Le proteste in Iran colpiscono al cuore la legittimità del regime. Riusciranno nel loro intento?
La Repubblica Islamica ha sempre dato prova di creatività nel sopravvivere. Ma questa volta deve affrontare richieste che non possono essere placate con concessioni materiali. Di Lior Sternfeld, tradotto da +972 Magazine Il 28 dicembre sono scoppiate proteste antiregime in diverse città iraniane, che in pochi giorni si sono diffuse in tutta la Repubblica Islamica, diventando la più significativa ondata di disordini dal 2022, anno della rivolta “Donna, Vita, Libertà”. A differenza dei precedenti cicli di proteste, questa volta non c’è stata una questione predominante. I manifestanti hanno gridato slogan contro la carenza d’acqua, il crollo della valuta, la corruzione del governo e le avventure militari regionali del regime con uguale furia. La simultaneità e la proliferazione geografica delle proteste – che hanno coinvolto oltre 100 città e paesi – è particolarmente rivelatrice. Non si è trattato di azioni coordinate da un’opposizione organizzata, ma piuttosto della combustione spontanea di una società che ha raggiunto il punto di rottura. Dalle periferie povere di Teheran ai quartieri della classe media di Shiraz, dalle città curde dell’ovest alle zone baluchi nel sud-est, gli iraniani sono scesi in piazza per chiedere conto a un regime che non è più in grado di fornire nemmeno i servizi di base, come un approvvigionamento idrico affidabile. Che un’altra ondata di proteste avrebbe travolto l’Iran non è stata una grande sorpresa. Negli ultimi dieci anni, il deterioramento delle condizioni economiche del Paese ha ripetutamente alimentato disordini a livello nazionale. L’iperinflazione, attualmente stimata tra il 42 e il 48% annuo, e il crollo effettivo della valuta nazionale hanno devastato il tenore di vita. Il valore del rial è crollato da circa 40.000 per dollaro all’inizio del 2018, prima dell’attuazione della campagna di sanzioni “massima pressione” dell’amministrazione Trump, a un tasso di cambio reale stimato oggi di quasi 1,5 milioni di rial per dollaro. Questa caduta libera dell’economia ha coinciso con la crescente visibilità – e le conseguenze sempre più rovinose – della corruzione statale. Ciò che contraddistingue l’attuale ondata di proteste, tuttavia, non è solo ciò che chiedono i manifestanti, ma anche la crescente incapacità del regime di placarle. Una delle strategie di lunga data della Repubblica Islamica è stata quella di assorbire i disordini attraverso una combinazione di repressione e concessioni: lasciare che le proteste covassero sotto la cenere prima di reprimerle violentemente, offrendo contemporaneamente concessioni materiali. Le proteste nazionali del 2017-18 e del 2019, ad esempio, scatenate dal peggioramento delle condizioni economiche, sono state represse con brutalità, ma hanno anche portato a modeste concessioni sotto forma di sussidi per il carburante e il cibo, adeguamenti di bilancio e modifiche delle politiche economiche. Allo stesso modo, dopo la rivolta del 2022, lo Stato ha effettivamente sospeso l’applicazione dell’obbligo dell’hijab nel tentativo di indebolire lo slancio del movimento. Studenti dell’Università di Tecnologia Amirkabir protestano contro la Repubblica Islamica a Teheran, Iran, 20 settembre 2022. (Darafsh/CC BY-SA 4.0) Da quando la rivolta del 2022 si è placata, l’Iran ha dovuto affrontare molteplici shock politici, economici, sociali e geopolitici. Tra questi figurano la morte improvvisa del presidente Ebrahim Raisi e di altri alti funzionari in un incidente elicotteristico; l’elezione di un presidente riformista per la prima volta dal 2005; la reintroduzione delle sanzioni dell’ONU nel settembre 2025; l’effettivo crollo dell’intera struttura di potere regionale del regime, da Hezbollah in Libano al regime di Assad in Siria; e il primo scontro militare diretto dell’Iran con Israele nel 2024. Di conseguenza, la guerra di 12 giorni del giugno 2025 ha distrutto uno dei pilastri fondamentali dell’immagine che il regime aveva di sé stesso. Nonostante anni di retorica aggressiva, il conflitto ha dimostrato a molti iraniani che il Paese era effettivamente indifeso contro Israele, che gli aerei israeliani potevano bombardare Teheran e altre città impunemente e terrorizzare la popolazione, senza incontrare alcuna resistenza significativa da parte dell’esercito iraniano. Sebbene la guerra abbia temporaneamente favorito un senso di solidarietà nazionale tra il regime e coloro che altrimenti ne sarebbero stati critici, questa riconciliazione non è durata a lungo. Al momento della stesura di questo articolo, gli scontri a Teheran si stanno intensificando e le manifestazioni continuano a diffondersi, con almeno 45 manifestanti uccisi e oltre 2.000 arrestati. Il regime iraniano ha mantenuto il potere per oltre quattro decenni offrendo concessioni tattiche quando necessario, ma anche senza esitare a ricorrere alla forza brutale. Questa ondata di proteste sfida quella strategia di sopravvivenza in modo nuovo. Se in passato le rivolte potevano essere contenute attraverso concessioni specifiche, ora la richiesta è quella della responsabilità stessa. E quando i fallimenti accumulati hanno eroso anche la capacità dello Stato di fornire acqua, nessuna concessione tattica può essere sufficiente. RAGGIUNGENDO IL PUNTO DI ROTTURA All’inizio di dicembre 2025, la crisi idrica in Iran, prevista da tempo, ha raggiunto proporzioni catastrofiche. Il fiume Zayandehrud a Isfahan, un tempo linfa vitale per l’agricoltura della regione, era prosciugato da mesi. Nel Khuzestan, i residenti hanno riferito di ricevere acqua corrente solo due giorni alla settimana. Nei quartieri popolari della zona sud di Teheran, le famiglie si sono svegliate con i rubinetti completamente asciutti, costringendole ad acquistare acqua in bottiglia a prezzi esorbitanti o a fare la fila per ore davanti agli autocarri dell’acqua comunali. Il cambiamento climatico ha giocato un ruolo significativo in questa crisi: la deforestazione e la desertificazione hanno subito una drammatica accelerazione e, con inverni sempre più secchi, il manto nevoso sui monti Zagros e Alborz, fonte di gran parte dell’acqua dolce dell’Iran, è diminuito drasticamente. Tuttavia, la crisi idrica è anche il risultato di decisioni politiche, il culmine di decenni di cattiva gestione. Il regime ha dato priorità a progetti agricoli ad alto consumo idrico e allo sviluppo industriale in regioni con scarsa disponibilità d’acqua per motivi di clientelismo politico, ignorando gli avvertimenti degli scienziati ambientali e omettendo di investire nella conservazione o nella riparazione delle infrastrutture idriche fatiscenti, dove si stima che il 20-30% dell’acqua venga perso a causa di perdite prima di raggiungere i consumatori. In particolare, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), che controlla vasti interessi economici tra cui l’edilizia e l’agricoltura, è stato implicato nella costruzione illegale di dighe e in progetti di deviazione delle acque che servono i suoi interessi commerciali, devastando al contempo le comunità locali. Per molti iraniani, la scarsità d’acqua è diventata la prova più tangibile che il sistema non è solo corrotto o mal gestito, ma fondamentalmente incapace di governare. L’Iran dispone di notevoli risorse idriche, ma la cattiva gestione ha creato una scarsità artificiale. La consapevolezza che la loro sofferenza non è inevitabile, ma il risultato diretto delle scelte politiche del regime, ha mobilitato coloro che un tempo speravano ancora in una riforma graduale. Una delle principali linee di frattura del momento attuale è la questione dei negoziati sul nucleare con l’Occidente e la prospettiva di un allentamento delle sanzioni. Il presidente Masoud Pezeshkian, che ha esortato la classe politica ad ascoltare i manifestanti e a rispondere alle loro richieste, è stato eletto in parte proprio per perseguire tale apertura con le potenze occidentali. Tuttavia, dopo quattro decenni di sanzioni, l’economia iraniana ha sviluppato meccanismi che le hanno permesso di funzionare, dando origine a nuove élite benestanti e erodendo al contempo la tradizionale classe media: élite che potrebbero opporsi a qualsiasi accordo proprio perché esso sconvolge uno status quo a loro vantaggioso. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. (Ayoub Ghaderi/CC BY 4.0 Deed) La crescente consapevolezza da parte di molti iraniani che, a causa degli estremisti di Teheran e dell’impossibilità di fidarsi delle intenzioni di Donald Trump, non si intravede alcun accordo all’orizzonte, potrebbe spiegare il senso di disperazione che ha alimentato questa ondata di proteste. È in questo contesto che va interpretata l’escalation delle manifestazioni, che coinvolgono tutte le fasce d’età, le classi sociali, le etnie e i settori. Le rivendicazioni sono molteplici: libertà civili, politica economica, svalutazione della moneta, carenza d’acqua, infrastrutture fatiscenti e perdita di qualsiasi percorso credibile per tornare alla normalità. Tuttavia, tutte convergono verso un’unica richiesta fondamentale: la responsabilità. Qui risiede sia la sfida che l’opportunità che il movimento di opposizione iraniano deve affrontare. Le precedenti ondate di proteste hanno articolato richieste più limitate e tangibili – sussidi, salari, adeguamenti politici – alle quali il regime ha potuto rispondere con concessioni limitate. La responsabilità, al contrario, non è qualcosa su cui si può negoziare. Quali concessioni può offrire un sistema quando è la sua stessa legittimità ad essere messa in discussione? IL FATTORE ESTERNO Israele e Stati Uniti hanno un peso rilevante nei calcoli dei manifestanti iraniani, anche se non nel modo in cui molti osservatori occidentali suppongono. Sebbene i funzionari israeliani non abbiano nascosto il loro desiderio di un cambio di regime in Iran, e nonostante le recenti dichiarazioni bellicose di Benjamin Netanyahu, le prove concrete di un imminente attacco militare sono limitate. La guerra di 12 giorni di giugno ha dimostrato la schiacciante superiorità militare di Israele, ma, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il risultato più importante ottenuto da Netanyahu in quel conflitto potrebbe risiedere proprio nel fatto che le capacità nucleari dell’Iran non sono state distrutte. Il persistere della minaccia iraniana è fondamentale per la sopravvivenza politica del primo ministro. Nel frattempo, a Washington, il presidente Trump ha pubblicamente minacciato un intervento qualora le forze di sicurezza iraniane dovessero intensificare la repressione e uccidere i manifestanti. Il rapimento da parte dell’amministrazione del presidente venezuelano Nicolas Maduro e di sua moglie conferisce certamente credibilità alle minacce di Trump, ma ha anche attivato profonde ansie iraniane riguardo all’intervento straniero. Un’azione militare israeliana o americana mentre gli iraniani scendono in piazza andrebbe quasi certamente a vantaggio del regime, consentendogli di dipingere le rivendicazioni interne come destabilizzazione sostenuta dall’estero. La memoria politica iraniana è lunga: il colpo di Stato del 1953 della CIA e dell’MI6 contro Mosaddeq, che i funzionari britannici e americani giustificarono come un modo per salvare l’Iran dal caos, inaugurò invece 25 anni di dittatura. Il parallelo con la discussione aperta di Trump sul controllo delle risorse petrolifere del Venezuela non sfugge agli iraniani, che vedono le promesse di “liberazione” come una copertura per il dominio imperiale. Ecco perché lo slogan «Morte al tiranno, che sia re o leader [supremo]» risuona con tanta forza. Gli iraniani rifiutano la Repubblica islamica, ma anche le alternative sostenute dall’estero e promosse da figure in esilio come Reza Pahlavi, figlio dell’ex scià, che dalla comodità della sua casa vicino a Washington, D.C. chiede ai manifestanti di combattere fino alla fine. Sebbene gli slogan pro-Pahlavi siano apparsi più frequentemente rispetto alle passate ondate di proteste, in linea di massima la maggior parte degli iraniani sembra desiderare sovranità, democrazia e responsabilità, non un ritorno alla monarchia o la sottomissione agli interessi strategici delle potenze straniere. Non è ancora chiaro se questa ondata avrà successo laddove altre hanno fallito. Il regime conserva un notevole potere coercitivo, l’opposizione rimane frammentata e l’intervento straniero rischia di ostacolare piuttosto che favorire le aspirazioni democratiche. Tuttavia, la convergenza di collasso economico, catastrofe ambientale, umiliazione regionale e legittimità esaurita suggerisce che l’Iran potrebbe essere entrato in una nuova fase. Ciò non significa che la Repubblica Islamica sia sull’orlo del collasso: essa ha ripetutamente dimostrato la sua creatività nel trovare modi per sopravvivere. La questione non è se il cambiamento avverrà, ma quale forma assumerà e a quale costo per il popolo iraniano. Foto di copertina: Gli iraniani si radunano bloccando una strada durante una protesta a Kermanshah, Iran, l’8 gennaio 2026. (Kamran / Middle East Images / AFP via Getty Images)
[2026-01-17] Apertura Porfido @ Centro di Documentazione Porfido
APERTURA PORFIDO Centro di Documentazione Porfido - Via Tarino 12/c, Torino (sabato, 17 gennaio 16:00) disponibile Tumulti rusticani. Rivolte e resistenze contadine tra il Medioevo e la Modernità https://edizionitabor.it/tumulti-rusticani-rivolte-e-resistenze-contadine-tra-il-medioevo-e-la-modernita/ Il Centro di Documentazione Porfido è aperto Martedì, Mercoledì e Sabato dalle 16:00 alle 19:30.
[2026-01-13] Apertura Porfido @ Centro di Documentazione Porfido
APERTURA PORFIDO Centro di Documentazione Porfido - Via Tarino 12/c, Torino (martedì, 13 gennaio 16:00) Disponibile La vendetta di Polifemo, storia e disegni di Zerocalcare, 2025. 5 euro interamente a sostegno di Tarek, condannato per la manifestazione del 5 ottobre 2024 a Roma Il Centro di Documentazione Porfido è aperto Martedì, Mercoledì e Sabato dalle 16:00 alle 19:30.
Newsroom –  Il 2025 di IrpiMedia
Ripercorriamo le inchieste e i filoni che hanno attraversato l’anno, seguendo il lavoro delle nostre redazioni tematiche: dall’abitare alla guerra a Gaza, dalle migrazioni allo svuotamento del diritto internazionale, dalla crisi del Green Deal europeo alle nuove forme di sorveglianza, fino all’evoluzione delle mafie dentro l’economia globale L'articolo Newsroom –  Il 2025 di IrpiMedia proviene da IrpiMedia.
Podcast Newsroom
Chiudere Internet o riempirlo di propaganda?
Chiudere Internet o riempirlo di propaganda? Data di trasmissione Domenica 11 Gennaio 2026 - 21:00 Dom, 11/01/2026 - 22:33 Le Dita nella Presa Puntata con aggiornamenti vari su disinformazione, censure, alleanze tra BigTech e Usa che mettono in crisi le nostre posizioni. A rallegrarci ci pensa Martha Root e la sua azione contro i siti di dating dei suprematisti bianchi. La disinformazione israeliana continua a trovare un alleato in Google: questa volta la campagna riguarda le ONG sotto attacco. Prosegue il braccio di ferro tra l'Agcom e Cloudflare riguardo al Piracy Shield e alla censura sul DNS: alla multa di Agcom, la risposta potrebbe arrivare dal governo Usa, di cui Cloudflare invoca la protezione. Puntata completa Propaganda Israeliana tramite Google L'Agcom multa Cloudflare; WhiteDate chiuso durante il CCC Iran * Per saperne di più su Chiudere Internet o riempirlo di propaganda?
Radio Bizarre – 10 gennaio 2026 – Presentiamo Radio Solaire@0
Nella trasmissione di oggi, oltre ai consueti viaggi musicali, alla ricerca di nuove ondate e radici profonde, abbiamo abbiamo fatto una lunga chiaccherata telefonica con Francesco Eppesteinger che, insieme a Federico Bacci ha critto e diretto il documentario Radio Solaire, radio diffusion rurale. Qui puoi ascoltare la trasmissione intera: Qui trovi l’intervista e la presentazione del film: Qui trovi il podcast della puntata di stakka stakka dove si parla di RADIO SOLAIRE: > Radio Solaire. Hackrocchio.
Africa
documentario
giorgio lolli
radio solaire
federico bacci
Newsletter Autistici/Inventati 01-2026
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ Newsletter Autistici/Inventati – gennaio 2026 ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ [English version below] Siamo arrivati a un quarto di secolo di vita (25 ANNI!) e Autistici/Inventati esiste e Resiste ancora! Se usi i nostri servizi, magari vuoi sapere che cosa fanno gli esseri umani dietro questa piattaforma tecnologica (che non sta in piedi per magia). Ecco alcune delle cose che abbiamo fatto quest’anno: # INFRA * infrastruttura potenziata L’infrastruttura di A/I si e’ potenziata aggiungendo due nuovi server moderni per gestire tutta la parte web, garantendo piu’ spazio e migliore performance: questi ultimi due server usano solo memorie a stato solido (SSD), quindi addio ai vecchi hard disk piu’ lenti, piu’ energivori, piu’ rumorosi e piu’ fragili, sicuramente i siti web e noblogs ne gioveranno, ma anche tu! # EMAIL * Thunderbird su telefoni Le mail su telefono e la loro configurazione automatica sono state una rogna che per un po’ di tempo ci ha fatto penare. Ora abbiamo finalmente identificato e risolto il problema, e da adesso in poi l’autoconfigurazione di app sul telefono come Thunderbird e K9 sara’ molto piu’ semplice! Fateci sapere come va, intanto per usare la nostra mail sul telefono bastera’ fare login con il vostro account e da pannello cliccare su “Setup on Mobile”. Ad aspettarvi troverete un comodo QR code da scansionare nel vostro pannello utente dove dovrete solo aggiungere la vostra password. # NOBLOGS * statistiche Abbiamo rinnovato il sistema di statistiche, parole chiave: anonimato e chiarezza In pratica Noblogs si e’ rinnovato ed abbiamo deciso di riscrivere il sistema di analisi delle visite, per cui ora le statistiche di uso di quali persone e quali bot visitano il sito sono disponibili nella bacheca di amministrazione nella sezione “Analytics”. Per maggiori informazioni leggere https://cavallette.noblogs.org/2025/02/9949 * form di contatti Abbiamo aggiunto un nuovo form di contatto cifrato per noblogs (in rodaggio). Qualche mese fa un collettivo ci ha contattato proponendoci un nuovo plugin per noblogs, sviluppato da loro, che permette di contattare i responsabili del blog in maniera sicura e confidenziale. Questo plugin crea un form in grado di inviare messaggi crittati usando PGP. Visto che il plugin precedente aveva qualche problema e non era piu’ sviluppato abbiamo deciso di adottare questa nuova soluzione. Ora abbiamo un nuovo plugin su noblogs, ed inoltre ci fa molto piacere stringere collaborazioni di questo tipo con persone affini al progetto. Fateci sapere se vi piace, il nuovo sistema di form si trova nella sezione plugins e si chiama “Contact Form”. * docs e search Sempre riguardo noblogs, abbiamo scritto una serie di articoli/guide su alcune questioni ricorrenti che ci vengono poste da chi amministra i blog, li trovate qui’: https://docs.noblogs.org/ e stiamo facendo esperimenti con un nuovo sistema di ricerca dei contenuti (in fase di test): https://search.noblogs.org # SPAM Nonostante l’antispam riconosca la maggior parte dei tentativi di phishing, puo’ capitare che riceviate messaggi all’apparenza provenienti da noi che vi chiedono di entrare nel vostro account per qualche motivo. Ricordiamo che noi non mandiamo mai messaggi contenenti link HTML da cliccare, che tutte le nostre comunicazioni ufficiali sono sempre firmate con GPG, in duplice lingua italiano e inglese. Inoltre se non avete certezza di disservizi sappiate che comunichiamo sempre anche sul nostro blog https://cavallette.noblogs.org In generale cliccare su link contenuti all’interno di messaggi di posta elettronica e’ uno dei modi migliori per farsi rubare dettagli personali come le password. # NO PASSWORD? * il gatto, questo sconosciuto Capita regolarmente che utenti si dimentichino la password e anche la risposta alla domanda del gatto (il meccanismo per il recupero dell’account). Vogliamo qui ricordarvi l’importanza del gatto: se dimenticate la password del vostro account (o se non la sapete proprio perche’ l’avete salvata sul cellulare e non la digitate mai e poi il cellulare si rompe), l’unico modo che avete per tornare in possesso della mail e’ rispondere alla domanda di riserva che avete impostato (che noi chiamiamo domanda del gatto). Quindi e’ fondamentale che questa risposta voi la sappiate, anche se e’ una domanda che avete impostato 10 anni fa. Vi invitiamo quindi a verificare se la ricordate o a reimpostarla, qui alcuni suggerimenti, la domanda/risposta deve essere semplice e indimenticabile: – “il nome del mio primo gatto” (sempre che non l’abbiate scritto pubblicamente online!) – “la canzone (o poesia, o libro) preferita di quanto eri adolescente scritto tutto minuscolo e con gli spazi” (in modo che sappiate che sia “cocco e drilli” e non “CoccoEDrilli” – “il nome della montagna che vedevi dalla finestra del bagno nella casa dello zio luigi” – “il soprannome con cui mi chiamava nonna Adelaide” insomma, cose magari relative a quando eravate giovani, che solo voi sapete e che non dimenticherete finche’ campate. Esempi che vanno meno bene: – “il mio numero di telefono” (probabilmente associabile con facilita’) – “il cognome da nubile della bisnonna materna” (qualcuno che vi conosce o che indaga su di voi potrebbe saperlo). Se la dimenticate non possiamo fare reset, ci dispiace ma avete perso quell’account. Poi la vita continua, nel caso ci chiederete un account nuovo. # RISORSE Come ogni anno battiamo cassa perche’ resistiamo anche grazie alle vostre donazioni che ci permettono di pagare le bollette dei server e le altre spese, che in totale ammontano a circa 20000EUR l’anno. Finche’ continuerete a sostenerci noi potremo dedicarci a migliore l’infrastruttura, a mantenere sicure le vostre comunicazioni e a fornire strumenti digitali a supporto delle vostre vite e delle vostre lotte. Se vuoi contribuire anche tu con quello che riesci vai su: https://www.autistici.org/donate Restiamo umani GRAZIE MILLE DI CUORE! Buon 2026! un abbraccio A/I +++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ Collettivo Autistici/Inventati https://www.autistici.org blog: https://cavallette.noblogs.org donazioni: https://www.autistici.org/donate aiuto: help@autistici.org +++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ We have reached a quarter of a century (25 YEARS) and Autistici/Inventati is still going strong! If you use our services, you may want to know what the human beings behind this technological platform actually do (hint: it doesn’t run on magic). Here’s what we’ve done this year: # INFRASTRUCTURE * Upgraded the Infrastructure The A/I infrastructure has been upgraded with the addition of two new modern servers to manage the entire web side, ensuring more space and better performance. These two servers use only solid state drives, so say goodbye to the old, slower, more energy-intensive, noisier, and more fragile hard disks. Websites and Noblogs will certainly benefit, and so will you! * Email on Phones Email on phones and automatic configuration have been causing us problems for some time. We have now finally identified and resolved the issue. From now on, the auto-configuration of apps on your phone such as Thunderbird and K9 will be much easier! Let us know how it goes. In the meantime, to use our email on your phone, simply log in with your account and click on “Setup on Mobile” in the panel. You will find a convenient QR code to scan in your user panel, where you will only need to add your password. # NOBLOGS * Statistics We have revamped the statistics system. Our focus: anonymity and clarity. In practice, Noblogs has been refreshed and we have decided to rewrite the visit analytics system. Now statistics on which people and bots visit the site are available in the user panel under the “Analytics” section. For more information, read https://cavallette.noblogs.org/2025/02/9949 * Contact Form A new encrypted contact form for noblogs is currently being tested. A few months ago a collective contacted us proposing a new plugin for noblogs, developed by them, that allows to contact the managers of the blog in a safe and confidential manner. This plugin creates a form that can send encrypted messages using PGP. Since the previous plugin had some problems and it was no longer developed we decided to adopt this new solution. Now we have a new plugin on noblogs, and also we are very pleased to tighten collaborations of this type with people related to the project. Let us know if you like, the new form system is located in the plugins section and is called “Contact Form”. * Docs and Search Still on the subject of noblogs, we have written a series of articles/guides on some recurring questions that we are asked by blog administrators. You can find them here: https://docs.noblogs.org/ We are also experimenting with a new content search system (currently in the testing phase): https://search.noblogs.org # SPAM Although our anti-spam system recognizes most phishing attempts, you may receive messages that appear to come from us asking you to log into your account for some reason. Please note that we never send messages containing HTML links to click on, and that all our official communication, in both Italian and English, is always signed with GPG. Furthermore, if you are unsure about service disruptions, please note that we always communicate on our blog https://cavallette.noblogs.org In general, clicking on links contained in emails is one of the best ways to have your personal details, including passwords, stolen. # NO PASSWORD? * The Cat, This Stranger It often happens that users forget their password and even the answer to the cat question (our account recovery mechanism). We would like to remind you of the importance of the cat: if you forget your account password (or if you don’t know it because you saved it on your cell phone and never type it in, and then your cell phone breaks), the only way you can regain access to your email is by answering the recovery question you set (We call it The Cat’s question). Therefore, it is essential that you know this answer. Even if you set 10 years ago! We therefore invite you to check if you remember it or reset it. Here are some suggestions. The question/answer should be simple and unforgettable: – “the name of my first cat” (unless you wrote it online!) – “Your favorite song (or poem, or book) from when you were a teenager, written in lowercase letters and with spaces” (so that you know it’s “the pit and the pendulum” and not “ThePitAndThePendulum”) – “The name of the mountain you could see from the bathroom window in Uncle Luigi’s house” – “the nickname my grandmother Adelaide used to call me” In short, things that may be related to when you were young, that only you know and that you will never forget as long as you live. Examples that are less suitable: – “my phone number” (probably easy to guess) – “my maternal great-grandmother’s maiden name” (someone who knows you or is investigating you might know this). If you forget it, we can’t reset it. 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Gli USA intensificano i bombardamenti in Siria con il supporto dell’Aeronautica italiana
  “Alle ore 12.30 locali di sabato 10 gennaio 2026, le unità aeree del Comando Centrale delle forze armate degli Stati Uniti d’America (CENTCOM), insieme alle forze dei paesi partner, hanno condotto attacchi in larga scala contro multipli obiettivi ISIS attraverso la Siria”. Con una nota ufficiale, il Dipartimento della Difesa USA ha confermato i vasti bombardamenti effettuati ieri nel paese mediorientale. A partire dal 19 dicembre 2025, l’amministrazione Trump ha dato il via in Siria alla cosiddetta operazione “Hawkeye Strike” in risposta ad un attacco sferrato cinque giorni prima da presunte milizie filo-ISIS nei pressi della città di Palmira, in cui hanno perso la vita due militari e un interprete civile statunitensi. “Gli odierni bombardamenti che hanno colpito l’ISIS in tutto il territorio siriano sono parte del nostro costante impegno per sradicare il terrorismo Islamico contro i nostri combattenti, prevenire futuri attacchi e proteggere le forze americane e dei partner nella regione”, aggiunge il Pentagono. “Le forze armate USA e della coalizione rimangono risolute nel perseguire i terroristi che cercano di fare del male agli Stati Uniti d’America”. “Il nostro messaggio vuole essere forte: se tu colpisci i nostri militari, ti troveremo e ti uccideremo in qualsiasi parte del mondo, non importa quanto duramente tu provi ad eludere la giustizia”. Fin qui la nota truce e minacciosa dei vertici militari USA. Washington ha esplicitato come le operazioni militari in Siria vengano svolte in stretta collaborazione con i propri partner, ma non ha voluto indicare la loro identità. E’ certo però che ai bombardamenti USA in Siria stia dando il proprio supporto logistico l’Aeronautica Militare italiana. Il giorno precedente al massiccio strike rivendicato dal Pentagono (venerdì 9 gennaio), il sito specializzato ItaMilRadar che traccia il traffico aereo militare nell’area mediterranea e mediorientale, ha documentato il prolungato volo di un aereo tanker Boeing KC-767A dell’Aeronautica Militare (codice di registro, MM62229 – c/s GOSSIP12), impegnato nelle operazioni di rifornimento in volo, in particolare sullo spazio aereo della Siria centrale, nella regione di Palmira. Il velivolo italiano è decollato dalla base militare di Ali Al Salem, in Kuwait, dove ha quartier generale il Comando della task force dell’Aeronautica Militare che coordina le operazioni nazionali anti-ISIS in Iraq e Siria. “A differenza delle precedenti sortite limitate allo spazio aereo più sicuro, questa missione si è svolta nelle profondità del teatro siriano e appare strettamente legata alle operazioni in atto da parte della coalizione militare contro l’ISIS”, commentano gli analisti di ItaMilRadar. “Ciò rappresenta una notevole evoluzione rispetto le numerose missioni precedenti dei velivoli per il rifornimento in volo dell’Aeronautica Militare italiana in connessione con lo sforzo della coalizione internazionale”, aggiunge ItaMilRadar. In passato, infatti, le attività italiane erano state condotte sullo spazio aereo iracheno e lungo i suoi confini con la Siria. “Il rifornimento in volo direttamente sopra l’area di Palmira posiziona il tanker italiano molto più vicino al cuore operativo delle odierne attività aeree della coalizione”, annotano gli analisti. “Posizionare gli aerei cisterna sopra l’area di Palmira, ripetutamente impiegata nei mesi scorsi come corridoio logistico ed operativo dell’ISIS, consente ai cacciabombardieri e ai velivoli d’intelligence della coalizione di estendere i tempi di permanenza in volo, ridurre i vincoli di transito e mantenere una pressione costante sugli obiettivi nemici”, spiega ItaMilRadar. “Per l’Italia, tutto ciò conferma la rilevanza pratica ed operativa della sua flotta di rifornimento aereo, che rimane uno degli attori più richiesti all’interno delle campagne aeree multinazionali”. “Mentre l’Italia non conduce strike cinetici in Siria, il suo contributo alle operazioni di rifornimento costituisce un moltiplicatore di forze critico”, concludono gli analisti di ItamilRadar. “Missioni come quella del 9 gennaio consentono agli aerei alleati di operare più a lungo, raggiungere obiettivi più profondi e mantenere una presenza persistente su aree contese senza doversi basare esclusivamente su basi regionali (…) La flotta italiana dei KC-767A rimane un elemento indispensabile delle campagne aeree, consentendo una pressione sostenuta contro ciò che resta delle milizie jihadiste”. L’Italia è in guerra in Siria senza che nessuno lo abbia mai detto agli italiani.
[2026-01-14] Arruolamento Clown Army @ Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito
ARRUOLAMENTO CLOWN ARMY Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito - Largo Maurizio Vitale 113, Torino (mercoledì, 14 gennaio 20:30) sdeng sdeng sdeng!!! 🔔🔔🔔 Arruolamento Clown Army!!! 🔫🤡🎖 Vieni con noi, padroneggia la grande arte del clowneggiamento ribelle e della cospirazione approssimativa :O) Cos'è Clown ARMY?? È una tecnica di piazza spontanea e autogestita nata con l'intento di inviare messaggi irriverenti e gestire i nostri colleghi delle forze dell'ordine. Leggi sto articolo e vai a studiare va'! https://www.instagram.com/p/DQrx3caj58O/?igsh=MWhmazMzZXE2ZWs1Nw== Lanciamo una grande campagna di arruolamento aperto a tutt*, che più siamo meglio è! Ci vediamo ogni secondo e quarto mercoledì del mese nella palestra del mani, a cui lasciamo un contributo volontario per le spese LA CLOWN ARMY CERCA ✨TE ✨ MA ESSENDO FORZA DEL (DIS)ORDINE NON RIESCE A TROVARTI RENDILE IL LAVORO FACILE E UNISCITI A LEI DIRETTAMENTE grazie Quando: Mercoledì 14 gennaio dalle 20.30 alle 22.30 Dove: Al CLIM (Manituana), in Largo Maurizio Vitale 113 To) Porta: Abbigliamento comodo Naso da clown e access. militari (se li hai) Per info. 3477716485