga. Il governo francese aveva annunciato …