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Salento: luoghi, corpi, frontiere – O.S.A.RE – Polizia Basca e Israele – AI e colonialismo cognitivo@1
Estratti dalla puntata del 25 maggio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia LUOGHI, CORPI, FRONTIERE: 26-27-28 GIUGNO 2026 IN SALENTO Un’iniziativa che cerca di intaccare l’apparente monodimensionalità del concetto di “frontiera” osservandone le declinazioni sul territorio, all’interno di un contesto – come quello pugliese – dove si compenetrano e interlacciano “confini” e “guerre”: il confine tra il turismo e lo sfruttamento, tra la guerra alle persone migranti e quella che foraggia l’industria militare, tra la devastazione ambientale e la deumanizzazione. Tre giorni per discutere, analizzare, confrontarsi, ascoltare testimonianze e desiderare scenari: O.S.A.RE: Operazioni Sanitarie Anti-Repressione Iniziamo, grazie al contributo di Tia, un percorso di presentazione di O.S.A.RE: una rete che si occupa di operazioni di cura, tanto nei cortei quanto negli spazi della cattura. In questo primo incontro cerchiamo di operare uno sguardo complessivo sull’origine di questo progetto, i suoi ambiti di intervento, le traiettorie verso cui desidera evolversi: Per contatti: osare.info@autistici.org POLIZIA BASCA E SIONISMO A partire dalle cariche sugli equipaggi della Flotilla appena rientrati all’aeroporto di Bilbao dopo il sequestro nei centri detentivi israeliani, osserviamo i legami politici e materiali tra le milizie repressive operative nei Paesi Baschi e le strutture israeliane per l’addestramento e la sorveglianza: COLONIALISMO COGNITIVO E AI L’AI opera diverse forme di colonialismo cognitivo, dalla produzione di dipendenza generata dall’esternalizzazione di funzioni, all’estrazione di competenze umane per addestrare la concorrenza robotica. A fianco della proliferazione di aziende focalizzate sull’imitation learning, osserviamo tecniche di apprendimento che ritraggono dalla prospettiva umana le operazioni di manualità fine e di compiti quotidiani (vedi approfondimento su Tasks di DoorDash), o – come la definisce Egolab – produzione di “dati egocentrici”. Dalla letalità del drone FPV (First Person View) che uccide l’umano, all’umano FPV che addestra il robot che intende sostituirlo. Humyn AI, Egolab e la capofila Build.ai, estraggono competenze da forza lavoro vulnerabile e semi-schiavizzata per venderli all’industria della robotica. Se la spinta disciplinante dell’AI sulla forza lavoro si basa sulla “minaccia della sostituzione”, cosa può accadere a quei pezzi di popolazione già sfruttata ai massimi livelli concepibili? Proviamo a dare un primo sguardo superficiale al fenomeno:
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TORINO: CONTRO IL DATA CENTER A LUCENTO – UCRAINA: DISTANZA E LETALITÀ – DRONI IRRORATORI E BIOARMI DIY@2
Estratti dalla puntata del 4 maggio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia TORINO: CONTRO IL DATA CENTER A LUCENTO I data centers sono i gangli su cui si costruisce un progetto di mondo fondato sull’estrattivismo (tanto di risorse quanto di dati), sulla sorveglianza, sull’automazione e sulla delega cognitiva. Grazie al contributo di due compagne cerchiamo di approfondire il progetto di Asja Energy di realizzare un “data center green per la riqualificazione” di un’area industriale dismessa nel quartiere di Lucento a Torino: GUERRA IN UCRAINA E NUOVE RELAZIONI CON LA LETALITÀ Hornet Vision Ctrl è un sistema di pilotaggio di droni che ha introdotto nuove distanze tra operatore e macchina: senza bisogno di strutture militari, con un semplice joystick, un laptop e (volendo) un visore, si può governare uno strumento potenzialmente letale da qualche migliaio di chilometri. Questa tecnologia si inserisce all’interno di processi di distanziamento emotivo e di gamification, di sostanziale azzeramento dei tempi di addestramento e di potenziale produzione di una nuova categoria di foreing fighters e mercenari da salotto: DRONI IRRORATORI E BIOLOGIA DI SINTESI NELLA CIVILTÀ DELLA PAURA Riprendiamo in modo più articolato la notizia del furto di 15 droni irroratori in New Jersey, la facilità di realizzare wetlabs amatoriali coadiuvati da chatbots per la realizzazione di attacchi biologici, la possibilità di aggirare i blocchi di questi modelli di AI e in generale il fatto di essere entrati in un’epoca terrificante che ci dovrebbe interrogare come specie. Minacce al limite dell’implausibile che giustificano architetture di controllo profonde: Parte I Parte II
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Militarizzazione PolPen – Datacenter: pimp e ostilità – Droni e apprendimento della letalità@4
Estratti dalla puntata del 28 aprile 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia CARCERI: AFFLITTIVITÀ E MILITARIZZAZIONE Partiamo affrontando una recente circolare del DAP che – nonostante l’impatto della Crisi Climatica sull’apparato detentivo – vieta i frigoriferi all’interno delle celle. Enrico Sbriglia, ex funzionario del DAP e attuale garante per il Friuli Venezia Giulia, ha affermato a riguardo che sembrerebbe quasi un modo per scatenare proteste e poter impiegare il GIO (Gruppo Intervento Operativo). Incominciando da questi elementi introduttivi, andiamo ad approfondire le traiettorie di militarizzazione della Polizia Penitenziaria che un recente decreto ministeriale voluto da Nordio potrebbe portare a compimento, prevedendo la rimozione di figure “civili” dai vertici operativi del corpo: DATACENTERS: OBBIETTIVI SENSIBILI E OSTILITÀ DILAGANTE La guerra in Ucraina e la rappresaglia iraniana verso le monarchie del Golfo ci hanno insegnato come i datacenters siano diventati obbiettivi sensibili, motivo per cui l’aviazione militare statunitense – in stile “pimp” – ha recentemente proposto ai colossi dell’AI di realizzarli all’interno delle proprie basi, “offrendo protezione” in cambio di soldi e potere computazionale. La proliferazione dei datacenters non rappresenta l’incremento di una superficie di attacco su un piano esclusivamente militare: la devastazione ambientale, la sottrazione di risorse alle comunità locali, i rischi per la salute e le scarse ricadute occupazionali stanno facendo montare il dissenso, che a Indianapolis si è addirittura armato. L’ostilità verso i datacenters si accoppia a un altro fenomeno da tenere in considerazione: la vandalizzazione dei robots. GUERRA: AUTOMAZIONE E APPRENDIMENTO Il conflitto in Ucraina è la prima vera “guerra di droni”: un contesto che ridefinisce le priorità degli eserciti e che eleva i militari ucraini al ruolo di addestratori richiesti in contesti formativi e operativi in giro per il mondo. Allo stesso modo, i milioni di ore di filmati e di dati prodotti dai droni in funzione nella Kill Zone, sono materiale didattico fondamentale per le intelligenze artificiali che guidano la letalità di queste macchine. Questa è probabilmente una delle immagini più emblematiche della nostra epoca: Se definiamo “simbiosi” la cooperazione tra organismi per la sopravvivenza, possiamo definire “sintanatosi” la cooperazione tra entità cognitive per la somministrazione di letalità? DRONI IRRIGATORI E WETLABS Piccolo accenno a un tema che tonreremo ad approfondire: CRITICHE E MESSAGGI DA CHI ASCOLTA SUL TERMINE “QUADRUPEDE” PER I DRONI SPOT: Qualche estratto da una riflessione proposta via messaggio:
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IL POTERE DI MYTHOS E I MANIFESTI POLITICI DI OPEN.AI E PALANTIR@1
Estratti dalla puntata del 20 aprile 2024 di Bello Come Una Prigione Che Brucia EMIL MICHEAL: DA UBER AL PENTAGONO La descrizione di alcuni programmi militari americani basati su AI (MATHBAC, Ghost Murmur e Victor) ci porta a osservare in modo più esteso i processi di delega cognitiva e di relazioni industriali all’interno di quell’apparato. Se Pete Hegseth sembra un personaggio caricaturale all’interno del romanzetto distopico in cui ci sembra di essere precipitate, all’interno del Dipartimento della Guerra statunitense un figura da tenere in considerazione è Emil Micheal: ex top manager di Uber e attualmente sottosegretario alla ricerca e all’ingegneria del Pentagono, è uno principali dei protagonisti nel processo di integrazione dell’intelligenza artificiale all’interno degli apparati decisionali e operativi della macchina bellica statunitense. IL POTERE DI MYTHOS E I MANIFESTI POLITICI DI OPEN.AI E PALANTIR Dopo una parentesi di significativi attriti con il Pentagono, Anthropic introduce una tecnologia che ridefinisce le sue relazioni diplomatiche. Il suo prodotto Claude Myhtos Preview viene descritto come la più potente minaccia alla cybersicurezza mai prodotta; i primi a essere contattati sono banche e grandi attori economici, parallelamente Anthropic organizza un cartello di aziende informatiche per candidarsi alla gestione della cybersicurezza globale (Project Glasswing), quindi si riaprono trattative con il Dipartimento della Guerra. Partiamo dalle oscillazioni (in parte cosmetiche) nelle relazioni tra Anthropic e governo Trump, per arrivare a osservare l’esplicita affermazione politica dei tecno-miliardari: a pochi giorni di distanza, Open AI e Palantir pubblicano i loro manifesti politici e si candidano a governare conflitti sociali e geopolitici:
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Infowar e AI – Sentenza violenze al carcere di Ivrea – Germania/Israele – Automazione vs Diserzione@0
Estratti dalla puntata del 30 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AI, INFOWAR E DISTRUZIONE DEL DATO DI REALTA’ Tra finte soldatesse influencer generate con AI e JD Vance che sostiene che gli UFO siano Demoni, oscilliamo tra fenomeni artificiali e fenomeni implausibili. Ma gli eserciti sono reali, così come le guerre del Board of Peace. Mentre oltre 200 soldati statunitensi hanno denunciato alla Military Religious Freedom Foundation (MRFF) che i loro comandanti inquadrano le operazioni militari in scenari biblici, mentre la narrazione da “Fine dei Tempi” permea i discorsi delle leadership sioniste-evangeliste, dopo la normalizzazione del concetto operativo di “Grande Israele” si fa largo quello di “Grande Nord America”. Ma tornando all’AI generativa e all’introduzione di livelli di ingegneria sociale senza precedenti, tanto nelle truffe, quanto nella infowar, osserviamo la storia di due fratelli israeliani che avrebbero venduto all’Iran finti dati di intelligence spacciandosi per figure vicine alla Unit 8200. GUERRA COGNITIVA E LE CORRENTI DELLA INFOWAR Partiamo osservando la centralità del ruolo della comunicazione in tempi di guerra, dai volantini lanciati dal cielo allo hacking delle app per la preghiera in Iran, per arrivare a Sakara AI: azienda giapponese che sviluppato tecniche per delineare i flussi della guerra di informazione online. l’AI genera e veicola gli attacchi nel campo della Guerra Cognitiva, ma allo stesso tempo ne analizza i flussi: AUTOMAZIONE: ISTRUZIONE, GUERRA, DISERZIONE Melania Trump ha fatto ingresso al summit di Fostering The Future accompagnata da un androide Figure 3, quindi si è lanciata in un intervento sulla centralità salvifica dell’intelligenza artificiale per risolvere il problema del mancato accesso all’istruzione per milione di bambine e bambini. Assuefare fin dall’infanzia a relazionarsi con entità cognitive artificiali, inquadrarle come “adulti di riferimento”, obbedire alle loro consegne. Ma la sostituzione insegnate/robot ci rimanda a una questione cruciale, soprattutto di fronte a un incremento del 1000% * delle obbiezioni di coscienza tra i militari americani: gli umani possono ammutinarsi e disertare, le macchine no. * fonte: Mike Prysner, ex-militare, direttore del Center on Conscience and War e cofondatore di March Forward SENTENZA DEL PROCESSO PER LE VIOLENZE NEL CARCERE DI IVREA Sono passati 10 anni dalla lettera di denuncia pubblicata su infoaut.org che consentì l’emersione delle violenze nel carcere di Ivrea. La Procura locale aveva subito provato ad archiviare il tutto, i rallentamenti tecnici hanno portato alla prescrizione delle accuse di violenza e lesioni, ma il quadro che emerge descrive molto efficacemente la violenza strutturale dell’apparato detentivo italiano e una connivenza che va ben oltre quella “di corpo”, endemica nella polizia penitenziaria. Ne parliamo con l’avvocata Simona Filippi: RELAZIONI GERMANIA-ISRAELE: REPRESSIONE, CYBER E ARMI Le scaramuccie attorno al mancato supporto tedesco per la guerra israelo-americana contro l’Iran non devono distrarci dalla solida rete di cooperazione repressiva, cyber e militare-industriale tra Berlino e Tel Aviv… e il recente accordo tra VolksWagen e Rafael ne è solo il fenomeno più visibile:
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cyberwar
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DoorDash, PokemonGo, Ucraina e addestramento AI – Tecnocolonialismo in Africa – Guerra e Scommesse – Black Cube: intelligence privata israeliana@1
Estratti dalla puntata del 23 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia ADDESTRARE AI: DALLA QUOTIDIANITÀ ALLA GUERRA Partiamo con alcune brevi notizie che dalla quotidianità ci conducono verso l’addestramento delle AI in ambito bellico. Il colosso del delivery DoorDash ha introdotto uno strumento (Tasks) attraverso il quale i propri dipendenti possono registrare specifiche azioni quotidiane dietro un piccolo compenso: i dati prodotti serviranno per addestrare robots. Affrontando un altro contesto di estrazione di dati dal mondo reale per addestrare intelligenze artificiali, emerge in oltre il ruolo finanziario di In-Q-Tel (capitale di investimento della CIA) nella nascita di Keyhole, azienda all’origine di Niantic (PokemonGo). Allo stesso modo l’Ucraina sta diventando un polo cruciale per la produzione e la condivisione di dati prodotti da droni e sistemi d’arma autonomi di cui le aziende del settore vanno particolarmente ghiotte. Intanto la robotica si fa largo nel settore sicurezza: Gecko Robotics vince un contratto il monitoraggio dello stato di salute delle navi della flotta militare statunitense, Boston Dymanics vende i suoi robots quadrupedi per pattugliare i datacenters. TECNOCOLONIALISMO IN AFRICA Torniamo a parlare di tecnocolonialismo nel continente africano, tra infrastrutturazione digitale, estrattivismo dei dati, conferimento di identità biometrica e sfere di influenza militari. Colossi statunitensi investono sui cavi sottomarini per il traffico internet, grandi attori cinesi diventano egemonici nelle reti 4G e nella videosorveglianza algoritmica, multinazionali europee costruiscono l’infrastruttura per l’identità digitale biometrica, si promuove l’introduzione di sistemi d’arma autonomi e AI militari… spesso addestrate da click-workers africani: GUERRA E SCOMMESSE Ci concentriamo sul portale Polymarket e sulla proliferazione di scommesse su eventi bellici: un sito – precedentemente messo al bando – al quale l’amministrazione Trump ha consentito di tornare a operare, ma sopratutto un’azienda in cui investe direttamente Donald Trump Jr. Chi conosce (o addirittura determina) eventi geopolitici e bellici, può trarre enormi profitti da varie forme di “scommessa”: investire su determinate aziende o puntare direttamente denaro su Polymarket… come hanno fatto militari israeliani sotto processo: BLACK CUBE: INTERFERENZA ISRAELIANA NELLE ELEZIONI IN SLOVENIA L’azienda di intelligence israeliana Black Cube, definita un “Mossad privato”, ha cercato di interferire con le recenti elezioni in Slovenia. Il governo uscente – e appena rieletto – di Robert Golob ha riconosciuto lo stato di Palestina, supportato l’incriminazione di Israele alla ICC e bloccato le importazioni di beni dai territori occupati dai “settlers”; Black Cube ha quindi lavorato per mesi nel tentativo di screditare la compagine di centro-sinistra in vista delle elezioni, arrivando a manipolare filmati con AI generative per favorire lo schieramento sovranista-trumpiano-sionista di Janez Janša.
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Israele
Affaire Anthropic e Iran – Servizi Segreti in tempi di guerra – AI wearables@2
Estratti dalla puntata del 2 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia SERVIZI SEGRETI IN TEMPI DI GUERRA Come avvenuto in Italia con il Pacchetto Sicurezza del 2025 (ex DDL 1660) anche in Germania è in corso di approvazione una riforma dei servizi segreti che ne aumenterebbe la possibilità di commettere reati, incluso il sabotaggio; l’intelligence francese dichiara di fornire i 2/3 delle informazioni all’esercito ucraino. A margine, nelle carceri italiane la Polizia Penitenziaria potrà infiltrarsi tra la popolazione detenuta. AI DI GUERRA Mentre si consuma l’affaire Anthropic, cerchiamo di descrivere alcuni processi di integrazione profonda tra tecnologie di AI e apparati militari. Una ricerca del King’s College di Londra osserva la propensione delle AI (ChatGPT-5.2 di OpenAI, Claude Sonnet 4 di Anthropic e Google Gemini 3 Flash) a scatenare una catastrofe nucleare nel corso di simulazioni di crisi geopolitiche. L’esercito israeliano schiera “Bina”, una nuova unità composta da ricercatori (formati dalla Lotem) per lo sviluppo di strumenti di AI. L’Italia, con il documento “IA E DIFESA – Strategia della Difesa in materia di Intelligenza Artificiale – Edizione 2026”, stabilisce una simbiosi profonda dal piano tattico al quello organizzativo. IL POTERE ISTITUZIONALE DEI COLOSSI DELL’AI Per avvicinarci alla questione Anthropic partiamo da alcuni progetti di SpaceX e Starlink (Elon Musk) riguardanti datacenter orbitanti e fabbriche di satelliti sulla Luna. I tecno-miliardari costruiscono le strutture materiali e cognitive del potere contemporaneo: alcuni giurano fedeltà a Trump, altri – come Dario Amodei di Anthropic – puntano su una narrazione (funzionale al marketing) che insiste maggiormente sulla precauzione; motivi per cui l’amministrazione Trump può bollare l’azienda come una “radical left, woke company” e cercare (con significative difficoltà operative) di estrometterla dai contratti governativi. DISINSTALLA ANTHROPIC… La scorsa settimana era iniziata con gli anatemi della Casa Bianca contro Anthropic, accusata di voler mantenere troppe restrizioni nell’impiego della sua AI (Claude) in ambito militare e sorvegliante, per arrivare alla dichiarazione di una sua rimozione dai sistemi del Pentagono e concludersi con l’attacco sionista-statunitense all’Iran… dal quale emerge l’utilizzo di Claude. Anthropic è stata a lungo l’unica azienda in grado di accedere alle “reti classificate” dell’apparato militare statunitense, sia per la qualità di Claude sia per la sua compatibilità con le reti di Amazon (AWS) che compongono l’architettura informatica strutturale del Pentagono; ora stanno subentrando Grok (Elon Musk) e ChatGPT (OpenAI). Cerchiamo di descrivere lo scenario e sottolineare il ruolo simbiotico dei colossi dell’AI nelle strutture di potere e nelle macchine da guerra contemporanee. META GLASSES E CIONDOLI MAGICI In conclusione, un brevissimo accenno ai Meta Glasses, alle intelligenze artificiali senza schermo (Screenless Ais) e a come queste tecnologie intendano colonizzare e riplasmare gli umani:
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Iran
Repressione e guerra: fronte interno e fronte esterno – La guerra ibrida di Israele in Italia – Venezuela e Palantir – Prisoners for Palestine@3
Estratti dalla puntata di lunedì 5 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia UK: AGGIORNAMENTI PRISONERS FOR PALESTINE Aggiornamenti sullo sciopero della fame intrapreso nelle carceri britanniche da compagnx accusatx per le azioni rivendicate da Palestine Action, mentre la lotta prosegue dentro e fuori le galere: REPRESSIONE E GUERRA: IL CONTINUUM TRA MILITARIZZAZIONE E “POLIZIZZAZIONE” Fronte interno – I processi di militarizzazione della repressione non riguardano solo la traslazione di sistemi d’arma dal contesto bellico all’ordine pubblico, ma anche la costruzione del nemico interno e di un arsenale normativo per contrastarlo. Parallelamente, una categoria elastica come quella della “guerra ibrida” può includere anche l’influenza di un paese straniero sugli apparati repressivi e legislativi di un altro Stato? Se così fosse, dovremmo essere in grado di riconoscere la guerra ibrida mossa da Israele. Fronte esterno – L’operazione militare-repressiva che ha portato al rapimento di Maduro e di sua moglie si è costruita all’interno della cornice della guerra al narcotraffico. Se gli Stati Uniti hanno storicamente utilizzato il traffico di droga come pratica militare (Caso Contras, Operazione Blue Moon, ecc.), oggi si rappresentano come vittime di cartelli della droga equiparati a organizzazioni terroristiche in un’inchiesta firmata dalla Procuratrice Generale Pam Bondi, la stessa figura che giocò un ruolo importante nell’iscrizione di Antifa tra le sigle del terrorismo internazionale. Proseguendo lungo questa linea di analisi cerchiamo di osservare alcune possibili cause (narrative, politiche, economiche) dell’operazione in Venezuela, ascoltando le dichiarazioni sugli interessi in quel quadrante della Gen. Laura Richardson (2023 – amministrazione Biden), passando per un breve excursus che riguarda le banane Chiquita e il Guatemala (operazione PBSuccess del 1954), per arrivare al ruolo di Palantir: EFFETTI SANITARI DELLA GUERRA DEI DRONI Partendo da un articolo pubblicato su Lancet, cerchiamo di analizzare le trasformazioni sul piano sanitario apportate dal ruolo centrale delle armi pilotate da remoto e dai sistemi d’arma autonomi nei conflitti contemporanei:
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NUOVO PROGETTO MANHATTAN, BOLLA AI, LOTTA AI DATACENTERS
Estratto dalla puntata di lunedì 17 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia / / immagine da 404media.co BOLLA AI E LOTTA CONTRO I DATACENTERS Mentre giganti della finanza come Warren Buffet e Micheal Burry, scommettono sull’approssimarsi di una nuova crisi scatenata dalla bolla dell’intelligenza artificiale, cerchiamo di tornare a osservare alcune declinazioni materiali e territoriali della cornice tecnologica in cui si sviluppano questi eventi. Da un lato il controllo di Taiwan potrebbe non essere sufficiente per concludere la corsa al primato sull’AI intrapresa dai grandi poli geotecnologici (Cina e USA), dall’altro le lotte contro il moltiplicarsi dei datacenters iniziano ad assumere una scala rilevante. Andiamo a raccontare il caso di Ypsilanti (Michigan), dove la comunità locale ha resistito al progetto di un centro di super-calcolo ed elaborazione dati che avrebbe visto fondersi – in modo esplicito – militare e civile, nucleare e AI, Los Alamos National Laboratories e Università del Michigan. A margine un’osservazione comparativa delle risorse investite nel vecchio Progetto Manhattan (corsa alla bomba atomica) e nel Nuovo Progetto Manhattan (corsa al primato cognitivo e militare dell’AI). per maggiori info su Ypsilanti
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Prisoners for Palestine – Age Verification: oltre il porno – Muri di droni – Libia e ONG@0
Estratti dalla puntata del 10 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia PRISONERS FOR PALESTINE IN SCIOPERO DELLA FAME Lo sciopero della fame di Prisoners for Palestine rappresenta la prosecuzione in ambito detentivo della lotta portata avanti da Palestine Action contro le complicità istituzionali e le appendici dell’apparato tecno-militare sionista nel Regno Unito. A circa una settimana dall’inizio di questa mobilitazione, alla quale si sono aggiunti in solidarietà il prigioniero anarchico Luca Dolce (Stecco) e Jakhi McCray dagli USA, iniziamo dando spazio alle rivendicazioni dichiarate come obbiettivi dello sciopero della fame: fine della censura, accesso a misure cautelari alternative al carcere, diritto a un giusto processo, deproscrizione di Palestine Action e chiusura di tutte le filiali di Elbit System in UK. Dopo avere aggiornato su chi siano le prigioniere e il prigioniero che fino a qui hanno aderito allo sciopero della fame a rotazione, passiamo alla lettura del comunicato rilasciato da una di loro, Heba Muraisi. In conclusione, una riflessione sull’utilizzo tattico e strumentale della categoria di “terrorismo” per cercare di depotenziare la strategia portata avanti da Palestine Action in sede processuale: una classificazione neutralizzante del nemico utilizzata tanto dagli apparati militari quanto da quelli repressivi. Aggiornamento: L’attivista di Palestine Action Sean Middlebrough, 33 anni, soprannominato Shibby, è fuggito da una prigione del Regno Unito dopo essere stato rilasciato per un permesso temporaneo per assisetere al matrimonio del fratello. Sean ha dichiarato in una comunicazione ricevuta da Electronic Intifada: “Non sono in fuga. Sto semplicemente agendo con buon senso, rifiutando di essere trattenuto come prigioniero di guerra israeliano in una prigione britannica”. AGE VERIFICATION E (NON SOLO) PORNO Il 12 novembre 2025 entra formalmente in vigore la norma che prevede l’obbligo di verifica della maggiore età per l’accesso a contenuti online per adulti. Se l’attenzione si è concentrata soprattutto sui siti pornografici, in realtà le categorie interessate sono estese ad altri ambiti, promuovendo scenari di censura ancor più che di sorveglianza. Cerchiamo di osservare in quale traiettoria politica si inserisca questo provvedimento, nella corrente di riorganizzazione delle condotte online-offline e di implementazione della “società dei varchi” che passa per Identità Digitale e Real Name Internet. A margine una riflessione su pornografia e biopotere. I “MURI DI DRONI” Mentre torniamo a monitorare alcuni indicatori del rischio esplosione della “bolla dell’AI”, tra le quali i tentativi di Deutsche Bank di fare “hedging” (copertura per ridurre i rischi) sui suoi investimenti in datacenters e la perdurante attenzione di Google verso il settore militare (questa volta in Australia), cerchiamo di descrivere la normalizzazione del concetto di “muro di droni”: dalla War on Migrants ai Baltici, dalla separazione tra fronte ucraino e fronte russo alla scala continentale del programma cinese Transparent Ocean. GUARDIA COSTIERA LIBICA, SPARI CONTRO ONG E IL RUOLO DELL’ITALIA Il 2 novembre 2025 si sono rinnovati i memorandum Italia-Libia. Negli scorsi mesi è aumentata la violenza della Guardia Costiera libica, finanziata dall’UE, che ha aperto il fuoco almeno tre volte contro ONG e persone in movimento. Ma i memorandum non sono le uniche collaborazioni che finanziano e legittimano la violenza delle frontiere esterne in Libia. Abbiamo parlato del coinvolgimento di Frontex nelle deportazioni dalla Libia, dell’addestramento in Italia di truppe speciali libiche e delle pratiche con cui la Guardia Costiera libica dissuade gli interventi solidali di search and rescue.
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