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Destre eversive e forze dell’ordine – La nascita del prodotto Vannacci – Reti neurali on-board e droni dormienti nella Kill Zone@1
Estratti dalla puntata del 14 settembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia ESTREMA DESTRA E FORZE DELL’ORDINE A Torino si terrà un incontro, organizzato dal sindacato di polizia FSP, tra membri delle forze dell’ordine, imprenditoria locale, un criminologo, un direttore di media post-verità, un Vannacci. Sarebbe dovuto essere un momento ufficiale di formazione per il personale di polizia certificato da Ministero degli Interni e questura, ridimensionato a “tavola rotonda sull’insicurezza urbana” in seguito alle polemiche suscitate. Partiamo con una breve carrellata di episodi internazionali di relazioni tra forze dell’ordine e gruppi di estrema destra, da quelli che perseguono obbiettivi elettorali come Alba Dorata a quelli terroristici come il movimento Reichsbürger. Analizziamo quindi il profilo politico di questo momento di propaganda ultra-reazionaria organizzato da un sindacato di polizia, partendo dalla simbologia del volantino. COME NASCE IL PRODOTTO VANNACCI L’ipervisibilizzazione mediatica ha sicuramente giocato un ruolo cruciale nella promozione di questa figura e nello sdoganamento delle sue parole d’ordine, ma come funziona la macchina politica di Futuro Nazionale? Un gioco di scatole: Associazione “Il Mondo al Contrario”, Centro Studi Rinascimento Nazionale, Fondazione Generazione Xa”, Futuro Nazionale. Grazie a un’importante inchiesta di Antonella Silipigni, approfondiamo la struttura organizzativa, i finanziamenti e una rete che si articola tra ex-ufficiali della Folgore, massoneria e l’internazionale nera di Steve Bannon. Un bouquet dall’aroma destra golpista anni ‘70… RETI NEURALI PER IL RICONOSCIMENTO DEI BERSAGLI E DRONI DORMIENTI Riprendiamo in modo più approfondito alcune recenti evoluzioni riguardanti il crescente livello di autonomia operativa dei droni nel conflitto russo-ucraino e la relazione tra ambiente e letalità all’interno della Kill Zone. Analisti dell’esercito di Kiev descrivono l’evoluzione delle reti neurali per il riconoscimento dei bersagli montate sui droni russi Molniya; parallelamente emerge l’introduzione di droni dormienti attivati dal suono dei veicoli in transito. L’automazione della letalità rimanda a tecnologie precedenti come le mine antiuomo, mentre Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania e Finlandia escono dal trattato per la loro messa al bando.
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LA FINE DI AUTISTICI/INVENTATI E GLI INTERESSI IN CAMPO – TECNOMILIARDARI REAZIONARI – AI E POLITICA – APP PER GENOCIDARI IN VACANZA@1
Estratti della puntata del 7 settembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia LA FINE DI AUTISTICI/INVENTATI Con un comunicato rilasciato il 6 settembre 2026 si annuncia la fine del progetto Autistici/Inventati. La chiusura di A/I non è “l’ennesima disgrazia”, ma un evento che incarna diverse traiettorie da analizzare e con le quali è urgente confrontarsi. Il provvedimento dell’OFAC (ufficio beni stranieri del Dipartimento del Tesoro statunitense) descrive il contesto di arbitrarietà e di potere sanzionatorio globale di questa agenzia, così come l’impossibilità di disobbedire ai suoi diktat da parte di provider e banche. La questione non è semplicemente quella di trovare strumenti alternativi dove trasferire il proprio blog o la propria casella di posta elettronica, ma come muoversi collettivamente per contrastare la desertificazione di progetti che esulino dalle logiche del capitalismo della sorveglianza. PERCHÉ ATTACCARE A/I: CORNICE DI URGENZE E INTERESSI IN CAMPO L’attacco statunitense risponde ad almeno tre scopi: – fronte interno USA: corroborare la tesi di Antifa come network terroristico globale – testare l’adesione a un’internazionale reazionaria della repressione – completare l’egemonia sulla rete (guerra alla crittografia, all’anonimato, ecc.) Questi tre scopi non vanno letti come segmentati, ma rispondono all’agenda di classe dei tecnomiliardari: il rischio concreto di esplosione della bolla dell’AI, le contraddizioni insanabili di un completamento dei processi di automazione all’interno del sistema capitalista, l’ipotesi di una rabbia sociale organizzata che inizi a rivolgersi contro di loro, suggeriscono l’investimento in strutture di potere reazionarie. Se diversi attori geopolitici giocano alla guerra di informazione con le loro squadre di chatbots e AI agentiche, il “campo da gioco” prinicpale sono i social media statunitensi. INTELLIGENZA ARTIFICIALE E POLITICA In ambito politico, i chatbots non servono solo a manipolare il consenso, ma vengono progressivamente utilizzati in modo crescente da legislatori, ministri, funzionari di vario ordine e grado. Un’analisi di algorithmwatch.org ci consente di tornare sulla relazione tra AI e politica, osservando scenari attuali e futuribili: APP PER LE VACANZE DEI CRIMINALI DI GUERRA Shachpatz (giubbotto antiproiettile) è un’app israeliana, realizzata dal movimento ultra sionista di azioni legali Shurat HaDin, per tutelare veterani di IDF in vacanza da eventuali ripercussioni per i crimini di guerra commessi a Gaza. Se gli strumenti di autodifesa digitale vengono criminalizzati come funzionali alla commissione di reati, se collettivi come autistici/inventati sono tacciati di facilitare reati politici e network terroristici internazionali come Antifa, può essere interessante segnalare altri strumenti che tutelano poveri genocidari indifesi. SPOILER PROSSIMA PUNTATA Droni dormienti attivati da segnali acustici, automazione dei sistemi d’arma russi in Ucraina… breve introduzione di argomenti che affronteremo insieme lunedì prossimo:
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LISTE NERE U.S.A, AUTISTICI/INVENTATI, CENSURA GLOBALE [con Avv. G. Vitale] – Minaccia di A/I o di AI? – Ucraina e diplomazia tecnomilitare… come Israele?@2
Estratti dalla puntata del 31 agosto 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia LISTE NERE, TERRORISMO ANTIFA E CENSURA GLOBALE Il 26 agosto 2026 il collettivo Autistici/Inventati (A/I) è stato inserito in una lista nera del Dipartimento del Tesoro statunitense che include anche l’organizzazione della diaspora palestinese Masar Badil (Palestinian Alternative Revolutionary Path Movement), e il movimento britannico Palestine Action. Il collettivo non è accusato di aver compiuto azioni criminali, ma di aver consentito l’anonimato online e strumenti di comunicazione protetta grazie alle sue strutture autogestite. In compagnia dell’avvocato Gianluca Vitale, che si sta occupando della tutela legale di Autistici/Inventati, affrontiamo diversi aspetti politici, geopolitici e geotecnologici della vicenda: dall’attacco alla libera comunicazione del pensiero, alla censura facilitata anche da normative come il Digital Service Act europeo, all’utilizzo delle liste nere come esercizio di egemonia repressiva su scala globale, alla possibile influenza sulle autorità italiane e a ripercussioni legali, fino al conflitto intrinseco tra il modello di interazioni digitali difeso da A/I e quello dei colossi del web statunitensi. / / / intervista a un compagno di Hacklab Torino A margine riprendiamo alcune cornici all’interno delle quali leggere l’attacco del Dipartimento del Tesoro statunitense contro A/I: – il fronte interno degli USA trumpiani e la necessità di rappresentare Antifa come network terroristico internazionale – il tentativo di testare la possibilità di consolidare un’internazionale reazionaria della repressione – la multipolare guerra all’anonimato online e alla crittografia delle comunicazioni digitali CHATBOT E CYBERMAFIE L’indicazione da parte del Dipartimento del Tesoro statunitense delle strutture di Autistici/Inventati come facilitanti attività illegali e terroristiche diventa quasi ridicola se si osserva il ruolo dei chatbot statunitensi nella costruzione di industrie della truffa e nel supporto a eserciti non-statali come Boko Haram: DIPLOMAZIA TECNO-MILITARE UCRAINA L’Ucraina sta seguendo le orme di Israele nella strutturazione di una rete di diplomazia tecno-militare? Gli accordi Ucraina-Honduras per l’uso di droni sul fronte interno, l’accesso dell’apparato militare industriale britannico ai dati degli Avengers AI Labs ucraini, l’ex ministro della difesa Fedorov (architetto delle guerra automatizzata) arruolato da Crosetto, Leonardo che apre la sua filiale a Kiev, ma soprattutto la dimensione laboratoriale del confitto… ci suggerirebbero di sì. Sulle reti di diplomazia industriale sionista vedi anche: RETI DI CONDIZIONAMENTO SIONISTE DIPLOMAZIA TECNO-MILITARE ISRAELIANA: IL CASO ELBIT
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LETALITÀ E SDOGANAMENTI – AI MILITARI: THE FOURTH LAW – CHATBOTS E BOKO HARAM@1
Estratti dalla puntata del 20 luglio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia REPRESSIONE, LETALITÀ, SDOGANAMENTI E COMPRESSIONI Un omicidio di Stato come quello di Abderrahim Fakir a Bologna, la possibilità di inneggiare a un assassino per vendetta privata fino a proporne la candidatura, venire denunciati per aver espresso vicinanza alla resistenza palestinese e alla conflittualità anarchica. Cosa ci dice tutto questo? AI MILITARI: BLACK SKY E THE FOURTH LAW Iniziamo con una riflessione sulle interferenze dell’AI applicata alla letalità su un piano tecnico, etico e giuridico. Il recente contratto siglato dal Pentagono con Black Sky (AI per l’analisi di immagini satellitari applicate alla selezione dei bersagli e alla valutazione dei danni post-attacco) e i processi di integrazione di AI all’interno di sistemi d’arma tradizionali, ci descrivono segmenti diversi di automazione in ambito militare, all’interno dei quali la velocità di elaborazione decisionale e di applicazione della letalità (sensor-to-shooter) sono un elemento centrale. Cosa resta dell’umano all’interno della kill chain? The Fourth Law (nome decisamente ispirato alla Quarta Legge della robotica di Isaac Asimov) è un’azienda ucraina fondata da Yaroslav Azhnyuk, il cui prodotto di punta è TFL-1: un kit per trasformare droni commerciali in killer robots. AI E ESERCITI NON-STATALI Grazie a una ricerca dell’Università di Cambridge, emerge l’utilizzo di chatbot da parte di Boko Haram: non solo propaganda, ma guida concreta per l’addestramento e la realizzazione di attacchi.
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SINCRONIE REPRESSIVE – O.S.A.RE: SALUTE E CARCERE – GRU LETALI SU GAZA – NIANTIC E VANTOR – AI: POTERI NUOVI E OBSOLESCENTI@0
Estratti dalla puntata del 22 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia SINCRONIE REPRESSIVE All’alba del 16 giugno 2026, la Digos ha eseguito diverse misure cautelari e perquisizioni in giro per l’Italia, nonché lo sgombero dello spazio occupato Bencivenga a Roma: un’operazione repressiva coltivata da tempo e fatta scattare in concomitanza con il ricorso contro il rinnovo del 41bis per il prigioniero anarchico Alfredo Cospito. Un apparato accusatorio che vorrebbe dimostrare il coinvolgimento di una “cellula anarchica” nella realizzazione dei sabotaggi alle linee alta-velocità in concomitanza con le Olimpiadi di Milano-Cortina, ricorrendo alla classica architettura del reato associativo (270 bis) con l’aggiunta dell’auto-addestramento con finalità di terrorismo (270 quinquies aka “reato di terrorismo della parola”). Riprendiamo da Radio Onda Rossa un estratto dall’intervista all’avvocato Falvio Rossi Albertini e integriamo con un contributo sulle iniziative in solidarietà con Alfredo e con compagne/i attualmente sotto processo per le mobilitazioni contro ergastolo ostativo e 41bis del 2022/2023: RETE O.S.A.RE: SALUTE E CARCERE SONO INTRINSECAMENTE INCOMPATIBILI Raccogliamo alcuni contributi della rete O.S.A.RE (Operazioni Sanitarie Anti Repressione) per esplorare in modo approfondito (e non banale) la violenza che il carcere infligge sul corpo e sulla mente di chi rinchiude: GRU LETALI SU GAZA, NIANTIC (POKEMON GO) E VANTOR Partiamo con la notizia – fatta emergere dal giornalista gazawi Tamer Nahed – inerente il piazzamento di 23 gru, dotate di telecamere, controlli da remoto e armi automatizzate, per bersagliare dall’alto la popolazione di Gaza. I territori palestinesi sono un laboratorio imprescindibile per gli interessi del l’industria bellica e sorvegliante israeliana, ma anche interazioni apparentemente ludiche con il territorio alimentano i processi di automazione della letalità: Niantic ha recentemente stretto una partnership con l’industria di software militare Vantor, fornendole i modelli per l’orientamento di robots e droni che ha addestrato grazie al “lavoro” degli utenti di PokemonGo: AI, POTERE GLOBALE, RESISTENZE Partiamo dall’istantanea del G7 di Evian: rappresentanti di sistemi politici obsolescenti siedono a fianco dei signori dei tecno-imperi. Sullo sfondo si sviluppano importanti attriti geotecnologici: la Casa Bianca vieta l’utilizzo dei modelli di frontiera di Anthropic (Mythos 5 e Fable 5) fuori dai confini statunitensi, i servizi segreti francesi rescindono il contratto con Palantir, sondaggi dimostrano la sfiducia delle giovani generazioni nell’AI. Di fronte a scenari incerti, gli imperi dell’AI cercano di consolidare il proprio potere costruendo la minaccia e offrendo la protezione:
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Salento: luoghi, corpi, frontiere – O.S.A.RE – Polizia Basca e Israele – AI e colonialismo cognitivo@1
Estratti dalla puntata del 25 maggio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia LUOGHI, CORPI, FRONTIERE: 26-27-28 GIUGNO 2026 IN SALENTO Un’iniziativa che cerca di intaccare l’apparente monodimensionalità del concetto di “frontiera” osservandone le declinazioni sul territorio, all’interno di un contesto – come quello pugliese – dove si compenetrano e interlacciano “confini” e “guerre”: il confine tra il turismo e lo sfruttamento, tra la guerra alle persone migranti e quella che foraggia l’industria militare, tra la devastazione ambientale e la deumanizzazione. Tre giorni per discutere, analizzare, confrontarsi, ascoltare testimonianze e desiderare scenari: O.S.A.RE: Operazioni Sanitarie Anti-Repressione Iniziamo, grazie al contributo di Tia, un percorso di presentazione di O.S.A.RE: una rete che si occupa di operazioni di cura, tanto nei cortei quanto negli spazi della cattura. In questo primo incontro cerchiamo di operare uno sguardo complessivo sull’origine di questo progetto, i suoi ambiti di intervento, le traiettorie verso cui desidera evolversi: Per contatti: osare.info@autistici.org POLIZIA BASCA E SIONISMO A partire dalle cariche sugli equipaggi della Flotilla appena rientrati all’aeroporto di Bilbao dopo il sequestro nei centri detentivi israeliani, osserviamo i legami politici e materiali tra le milizie repressive operative nei Paesi Baschi e le strutture israeliane per l’addestramento e la sorveglianza: COLONIALISMO COGNITIVO E AI L’AI opera diverse forme di colonialismo cognitivo, dalla produzione di dipendenza generata dall’esternalizzazione di funzioni, all’estrazione di competenze umane per addestrare la concorrenza robotica. A fianco della proliferazione di aziende focalizzate sull’imitation learning, osserviamo tecniche di apprendimento che ritraggono dalla prospettiva umana le operazioni di manualità fine e di compiti quotidiani (vedi approfondimento su Tasks di DoorDash), o – come la definisce Egolab – produzione di “dati egocentrici”. Dalla letalità del drone FPV (First Person View) che uccide l’umano, all’umano FPV che addestra il robot che intende sostituirlo. Humyn AI, Egolab e la capofila Build.ai, estraggono competenze da forza lavoro vulnerabile e semi-schiavizzata per venderli all’industria della robotica. Se la spinta disciplinante dell’AI sulla forza lavoro si basa sulla “minaccia della sostituzione”, cosa può accadere a quei pezzi di popolazione già sfruttata ai massimi livelli concepibili? Proviamo a dare un primo sguardo superficiale al fenomeno:
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TORINO: CONTRO IL DATA CENTER A LUCENTO – UCRAINA: DISTANZA E LETALITÀ – DRONI IRRORATORI E BIOARMI DIY@2
Estratti dalla puntata del 4 maggio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia TORINO: CONTRO IL DATA CENTER A LUCENTO I data centers sono i gangli su cui si costruisce un progetto di mondo fondato sull’estrattivismo (tanto di risorse quanto di dati), sulla sorveglianza, sull’automazione e sulla delega cognitiva. Grazie al contributo di due compagne cerchiamo di approfondire il progetto di Asja Energy di realizzare un “data center green per la riqualificazione” di un’area industriale dismessa nel quartiere di Lucento a Torino: GUERRA IN UCRAINA E NUOVE RELAZIONI CON LA LETALITÀ Hornet Vision Ctrl è un sistema di pilotaggio di droni che ha introdotto nuove distanze tra operatore e macchina: senza bisogno di strutture militari, con un semplice joystick, un laptop e (volendo) un visore, si può governare uno strumento potenzialmente letale da qualche migliaio di chilometri. Questa tecnologia si inserisce all’interno di processi di distanziamento emotivo e di gamification, di sostanziale azzeramento dei tempi di addestramento e di potenziale produzione di una nuova categoria di foreing fighters e mercenari da salotto: DRONI IRRORATORI E BIOLOGIA DI SINTESI NELLA CIVILTÀ DELLA PAURA Riprendiamo in modo più articolato la notizia del furto di 15 droni irroratori in New Jersey, la facilità di realizzare wetlabs amatoriali coadiuvati da chatbots per la realizzazione di attacchi biologici, la possibilità di aggirare i blocchi di questi modelli di AI e in generale il fatto di essere entrati in un’epoca terrificante che ci dovrebbe interrogare come specie. Minacce al limite dell’implausibile che giustificano architetture di controllo profonde: Parte I Parte II
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Militarizzazione PolPen – Datacenter: pimp e ostilità – Droni e apprendimento della letalità@4
Estratti dalla puntata del 28 aprile 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia CARCERI: AFFLITTIVITÀ E MILITARIZZAZIONE Partiamo affrontando una recente circolare del DAP che – nonostante l’impatto della Crisi Climatica sull’apparato detentivo – vieta i frigoriferi all’interno delle celle. Enrico Sbriglia, ex funzionario del DAP e attuale garante per il Friuli Venezia Giulia, ha affermato a riguardo che sembrerebbe quasi un modo per scatenare proteste e poter impiegare il GIO (Gruppo Intervento Operativo). Incominciando da questi elementi introduttivi, andiamo ad approfondire le traiettorie di militarizzazione della Polizia Penitenziaria che un recente decreto ministeriale voluto da Nordio potrebbe portare a compimento, prevedendo la rimozione di figure “civili” dai vertici operativi del corpo: DATACENTERS: OBBIETTIVI SENSIBILI E OSTILITÀ DILAGANTE La guerra in Ucraina e la rappresaglia iraniana verso le monarchie del Golfo ci hanno insegnato come i datacenters siano diventati obbiettivi sensibili, motivo per cui l’aviazione militare statunitense – in stile “pimp” – ha recentemente proposto ai colossi dell’AI di realizzarli all’interno delle proprie basi, “offrendo protezione” in cambio di soldi e potere computazionale. La proliferazione dei datacenters non rappresenta l’incremento di una superficie di attacco su un piano esclusivamente militare: la devastazione ambientale, la sottrazione di risorse alle comunità locali, i rischi per la salute e le scarse ricadute occupazionali stanno facendo montare il dissenso, che a Indianapolis si è addirittura armato. L’ostilità verso i datacenters si accoppia a un altro fenomeno da tenere in considerazione: la vandalizzazione dei robots. GUERRA: AUTOMAZIONE E APPRENDIMENTO Il conflitto in Ucraina è la prima vera “guerra di droni”: un contesto che ridefinisce le priorità degli eserciti e che eleva i militari ucraini al ruolo di addestratori richiesti in contesti formativi e operativi in giro per il mondo. Allo stesso modo, i milioni di ore di filmati e di dati prodotti dai droni in funzione nella Kill Zone, sono materiale didattico fondamentale per le intelligenze artificiali che guidano la letalità di queste macchine. Questa è probabilmente una delle immagini più emblematiche della nostra epoca: Se definiamo “simbiosi” la cooperazione tra organismi per la sopravvivenza, possiamo definire “sintanatosi” la cooperazione tra entità cognitive per la somministrazione di letalità? DRONI IRRIGATORI E WETLABS Piccolo accenno a un tema che tonreremo ad approfondire: CRITICHE E MESSAGGI DA CHI ASCOLTA SUL TERMINE “QUADRUPEDE” PER I DRONI SPOT: Qualche estratto da una riflessione proposta via messaggio:
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IL POTERE DI MYTHOS E I MANIFESTI POLITICI DI OPEN.AI E PALANTIR@1
Estratti dalla puntata del 20 aprile 2024 di Bello Come Una Prigione Che Brucia EMIL MICHEAL: DA UBER AL PENTAGONO La descrizione di alcuni programmi militari americani basati su AI (MATHBAC, Ghost Murmur e Victor) ci porta a osservare in modo più esteso i processi di delega cognitiva e di relazioni industriali all’interno di quell’apparato. Se Pete Hegseth sembra un personaggio caricaturale all’interno del romanzetto distopico in cui ci sembra di essere precipitate, all’interno del Dipartimento della Guerra statunitense un figura da tenere in considerazione è Emil Micheal: ex top manager di Uber e attualmente sottosegretario alla ricerca e all’ingegneria del Pentagono, è uno principali dei protagonisti nel processo di integrazione dell’intelligenza artificiale all’interno degli apparati decisionali e operativi della macchina bellica statunitense. IL POTERE DI MYTHOS E I MANIFESTI POLITICI DI OPEN.AI E PALANTIR Dopo una parentesi di significativi attriti con il Pentagono, Anthropic introduce una tecnologia che ridefinisce le sue relazioni diplomatiche. Il suo prodotto Claude Myhtos Preview viene descritto come la più potente minaccia alla cybersicurezza mai prodotta; i primi a essere contattati sono banche e grandi attori economici, parallelamente Anthropic organizza un cartello di aziende informatiche per candidarsi alla gestione della cybersicurezza globale (Project Glasswing), quindi si riaprono trattative con il Dipartimento della Guerra. Partiamo dalle oscillazioni (in parte cosmetiche) nelle relazioni tra Anthropic e governo Trump, per arrivare a osservare l’esplicita affermazione politica dei tecno-miliardari: a pochi giorni di distanza, Open AI e Palantir pubblicano i loro manifesti politici e si candidano a governare conflitti sociali e geopolitici:
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Infowar e AI – Sentenza violenze al carcere di Ivrea – Germania/Israele – Automazione vs Diserzione@0
Estratti dalla puntata del 30 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia AI, INFOWAR E DISTRUZIONE DEL DATO DI REALTA’ Tra finte soldatesse influencer generate con AI e JD Vance che sostiene che gli UFO siano Demoni, oscilliamo tra fenomeni artificiali e fenomeni implausibili. Ma gli eserciti sono reali, così come le guerre del Board of Peace. Mentre oltre 200 soldati statunitensi hanno denunciato alla Military Religious Freedom Foundation (MRFF) che i loro comandanti inquadrano le operazioni militari in scenari biblici, mentre la narrazione da “Fine dei Tempi” permea i discorsi delle leadership sioniste-evangeliste, dopo la normalizzazione del concetto operativo di “Grande Israele” si fa largo quello di “Grande Nord America”. Ma tornando all’AI generativa e all’introduzione di livelli di ingegneria sociale senza precedenti, tanto nelle truffe, quanto nella infowar, osserviamo la storia di due fratelli israeliani che avrebbero venduto all’Iran finti dati di intelligence spacciandosi per figure vicine alla Unit 8200. GUERRA COGNITIVA E LE CORRENTI DELLA INFOWAR Partiamo osservando la centralità del ruolo della comunicazione in tempi di guerra, dai volantini lanciati dal cielo allo hacking delle app per la preghiera in Iran, per arrivare a Sakara AI: azienda giapponese che sviluppato tecniche per delineare i flussi della guerra di informazione online. l’AI genera e veicola gli attacchi nel campo della Guerra Cognitiva, ma allo stesso tempo ne analizza i flussi: AUTOMAZIONE: ISTRUZIONE, GUERRA, DISERZIONE Melania Trump ha fatto ingresso al summit di Fostering The Future accompagnata da un androide Figure 3, quindi si è lanciata in un intervento sulla centralità salvifica dell’intelligenza artificiale per risolvere il problema del mancato accesso all’istruzione per milione di bambine e bambini. Assuefare fin dall’infanzia a relazionarsi con entità cognitive artificiali, inquadrarle come “adulti di riferimento”, obbedire alle loro consegne. Ma la sostituzione insegnate/robot ci rimanda a una questione cruciale, soprattutto di fronte a un incremento del 1000% * delle obbiezioni di coscienza tra i militari americani: gli umani possono ammutinarsi e disertare, le macchine no. * fonte: Mike Prysner, ex-militare, direttore del Center on Conscience and War e cofondatore di March Forward SENTENZA DEL PROCESSO PER LE VIOLENZE NEL CARCERE DI IVREA Sono passati 10 anni dalla lettera di denuncia pubblicata su infoaut.org che consentì l’emersione delle violenze nel carcere di Ivrea. La Procura locale aveva subito provato ad archiviare il tutto, i rallentamenti tecnici hanno portato alla prescrizione delle accuse di violenza e lesioni, ma il quadro che emerge descrive molto efficacemente la violenza strutturale dell’apparato detentivo italiano e una connivenza che va ben oltre quella “di corpo”, endemica nella polizia penitenziaria. Ne parliamo con l’avvocata Simona Filippi: RELAZIONI GERMANIA-ISRAELE: REPRESSIONE, CYBER E ARMI Le scaramuccie attorno al mancato supporto tedesco per la guerra israelo-americana contro l’Iran non devono distrarci dalla solida rete di cooperazione repressiva, cyber e militare-industriale tra Berlino e Tel Aviv… e il recente accordo tra VolksWagen e Rafael ne è solo il fenomeno più visibile:
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