Tag - scontri

ARSIDER MARANZATO
“ℭ𝔢 𝔫’𝔢𝔰𝔱 𝔭𝔞𝔰 𝔞𝔲𝔵 𝔯𝔢𝔟𝔢𝔩𝔩𝔢𝔰 𝔡’𝔞𝔭𝔭𝔯𝔢𝔫𝔡𝔯𝔢 à 𝔭𝔞𝔯𝔩𝔢𝔯 𝔩’𝔞𝔫𝔞𝔯𝔠𝔥𝔦𝔰𝔱𝔢, 𝔪𝔞𝔦𝔰 𝔞𝔲𝔵 𝔞𝔫𝔞𝔯𝔠𝔥𝔦𝔰𝔱𝔢𝔰 𝔡𝔢 𝔡𝔢𝔳𝔢𝔫𝔦𝔯 𝔭𝔬𝔩𝔶𝔤𝔩𝔬𝔱𝔱𝔢𝔰” “C’è una gran bella allegria nelle città che si spaccano! Il traffico crepa, le merci restano ferme, la gente si incontra senza dover comprare niente. Era ora, un po’ d’aria, dopo anni a farsi dissanguare: affitti, bollette, salari da fame, bombe a tonnellate. Tutto regolare! Tutto democratico! Poi un gruppo di ragazzini manda in frantumi una vetrina e comincia il funerale. I poveri vetri! Le povere banche! Gli stessi che digeriscono i bambini sotto le macerie, adesso hanno il cuore spezzato per una saracinesca! Sotto l’asfalto, i debiti e sotto gli anni passati a ingoiare merda, ci sono le tenebre che respirano, i fuochi illuminano i volti e, per qualche ora, il mondo appartiene a chi non ha mai posseduto niente. Ecco cosa fa tremare i guardiani della violenza! Tutta quella pace sociale, tenuta insieme a manganelli, mutui e paura di perdere il posto, dipende dall’obbedienza di chi non ha più i soldi per campare. E quelli ridono!, Ecco lo scandalo borghese! Dopo una vita a farsi portare via tutto, trovano ancora il modo di essere felici! Contate pure i vetri, becchini! Noi abbiamo ancora una vita intera da riprenderci.”
noise
scontri
merda
ti caga nelle orecchie
amdulillah
Bolivia in rivolta contro il governo Paz@1
In Bolivia proteste e scontri contro il governo di Rodrigo Paz, accusato di aver tradito le promesse sociali fatte in campagna elettorale, hanno raggiunto un punto di rottura. La Paz è completamente isolata ed il centro-nord del paese è paralizzato da oltre 40 picchetti e blocchi stradali organizzati dai vari settori sociali in mobilitazione. La crisi nasce dall’aumento del costo della vita, dalla scarsità di carburante e dollari e da nuove misure economiche che hanno colpito salari, trasporti e prezzi dei beni essenziali. Dopo le agitazioni di operai e autotrasportatori, a cui si sono sommate quelle dei maestri rurali contro una riforma peggiorativa dell’istruzione, sono scesi in piazza anche i popoli indigeni per respingere una legge sulla proprietà terriera che favorirebbe processi di concentrazione territoriale e indebolirebbe le proprietà comunitarie. Un aggiornamento di Manfredo Pavoni Gai, un compagno che lavora in Bolivia con la Fondazione Paolo Freire. A La Paz sono confluiti migliaia di manifestanti, che oggi chiedono apertamente le dimissioni del presidente, che ha risposto con una dura repressione: arresti, feriti e interventi di polizia ed esercito contro blocchi e manifestazioni. Dopo anni di frammentazione, nelle piazze boliviane è tornata – per adesso – una nuova convergenza tra settori popolari e organizzazioni sociali. Con una compagna boliviana abbiamo fatto il punto sulla genesi e le prospettive dell’attuale estallido social in Bolivia. Un secondo aggiornamento di Manfredo Pavoni Gai sulle manifestazioni che si sono tenute domenica nella capitale La Paz:
L'informazione di Blackout
altavisibilita
rivolta
America Latina
movimenti indigeni
Esperia: l’industria degli influencers di destra in Italia – “Askatasuna, Torino è partigiana”: la mobilitazione e gli scontri attraverso le vostre analisi@0
Estratti dalla puntata di Lunedì 2 febbraio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia IL LUNEDÌ DOPO “GLI SCONTRI”: COMMENTI DI ASCOLTATRICI E ASCOLTATORI Ascolta anche il racconto della giornata dall’info e le dirette durante il corteo La mobilitazione di decine di migliaia di persone contro lo sgombero di Askatasuna, gli scontri e la loro mostrificazione a reti unificate, l’invisibilizzazione della violenza delle forze dell’ordine, la costruzione di icone funzionali alla propaganda di regime. Dopo una breve introduzione riguardante la sinergia tra gli eventi di Torino e l’accelerazione normativa – tra nuovi pacchetti sicurezza e referendum – con l’interferenza diretta della premier Meloni sulla procura di Torino, la parola passa ad ascoltatrici e ascoltatori di Radio Blackout. Tantissimi contributi in diretta, che – semplificando – potremmo coagulare attorno a tre principali posizioni: 1) gli scontri di piazza sono obsoleti e controproducenti, offrono il fianco alla mostrificazione, offuscano gli obbiettivi delle mobilitazioni e riducono il consenso attorno alle istanze per cui si scende in piazza; 2) gli scontri sono uno strumento storicamente indispensabile nella cassetta degli attrezzi dei movimenti e interferiscono con la grammatica della violenza che contraddistingue la società nel suo insieme; 3) gli scontri seguono un copione ritrito, riducono il conflitto a una dimensione frontale, conducono a una sterile battaglia campale rispetto ad altre forme di imprevedibilità che possono essere messe in campo sul territorio. Un lungo e importante confronto che suddividiamo in due parti: PARTE 1 / / in mezzo l’approfondimento su Esperia PARTE 2 ESPERIA: L’INDUSTRIA DEGLI INFLUENCERS REAZIONARI IN ITALIA “Esperia Italia ha raggiunto 132mila follower su Instagram, 139mila su Facebook e 1,6 milioni di like su TikTok in meno di un anno.” “Più che un “new media” nato dal basso, come amano definirsi, Esperia Italia è uno strumento di condizionamento dell’opinione pubblica inserito in una rete già esistente di relazioni politiche, mediatiche e istituzionali, che collegano la piattaforma di divulgazione sovranista al mondo conservatore e governativo.” Grazie a un’importante inchiesta pubblicata su IrpiMedia – firmata da Raffaele Angius, Riccardo Coluccini e Marco Schiaffino – possiamo osservare il nascere di un nuovo attore della guerra di informazione: influencers di destra vengono arruolati sui social media a difesa dei “valori dell’occidente”, all’interno di un’operazione che mette insieme strutture aziendali, relazioni politiche, moltiplicazione algortimica e monetizzazione. Ne parliamo con Riccardo Coluccini: LINK ALL’INCHIESTA: https://irpimedia.irpi.eu/influencer-italiani-destra-sovranista-meloni
torino
repressione
violenza
Askatasuna
azione diretta
Proteste in Marocco: un aggiornamento da Casablanca sulla rivolta della Generazione Z
Il Marocco vive da circa 2 settimane una enorme ondata di collera popolare, guidata da una gioventù che non accetta più silenziosamente le disuguaglianze e la corruzione. Dopo la Primavera araba del 2011 e le proteste del Rif del 2016, questa è la terza grande mobilitazione nazionale – portata avanti dai giovani della Generazione Z […]
L'informazione di Blackout
proteste
scontri
marocco
nordafrica
Domiciliari e divieto di andare a scuola per due studenti minorenni fermati il 22 Settembre a Milano. Un commento prima della conferenza stampa del Csa Lambretta
Misure pesantissime contro due studenti di un liceo milanese fermati durante lo sciopero generale del 22 settembre a Milano. La giudice del Tribunale per i minorenni Antonella De Simone ha disposto gli arresti domiciliari e il divieto di frequenza a scuola per i due studenti. Il commento di Raja, del Csa Lambretta, prima della conferenza […]
repressione
Blackout Inside
milano
scontri
Sciopero Generale
ETXARRIREN DESALOJOA GELDITU! GAZTETXEAK DEFENDATU!
Il pomeriggio del 3 aprile l’Ertzaintza è arrivata in forze per sgomberare il gaztetxe Etxarri II, occupato dal 2014, nel quartiere di Errekalde, a Bilbao. La resistenza non si è fatta attendere: nel giro di un’ora dalla chiamata, le persone erano già un migliaio e hanno dato vita ad una manifestazione spontanea, finita in parecchie […]
L'informazione di Blackout
movimenti
centri sociali
Sgomberi
scontri
Marcia per Nahel un anno dopo la sua uccisione da parte della polizia francese
Diverse centinaia di familiari, amici e solidali si sono riuniti sabato nel sobborgo parigino di Nanterre per ricordare Nahel Merzouk, 17 anni, ucciso a bruciapelo da un agente di polizia a un posto di blocco il 27 giugno 2023: un omicidio. Inizialmente il poliziotto che ha sparato all’adolescente invoca la legittima difesa, ma il video […]
L'informazione di Blackout
francia
banlieue
scontri
violenza poliziesca