#5 2025/26 (Nacho Vegas e il caso de “Las 6 de la Suiza”; Randa Jarrar, scrittrice palestinese queer)
IN QUESTA PUNTATA: ► 08:32: “I rimedi della nonna: quando le credenze popolari incontrano la scienza e si sentono giudicate” con la Biologa Tecla e il Chimico Elio. È vero che non bisogna bere acqua durante i pasti? Ed è vero che il limone “cuoce” gli alimenti? ► 20:48: intervista a Nacho Vegas, cantautore asturiano, che ha scritto “Seis pardales”, canzone sul caso de “Las 6 de la Suiza”, lavoratrici condannate per sindacalismo insieme alla CNT. Ad aiutarci a ricostruire il caso anche la giornalista Laura L. Ruiz ► 40:37: “Curiosità a caso” con Radiospalla Sol sul perché le donne impegnate in politica vengono spesso soprannominate “pasionaria”. La storia della Pasionaria originale, Dolores Ibárruri, figura fondamentale dell’antifascismo spagnolo ► 50:17: “Putagè c’era” con la nostra intervista a Randa Jarrar, scrittrice palestinese queer, che abbiamo incontrato a Torino in occasione della presentazione di “Io, lui e Muhammad Ali” ► 1:02:02:“I nomi delle vie, spiegati così così” sulla tragica situazione della toponomastica torinese dedicata alle donne, con qualche rara eccezione come le vittime di femminicidio Tina Motoc e Silvana Allasia e la giornalista antifascista Felicita Ferrero ► 1:07:25: aggiornamenti da Non Una Di Meno con Maria, che ci ricorda le iniziative del lungo fine settimana dell’8 marzo ► 1:17:07:“Poesie al telefono” con Carlotta da Bruxelles, che ci legge “Ti ricostruirò, o terra” di Simin Behbahani e ci racconta com’è andato l’8 marzo nella capitale belga E POI QUESTE CANZONI: – Les Amazones d’Afrique “Queen Kuruma” – The Selecter “Out on the Streets” – Nacho Vegas feat. Rodrigo Cuevas & L-R “Seis pardales” – Marwa Loud “Bad Boy” – Aldous Harding “Fever” – Little Simz feat. Michael Kiwanuka & Yuseef Dayes “Lotus” – Wet Leg “Mangetout” Più info su: www.putage.net
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DDL Romeo: non contro l’antisemitismo, ma contro il dissenso
Sabato 14 marzo h14.30 piazza XVIII Dicembre (Torino) Corteo regionale “Criminale è chi sostiene il genocidio, non chi lotta contro esso” : Contro il Board of Peace e DDL Antisemitismo. Il 4 marzo è stato approvato al Senato il disegno di legge Romeo (S.1004), intitolato “Disposizioni per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo”. Si tratta di un DDL che, attraverso l’adozione formale della definizione operativa di antisemitismo promossa dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), mira a sovrapporre in modo deliberato e strumentale l’antisemitismo — cioè l’odio e la discriminazione verso le persone di religione o origine ebraica — con l’antisionismo e la critica allo Stato di Israele e alle sue politiche coloniali e genocidiarie. Il disegno di legge, che ha assorbito al suo interno precedenti tentativi legislativi come quelli promossi da Delrio e Gasparri, pur presentandosi in una forma più attenuata e meno esplicita rispetto alle versioni precedenti, va nella direzione di limitare la libertà di espressione, la ricerca accademica e la legittima critica politica. Questo avviene proprio a causa dell’equivalenza che la definizione adottata tende a stabilire tra antisemitismo e critica alle politiche dello Stato di Israele e antisionismo, cioè il dissenso verso uno specifico progetto politico. Pacchetto sicurezza dopo pacchetto sicurezza, anche questo DDL si inserisce in un quadro più ampio di repressione del movimento pro-Palestina degli ultimi mesi. La sua approvazione dimostra come le volontà del governo (così come di buona parte dell’opposizione) abbiano poco a che fare con la reale tutela dalle forme di odio razziale e mirino piuttosto a restringere gli spazi di agibilità politica e a reprimere un movimento vastissimo che non solo si oppone alle politiche genocidiarie e coloniali dello Stato di Israele, ma denuncia anche il collaborazionismo e le complicità materiali di cui lo Stato italiano si è reso responsabile. Per fare il punto sul DDL Romeo — su cosa prevede, quando potrebbe entrare in vigore e sulla definizione dell’IHRA — ne abbiamo parlato con Alessandra Algostino, giurista e docente di diritto costituzionale all’Università di Torino.
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Anche un drone americano partito da Sigonella all’assalto dell’Iran
Come ormai accade immancabilmente da oltre cinquant’anni, la base militare di Sigonella si rivela un avamposto strategico per le operazioni di guerra USA-NATO. Sabato 28 febbraio alle ore 01.30 circa, un grande velivolo da pattugliamento aeronavale Boeing P8A “Poseidon” in dotazione alla Marina Militare degli Stati Uniti d’America è decollato dallo scalo siciliano per dirigersi verso il Mediterraneo orientale dove da lì a qualche ora è stato scatenato il brutale attacco di USA ed Israele contro l’Iran. Il “Poseidon” viene impiegato di norma da US Navy per le operazioni di intelligence, sorveglianza e riconoscimento di potenziali obiettivi “nemici”. Grazie a sofisticate sonoboe e al sistema radar APY-10 è in grado di intercettare sottomarini in immersione. Anche se le caratteristiche e le potenzialità belliche delle attrezzature sono secretate, il velivolo può mappare un’area di 10.000 metri quadri da una distanza di più di 220 miglia. Il P-8A può anche disturbare i radar annullandone i segnali. Il P8-A “Poseidon” può essere impiegato anche per operazioni di attacco con missili antinave AGM-84 Harpoon e siluri Mark 54. La sua presenza nello scacchiere di guerra mediorientale durante il raid contro Teheran ha certamente favorito le operazioni di individuazione e selezione degli obiettivi da colpire. I P-8A “Poseidon” di Sigonella sono già stati utilizzati in innumerevoli interventi di US Navy nel Mar Nero e ai confini con Ucraina, Russia e Bielorussia, a fianco delle forze armate di Kiev. I pattugliatori realizzati dal colosso industriale Boeing operano stabilmente dal settembre 2016 dalla grande base militare siciliana sotto il comando e il controllo di un distaccamento del Patrol Squadron 45 di US Navy appositamente trasferito in Sicilia da Jacksonville, Florida. A confermare il ruolo chiave di Sigonella nella campagna di guerra USA-israeliana contro l’Iran va altresì rilevato che sempre sabato 28 febbraio è atterrato nella base aerea siciliana un drone-spia MQ-4C “Triton”, anch’esso in dotazione a US Navy. Il grande velivolo senza pilota è rientrato in Sicilia dopo una lunga missione di intelligence e sorveglianza nello spazio aereo del Golfo di Oman, in prossimità dello Stretto di Hormuz. Il “Triton” era stato trasferito il 23 febbraio da Sigonella alla base aerea di Al Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti. Il 24 febbraio, in particolare, è stata tracciato il volo del drone sul Golfo Persico in prossimità di Bahrain e Qatar, ad un’altitudine “anomala” di oltre 11.500 metri. Anche in questo caso è presumibile che il velivolo abbia mappato le infrastrutture e i siti iraniani da colpire e distruggere. Un drone MQ-4C “Triton” di Sigonella ha partecipato alle operazioni di guerra di USA ed Israele contro l’Iran la notte del solstizio d’estate 2025. Poche ore dopo il bombardamento dei siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz ed Esfahan, il velivolo senza pilota di US Navy ha sorvolato lo spazio aereo dello Stretto di Hormuz, l’Oman e gli Emirati Arabi, probabilmente per monitorare le reazioni di Teheran all’attacco dei bombardieri B-2. L’MQ-4C “Triton” è un velivolo a lungo raggio prodotto dall’industria aerospaziale statunitense Nortrop Grumman. Lungo 14,5 metri e con un’apertura alare di 39,9, può operare entro un raggio di 2.000 miglia nautiche dalla base di decollo, a un’altitudine massima di 18.288 metri e una velocità di crociera di 575 km/h. Il drone gode di un’autonomia di volo tra le 24 e le 30 ore consecutive. Nel corso di una sola missione i sofisticati sensori di bordo rilevano, classificano e tracciano obiettivi marittimi operanti in profondità monitorando fino ad una superficie di quattro milioni di miglia nautiche. Dal 23 febbraio la base di Sigonella, congiuntamente alle due basi della Marina Militare di Augusta (Siracusa) e Catania, opera a supporto logistico-operativo della grande esercitazione aeronavale della NATO “Dynamic Manta”. Si tratta della più importante esercitazione che l’Alleanza Atlantica svolge annualmente per la lotta anti-sottomarina e “neutralizzazione” delle unità da guerra “ostili”. All’edizione 2026 di “Dynamic Manta” partecipano unità di superficie, sottomarini, mezzi aerei ed elicotteri di Canada, Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti d’America. I war games nelle acque di Ionio, Tirreno meridionale e Canale di Sicilia, concomitanti con la campagna bellica anti-Iran, dovrebbero concludersi venerdì 6 marzo.   Articolo pubblicato in Africa ExPress il 3 marzo 2026, https://www.africa-express.info/2026/03/03/anche-un-drone-americano-partito-da-sigonella-allassalto-delliran/
[2026-03-09] Graficattac: chiamata alle armi grafiche contro la propaganda bellica @ online
GRAFICATTAC: CHIAMATA ALLE ARMI GRAFICHE CONTRO LA PROPAGANDA BELLICA online - https://graficattac.noblogs.org (lunedì, 9 marzo 00:00) https://graficattac.noblogs.org/ GRAFIC-ATTAC: un invito a creare, condividere, diffondere, attacchinare materiale grafico contro la propaganda bellica; per interrompere il flusso mediatico a sostegno degli eserciti e della militarizzazione della società, contro la ricerca di consenso alla repressione, al riarmo, all’arruolamento, all’industria bellica e alla guerra. Invia il materiale a graficattac@autoproduzioni.net entro il 25 aprile 2026.
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antimilitarismo
Chiamata
radio bizarre 7marzo2026@2
Qui c’è l’audio di tutta la trasmissione: Nella trasmissione di oggi abbiamo fatto partre il consueto lungo viaggio di bizarre dall’Etiopia per attraversare diverse volte l’Oceano Atlantico ed approdare poi in Malawi da dove proviene la Maladitso Band di cui abbiamo scoperto l’avventurosa storia attraverso il film The Banjo Boys diretto da Johan Nayar. Quil’audio dedicato a Banjo Boys: Nella seconda parte della trasmissione poi, abbiamo continuato a parlare di cinema con un bel seiparietto dedicato a The butthole Sufres: the hole truth and nothing butt. diretto da Tom Stern. Qui l’audio dedicato a the hole truth and nothing butt:
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La Convenzione di Århus dà alle popolazioni residenti il diritto di partecipare ai processi decisionali sulle Grandi Opere
Riprendiamo da Pressenza – È razionale solo l’Opzione Zero, ossia l’utilizzo della linea ferroviaria esistente tra Avigliana e Torino L’associazione Pro Natura Piemonte insieme ai comitati No Tav di Avigliana, […] The post La Convenzione di Århus dà alle popolazioni residenti il diritto di partecipare ai processi decisionali sulle Grandi Opere first appeared on notav.info.
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Lotto, boicotto e sciopero
Dopo una settimana fittissima di appuntamenti a cura di Non una di meno, è stato un lungo weekend di iniziative transfemministe, a Torino come in tutta Italia e nel mondo. Sabato 7 un grande corteo ha attraversato il centro città, domenica 8 ci sono state iniziative transfemministe nei quartieri di San Salvario, Cenisia, Barriera di Milano, Vanchiglia e in provincia, a Susa, Avigliana e Grugliasco. Oggi, nel giornata di sciopero generale l’Assemblea precaria universitaria ha organizzato un flash mob per denunciare la condizione di precarietà nel settore accademico. L’iniziativa è stata presentata con lo slogan “Il precariato è una corsa a ostacoli” e ha coinvolto il percorso di accesso all’aula in cui era prevista la seduta del Senato accademico. Lungo la balconata del rettorato, il collettivo ha disposto fili, scatole e barriere simboliche, costringendo i componenti del Senato a superare fisicamente alcuni ostacoli prima di entrare in aula. Sul percorso sono stati inoltre collocati fogli e cartelli con riferimenti a situazioni descritte come frequenti nella vita dei lavoratori precari dell’università, tra cui mancati rinnovi contrattuali dopo anni di attività, flessibilità obbligata e mobilità geografica. Alle 10 è iniziato il partecipato presidio al tribunale di Torino contro il Ddl Bongiorno, che si è trasformato in corteo dopo qualche ora. Le conseguenze dell’approvazione del DdL Bongiorno, di modifica della attuale legge sulla violenza sessuale, sarebbero molto gravi, soprattutto nei contesti familiari e coniugali, e per le giovani e giovanissime che con le loro denunce fanno registrare un aumento vertiginoso dei casi (dati Istat 2025), nei contesti lavorativi e in condizioni di ricattabilità, nei tribunali dove chi denuncia è già esposta a vittimizzazione secondaria. Inoltre, la bocciatura del congedo retribuito ai padri, l’eliminazione di Opzione Donna e i dati sul gender pay gap, smascherano un governo che fa propaganda sulla natalità e la conciliazione vita-lavoro ma non le sostiene. Le donne, le persone giovani e giovanissime, trans, razzializzate, disabili vengono espulse dal mondo del lavoro e pagano la guerra e il riarmo con l’aumento del lavoro povero e precario, il part time imposto, l’aumento dei prezzi e la distruzione del welfare. Questo 8 marzo si è svolto con un nuovo fronte di guerra aperto, quello contro l’Iran e, scenario in cui ancora una volta è la popolazione civile a pagare un prezzo altissimo per la repressione da parte del Regime e per l’attacco israelo-americano, e lx transfemministx in piazza hanno ribadito il sanguinoso nesso tra patriarcato e guerra. Abbiamo contattato Daniela, di NUDM, in diretta dal presidio al tribunale, che ci ha parlato della giornata di sciopero transfemminista di oggi, del flash mob in Rettorato, della necessità di opporsi al Ddl Bongiorno. La giornata di sciopero e lotta transfemminista prosegue: alle 16, assemblea in Università.
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CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX RESISTE
CON LA STESSA RABBIA E IMMUTATO AMORE Era il 16 marzo 2003 quando Davide, Dax, Cesare è stato ucciso a coltellate da mani fasciste. Vent’anni fa, il 27 agosto 2006, Renato Biagetti viene assassinato sul litorale romano dalle stesse lame. Da allora le storie di Dax e Renato si sono intrecciate, da allora compagni e compagne di Milano e Roma hanno iniziato a camminare insieme, con la stessa rabbia e con immutato amore. Ancora oggi il ricordo di Dax si lega a quello di Renato, per dar vita a giornate di mobilitazione, incontri, lotta e iniziative che trasformano delle ricorrenze in occasioni per costruire e consolidare un fronte antifascista europeo rivoluzionario e antimilitarista. Dal marzo milanese al ventennale di Renato a Roma, saranno giorni di convergenza e scambio. Nella memoria di Davide e Renato si declinano tutte le lotte che animiamo e attraversiamo, ognuno con le proprie attitudini e nei propri contesti. Nella memoria dei nostri compagni ci rafforziamo reciprocamente per rilanciare un’alleanza rivoluzionaria contro guerra, riarmo e capitalismo, per resistere al buio che avanza e attaccare il mostro neoliberale. CONFLITTI: DAL GLOBALE AL LOCALE Fronti di guerra, tensioni internazionali, corse al riarmo: la ristrutturazione degli equilibri politici mondiali vede l’imperialismo impegnato a difendere, estendere, mettere in discussione confini e aree di influenza. Dietro a ogni operazione militare si muovono interessi economici, sono una strategia di accumulazione di capitale nella sua forma più cruenta e omicida.  Negli ultimi due anni il contrasto alle politiche guerrafondaie si è legato alla causa di liberazione palestinese, che è tornata al centro del conflitto politico in seguito all’operazione Diluvio di Al-Aqsa, contribuendo a comprendere la causa di liberazione di una resistenza anticoloniale non solo in senso difensivo, ma come attacco al progetto sionista e imperialista occidentale, rivendicando l’obiettivo della liberazione dal fiume fino al mare e rompendo il muro di silenzio e normalizzazione della colonia sionista. Questo ha dato impulso ad un movimento globale per la liberazione della Palestina. In Italia, come in altri paesi, si è concepito non solo come forma di solidarietà simbolica o umanitaria, ma come lotta attiva contro il sionismo e la guerra imperialista.  La solidarietà tra lavoratori, lavoratrici e con i popoli oppressi diventa una minaccia concreta al mantenimento del capitalismo e dello stato di guerra. Parallelamente alla pacificazione in Palestina, con gli accordi di “pace” di Trump che prevedono un nuovo mandato coloniale su Gaza, la pacificazione interna in Europa avanza con un’ulteriore stretta repressiva. La criminalizzazione in Italia ha colpito in alcuni casi in aperta concertazione con “Israele”, mostrando la continuità tra la politica repressiva interna e i rapporti diplomatici e commerciali, come nel caso di Anan Yaeesh arrestato il 27 gennaio 2024 in seguito alla richiesta di estradizione da parte di “Israele”. Del dicembre scorso è l’inchiesta “Domino” in cui l’accusa di finanziamento al terrorismo si basa su direttive israeliane. Tali operazioni criminalizzano i palestinesi che sostengono la resistenza in Palestina e dalla diaspora e rappresentano un monito nei confronti del movimento in Italia, che ha visto numerosi arresti, fogli di via, divieti e violenza poliziesca palesatasi più volte nelle piazze per la Palestina. I nuovi DDL che prevedono l’equiparazione di antisionismo ad antisemitismo costituiscono un salto di qualità nella repressione delle idee: l’idea stessa della lotta antisionista diventa reato. L’aggravarsi dei conflitti porta con sé l’esigenza, da parte dei diversi paesi, di garantire un fronte interno pacificato, in cui la guerra sia “normalizzata” e accettata in tutte le sue implicazioni sociali ed economiche. Senza dissidenza e conflitto sociale, la strada per politiche guerrafondaie è ben spianata. Tutti i soggetti che si adoperano per resistere a questo sistema sono scomodi, sono voci da eliminare a qualunque costo. EUROPA: GUERRA AGLI ANTIFASCIST. FREE ALL ANTIFAS! Negli ultimi anni in tutta Europa le forze di polizia si coordinano e collaborano per colpire compagni e compagne antifa. In Germania per la prima volta dei militanti antifascisti sono accusati di associazione a delinquere grazie al teorema accusatorio Antifa Ost, creato dalle autorità tedesche nel 2021. Nel settembre scorso il dipartimento di stato USA ha inserito Antifa Ost nell’elenco delle organizzazioni terroristiche con l’obiettivo esplicito di colpire le strutture di solidarietà, portando alla chiusura di numerosi account social a supporto della campagna e dei conti correnti di Rote Hilfe (soccorso Rosso). Una persecuzione che raggiunge il suo apice in seguito alle manifestazioni contro la Giornata dell’onore di Budapest del febbraio 2023, in cui vengono arrestat* tre compagn* che oggi rischiano fino a 24 anni di carcere. Grazie alla collaborazione tra autorità tedesche e ungheresi le accuse arrivano a coinvolgere diciotto antifas ricercat* in tutta Europa sui quali pende una richiesta di estradizione. Sei di loro si trovano in carcere in Germania in attesa di processo e Maja, estradata illegalmente, è imprigionata a Budapest in condizioni di violazione sistematica dei suoi diritti da ormai quasi 2 anni. La sentenza a suo carico assume i caratteri di una rappresaglia delle autorità magiare contro il movimento antifascista europeo.   Al carcere, ai mandati di cattura europei e alla persecuzione giudiziaria si somma un sempre più frequente ricorso da parte delle polizie europee a misure amministrative preventive finalizzate a limitare la libertà di movimento di militanti. Dispositivi concepiti per respingere i migranti alle frontiere vengono estesi a nuovi soggetti indesiderati. Per contribuire allo sviluppo di analisi e azioni condivise da parte del movimento antifascista internazionale è fondamentale costruire legami tra realtà europee: la solidarietà internazionalista, il confronto continuo tra esperienze politiche provenienti da paesi diversi, il concepirsi come parte integrante di un movimento antifascista europeo sono oramai punti fermi del nostro agire politico e trovano una rappresentazione continuativa in tutti gli anniversari di Dax. Non solo, crediamo sia questa una strategia efficace e vincente per allargare i nostri orizzonti di lotta, recuperando il valore storico delle pratiche internazionaliste e fronteggiando in maniera coordinata le insidie di un’Europa sempre più schierata a destra. MILANO: TRA VETRINA OLIMPICA E ASSEDIO ALLE PERIFERIE  Nel contesto di conflitti globali, in un’Europa reazionaria, non si rinuncia alla logica speculativa dei grandi eventi che in questi mesi si è abbattuta sulla nostra città. Ed ecco imporsi i giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026 che significano aumento del costo della casa, indebitamento pubblico, nuove grandi opere nocive, devastazione e saccheggio dei territori montani, lavoro insicuro e non retribuito.  Mentre la città si rifà trucco per ospitare il grande evento, nei quartieri popolari non si ferma il processo fagocitante del capitale immobiliare con sfratti, sgomberi, controllo sociale e speculazione edilizia. Gli interventi in massa delle forze dell’ordine susseguitesi in diverse zone della città (da San Siro a Giambellino, passando per Baggio) negli ultimi mesi, su mandato del Ministro Piantedosi, sono la punta dell’iceberg di un sistema che mira a criminalizzare chi vive in condizioni di precarietà abitativa, economica o sociale. Nel frattempo, nella città con gli affitti più cari d’Italia, migliaia di case popolari restano sfitte, non assegnate, lamierate e addirittura murate. Si dismette il patrimonio immobiliare pubblico a favore della speculazione edilizia e del latifondo del mattone, per questo ancora oggi occupare rappresenta una legittima alternativa, una forma concreta di lotta contro questo processo che rende la nostra città sempre più esclusiva e escludente.  La stretta autoritaria che stiamo vivendo passa anche attraverso l’attacco alla cultura, allə studenti, agli spazi sociali. Il Governo vuole fermare i sogni collettivi: si colpisce laddove si crea contro-sapere, dove si custodisce uno sguardo lucido sulle responsabilità di chi ci pone in queste condizioni, dove ci si organizza per liberarsi dallo sfruttamento della vita. NELLA NOTTE CI GUIDANO LE STELLE  In una realtà sempre più cupa, altrettanto reale è il movimento europeo e mondiale che si sta mobilitando contro la guerra e l’imperialismo. Nelle piazze di tutto il mondo da Genova al Nepal, da Milano allo Yemen e al Kurdistan i popoli reclamano giustizia e pace, alzano un grido contro guerra e genocidio, resistono affinché il buio non prevalga. Sabotaggi, proteste, azioni attraversano ogni giorno tutti i paesi del mondo ricordando ai potenti che laddove lavoratori e lavoratrici, studenti e persone si uniscono non c’è ricchezza o riarmo che tenga. L’occasione del ricordo di Dax è da più di vent’anni parte di un percorso di resistenza e di lotta, che ci consente di costruire un fronte antifascista internazionale. Per questo i giorni del suo ricordo vorremmo che fossero momenti di convergenza e creazione di legami, consapevoli che mobilitarci per ricordare Dax deve essere parte di un percorso di resistenza che passa anche dal prossimo 25 aprile. In questo quadro a tinte fosche vi è ancora una luce che dà speranza, e sta a noi alimentare questa luce, guidati dalla memoria dei compagni e delle compagne uccisi da fascismo e capitalismo. La resistenza, la lotta, la solidarietà sono le componenti essenziali che ci permettono di immaginare, creare e praticare un mondo diverso, di libertà e autodeterminazione per tutt* e in ogni luogo.
calcio e sponsor finanziari illegali
L’industria europea del calcio è finita nelle maglie delle sponsorizzazioni di gruppi finanziari ad alto rischio, marchi di Cryptovalute e trading che investono milioni sulle grandi squadre, ma comportano un vero e proprio gioco d’azzardo per i piccoli investitori, ovvero i tifosi. Nonostante molti di questi gruppi finanziari siano catalogati come “ad alto rischio” o addirittura “non autorizzati ad operare” in alcuni paesi, il mercato delle sponsorizzazioni è in continua crescita. Il mondo del calcio è una vetrina scintillante e promuovere aziende volte alla speculazione e al gioco d’azzardo in borsa è una minaccia concreta per chi decide di investire i propri risparmi su un marchio che associa alla squadra del cuore. ne parliamo con Lorenzo Buzzoni autore di “Crypto e tarding: calcio e tifosi nella rete di sponsor finanziari non autorizzati” uscito su Altreconomia ( https://altreconomia.it/crypto-e-trading-calcio-e-tifosi-nella-rete-di-sponsor-finanziari-non-autorizzati/)
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