Genova, 24 gennaio 2026. Su una giornata di lotta contro Leonardo SPA
Riceviamo e diffondiamo: Qui in pdf: corteo vs leonardo Genova 24/01/2026 – Una giornata di lotta contro Leonardo spa Sabato 24 gennaio in una fredda e ventosa giornata invernale, si è tenuta un’iniziativa a contrasto della presenza a Genova dell’industria italiana che più di qualunque altra ha contribuito e contribuisce alle stragi che il capitalismo compie nel mondo e in particolare a Gaza a partire dall’ottobre 2023. Questa azienda si chiama Leonardo, già Finmeccanica, un colosso industriale a controllo pubblico, un nome che vorrebbe mascherare o addolcire la sua funzione mortifera, facendo riferimento al talento ingegneristico di Leonardo Da Vinci. Ma non c’è alcun genio nella progettazione di tecnologie utilizzate per l’assassinio indiscriminato di persone (aerei, elicotteri, droni, missili e cannoni) e nel simultaneo controllo capillare (la chiamano elettronica per la sicurezza e la difesa) di ogni forma di opposizione e critica alle stesse stragi perpetrate nel nome del profitto e dell’imperialismo occidentale. Il presidio convocato a Sampierdarena, zona Fiumara, ha comunicato le proprie istanze e volantinato ai passanti, ricordando la presenza di Leonardo poco distante. L’impianto di amplificazione riproduceva il sibilo sinistro dei missili e l’urlo delle sirene prima dell’esplosione: un insieme di suoni terrificanti che per i palestinesi di Gaza sono quotidianità da oltre due anni. Le persone della società occidentale pacificata reagiscono solitamente con un’espressione che si colloca tra lo stupore e la vergogna, come se scoprissero solo in quel momento che le “operazioni militari” descritte asetticamente dai media sono, per chi le subisce, un incubo che atterrisce, un massacro senza pietà. Il presidio si è poi mosso in corteo, raggiungendo la sede dell’azienda già presidiata da un blindato della celere a protezione degli interessi nazionali, ovvero del capitale globalizzato che trae profitto stroncando vite e sfruttando esseri umani nelle sue sedi produttive. Il corteo, composto da una settantina di persone ha attraversato le strade di Sampierdarena, esponendo due striscioni che sfidavano la forza della tramontana genovese chiarendo il ruolo che Leonardo svolge nelle strategie di dominio e controllo dell’Occidente in tutto il mondo: FERMIAMO LA LEONARDO, CONTRO GUERRA E SORVEGLIANZA. Avvertiamo che quell’ondata di mobilitazione in solidarietà alla Palestina si è infranta, finendo nell’oblio dopo la finta pace in cui i massacri continuano, nella stessa Palestina come altrove; ma il nemico è in casa nostra, nel quartiere dove tutti ci troveremo ad affrontare gli effetti diretti, sulla nostra vita, dell’espansione di un’infrastruttura militare che si allarga. Le energie di quelle lotte dovranno convergere a contrastare i dispositivi e i sistemi di sorveglianza che oltre a sorvegliarci, ci reprimono. Per questo è fondamentale l’organizzazione, la contro-informazione, la presenza tra le persone: è necessario smuovere la passività, risvegliare l’intelligenza e la partecipazione, ma anche semplicemente conoscersi, permettere una visione globale del contesto storico in cui siamo immersi. Capire che il lavoro è subalterno agli interessi degli stati e dell’imperialismo e rende i lavoratori spesso complici degli obbrobri del potere e dei governanti. Questo è ciò che l’Assemblea genovese contro Leonardo sta facendo da quando si è costituita, consapevole del fatto che ci vuole molto di più per intralciare o, meglio ancora, impedire i piani del capitalismo. L’organizzazione Palestine Action – tramite una lotta radicale che ha fatto coraggiosamente ricorso allo strumento dello sciopero della fame nelle carceri britanniche – è riuscita a contrastare la criminalizzazione della solidarietà attiva nei confronti degli oppressi palestinesi (il governo inglese considera terrorismo ogni riferimento all’organizzazione Palestine Action) e ha ottenuto la rinuncia ad una commessa milionaria del Regno Unito all’industria di armamenti israeliana Elbit System. Questo sforzo, sostenuto da compagne e compagni in carcere, ha spezzato la morsa criminale dell’Occidente a sostegno di Israele e ha indicato la via a chi odia il potere e non sopporta lo sterminio che, ancora oggi, è in corso a Gaza. Nota a margine: lungo il tragitto del corteo sono state tracciate, sui muri di Sampierdarena, molte scritte solidali con Palestine Action e per sollecitare l’attacco a Leonardo: una forma comunicativa immediata e importante… Il giorno dopo il corteo le scritte sono state prontamente cancellate. Una domanda (superflua) e una considerazione a riguardo: da che parte sta l’amministrazione comunale genovese? Evidentemente quelle scritte colpivano nel segno sottolineando ciò che lo Stato e il suo apparato mediatico-repressivo non vogliono che sia diffuso. Quindi avanti così! Assemblea Genovese contro Leonardo
Rompere le righe
Stato di emergenza
[2026-03-20] Festa di primavera @ Presidio No TAV San Giuliano di Susa
FESTA DI PRIMAVERA Presidio No TAV San Giuliano di Susa - San Giuliano di Susa (venerdì, 20 marzo 03:30) Festa di primavera — 20 marzo Presidio No Tav di San Giuliano, Susa Dalle 15:30 semina collettiva: prepariamo piantini per orti, balconi e cassette rialzate... Ognunx fa con quel che può! Porta vasetti o barattoli — a terra e semi ci pensiamo noi. A seguire peluquería (tagli e decolorazioni) e banchette. Cena: polenta (forse l’ultima della stagione?). Non c’è bar: il bere è bellavita! Poi DJ dalla Valle e non solo. PS: Open call: porta la tua banchetta, abbiamo spazio all'aperto e al chiuso, benvenute tutte le autoproduzioni!
L’inganno dell’intellingenza artificiale, keep android open, eventi hacker
https://hackordie.gattini.ninja/randioworld/wp-content/uploads/2026/03/HOD17marzo26.ogg ScaricaHOD17marzo26 Emily M. Bender – Alx Hanna, L’inganno dell’intelligenza artificiale. Come difenderci da Big Tech e costruire il futuro che vogliamo, Fazi https://fazieditore.it/libro/9791259678447 https://www.mavala.life/2026/03/11/linganno-dellintelligenza-artificiale-la-mia-traduzione-del-libro-di-bender-e-hanna-in-uscita-per-fazi-il-17-marzo/ Keep Android Open: https://keepandroidopen.org/ EVENTI A breve 26 marzo, giovedì https://labcyberfem.women.it/ 27-28-29 marzo https://hackingsocs-b0b28c.frama.io/2026.html
puntata
approfondimento
Escalation in Medio Oriente: si allarga il conflitto tra Iran, Libano e paesi del Golfo
All’inizio della terza settimana dall’aggressione israelo-statunitense all’Iran, si osserva un’ulteriore escalation del conflitto: si alza la posta in gioco e si amplia il raggio degli obiettivi colpiti. da Radio Blackout Le immagini che arrivano sono poche, e questo contribuisce ad abbassare l’attenzione mediaticae la percezione della gravità della situazione. Non vengono colpiti soltanto obiettivi militari — come spesso viene riportato attraverso statistiche e analisi economiche — ma la città di Teheran è sottoposta a bombardamenti costanti, con un numero di vittime che cresce di giorno in giorno. L’obiettivo di Israele e Stati Uniti è di mettere in ginocchio l’Iran, attraverso una strategia che combina pressioni continua sulla popolazione civile e il colpire infrastrutture militari, come l’attacco all’isola di Kharg di sabato, aprendo anche il dibattito sulle possibili conseguenze sull’economia globale di attacchi alle infrastrutture petrolifere.  Un secondo fronte del conflitto riguarda il Libano. Israele porta avanti bombardamenti continui e su larga scala, oltre 800 persone uccise e circa 850.000 sfollate e da lunedì mattina è stata avviata un’invasione via terra. Aumentano gli ordini di evacuazione per interi quartieri di Beirut e per altre aree del paese, in un tentativo di frammentare il tessuto sociale libanese. A questo si aggiunge un livello crescente di violenza psicologica: giovedì mattina, l’aviazione israeliana ha lanciato volantini sulla capitale, richiamando pratiche già viste nella, da Israele definita, “dottrina Gaza”. Gli attacchi sul Libano non sono mai realmente cessati dal 2024: non c’è mai stato un effettivo cessate il fuoco a dimostrazione della natura coloniale degli obiettivi israeliani. Ne abbiamo parlato con Chiara Cruciati, giornalista e vice direttrice de Il Manifesto. Ci siamo poi soffermate sugli obiettivi reali e sugli interessi in gioco di Stati Uniti e Israele, che non sempre coincidono pienamente. Se le strategie israeliane sono chiare ed esplicite, quelle statunitensi risultano più ambigue e difficili da interpretare. Infatti, l’aggressione non si è rivelata rapida come annunciato da Trump, e il “regime change”, fortemente auspicato e sostenuto, non si è concretizzato, anche per via della totale incomprensione statunitense della reale struttura politica e sociale della società iraniana. Negli ultimi giorni, abbiamo visto Trump prima richiedere il supporto militare di altri paesi per la sicurezza delle rotte marittime nello stretto di Hormuz e poi mobilitare migliaia di marines e parlare di un possibile intervento via terra. In questo quadro complesso, è fondamentale considerare anche il ruolo e le reazioni dei paesi del Golfo, che rappresentano un ulteriore elemento di (dis)equilibrio nel conflitto. Ci siamo anche messe in collegamento diretto con il Libano con Mazen, militante di Beirut, che ci parla dei recenti attacchi israeliani, che in realtà non sono mai stati sospesi negli ultimi due anni. Fa parte di Nation Station, associazione che serve pasti agli sfollati. Per supportare questo progetto, si può seguire qui.
VOCI DALLE PIAZZE – RAGIONAMENTI A PARTIRE DALL’8 MARZO parte 1
Per il mese di marzo i saperi maledetti tornano con una serie di 3 puntate che a partire da interviste, raccontano la presenza giovanile nelle piazze e nei ragionamenti transfemministi. I ragionamenti partono dalle restituzioni della piazza dell’8 marzo in cui gli intervistati riflettono sul significato della manifestazione. E’ emersa l’importanza di una dimensione identitaria ossia di una piazza di cura intesa come condivisione di uno spazio sicuro. Tuttavia è emerso anche un desiderio di occupare quello spazio con meno leggerezza e più energia. Grazie al contributo del collettivo Altr3 Voci e quello della casa delle donne Lucha Y Siesta abbiamo esplorato la presenza di centri antiviolenza e servizi di base autogestiti nei territori e il loro ruolo nella lotta transfemminista.  Infine abbiamo intervistato una compagna della Valle che ci ha raccontato come si è strutturato il percorso transfemminista in una zone politicizzata ma comunque periferica e con una densità minore, riflettendo anche sulle differenze e ambiti da valorizzare nella costruzione di una mobilitazione in periferia rispetto che in città. Qui trovate la puntata integrale:
8 marzo
centri antiviolenza
trasfemminismo
educazione nelle scuole
giovani
Val Susa: accanimento contro Giorgio Rossetto, prolungata la detenzione a un giorno dalla fine della pena.Intervista a Nicoletta Dosio
“E’ una persecuzione che ormai dura da tempo, che dura da anni, nei confronti di Giorgio ma anche nei confronti di tutto il Movimento No Tav”. Inizia così l’intervista a Nicoletta Dosio, storica attivista No Tav valsusina, in merito alla decisione della Procura della Repubblica di prolungare il periodo di detenzione domiciliare per Giorgio Rossetto, compagno torinese del movimento contro l’opera in Val di Susa, il cui periodo di detenzione domiciliare scadeva sabato 14 marzo 2026. Iniziata a gennaio 2025, la detenzione domiciliare per Rossetto era stata comminata per delle condanne definitive legate “al maxi-processo per lo sgombero della Maddalena del 2011, la costruizione della baita in Clarea nel 2010 e infine una marcia No Tav nel 2019”, scrive il movimento valsusino in un comunicato. Il 2 febbraio 2026, un anno e un mese aver iniziato a scontare la pena, Giorgio Rossetto aveva subito l’aggravamento della detenzione a causa di un’intervista rilasciata ai nostri microfoni, “colpevole” di aver commentato a Radio Onda d’Urto lo sgombero di Askatasuna dello scorso dicembre. Aver parlato a una emittente informativa gli è costato il divieto di comunicazione e riduzione ad un’ora del tempo consentito per uscire. La storia di Rossetto è una storia comune a tanti attivisti e attiviste No Tav, sommersi da denunce, indagini, pedinamenti e punizioni giudiziarie continue. Nonostante anni di feroce repressione poliziesca e giudiziaria, il Movimento della Val Susa continua la sua lotta della grande opera in utile in progetto nella valle alpina. A confermarne l’inutilità, la stessa TELT, società costruttrice dell’opera, che ha formalizzato lo slittamento dell’entrata in funzione della TAV Torino-Lione al 2034, intascandosi nel frattempo milioni di fondi pubblici e speculando per anni sulla sua costruzione. Per Rossetto, il 13 marzo 2026 (un giorno prima della conclusione della detenzione), “sfruttando il fatto che è stato dichiarato inammissibile un ricorso in cassazione” vengono aggiunti ulteriori 8 mesi di detenzione alla pena. “La questione è che contro di noi viene applicato il diritto penale del nemico”, denuncia Nicoletta Dosio ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Di seguito l’intervista completa. da Radio Onda d’Urto
Grecia, caso “Ampelokipoi”: inizio del processo, aggiornamenti e chiamata alla moblitazione internazionale
Riprendiamo da https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/03/16/inizio-del-processo-contro-marianna-manoura-dimitra-zarafeta-nikos-romanos-e-dimitris-per-il-caso-ampelokipoi-e-prime-iniziative-solidali/ INIZIO DEL PROCESSO CONTRO MARIANNA MANOURA, DIMITRA ZARAFETA, NIKOS ROMANOS E DIMITRIS PER IL CASO AMPELOKIPOI E PRIME INIZIATIVE SOLIDALI Il prossimo 1° aprile 2026 ad Atene inizierà il processo contro i quattro anarchici imprigionati in relazione all’esplosione avvenuta il 31 ottobre 2024 in un appartamento nel quartiere di Ampelokipoi, sempre ad Atene. Nell’esplosione è rimasto ucciso il compagno Kyriakos Xymitiris, mentre Marianna Manoura è rimasta gravemente ferita e Dimitra Zaraveta e Dimitris sono stati arrestati. In seguito, è stato arrestato anche Nikos Romanos. Indirizzi per scrivere ai compagni e alle compagne: Carcere femminile: Gynaikeia Fylaki Koridallou TK 18100 Korydallos Atica (Grecia) Carcere maschile: Dikastiki Fylaki Koridallou TK 18100 Korydallos Atica (Grecia) In occasione dell’inizio del processo e in omaggio al compagno Kyriakos, l’Assemblea di Solidarietà di Atene ha chiamato alle prime iniziative: – Una settimana internazionale di solidarietà dal 24 al 31 marzo. – Un raduno in piazza Syntagma ad Atene il 27 marzo. – Un raduno davanti al tribunale il giorno dell’inizio del processo, il 1° aprile.
Carcere
[2026-03-17] Apericena condiviso a San didero @ Presidio NO TAV San Didero
APERICENA CONDIVISO A SAN DIDERO Presidio NO TAV San Didero - Piazzale SS25 (martedì, 17 marzo 19:30) Tornano gli apericena condivisi del Martedì a San Didero. Il ritrovo è alle 19.30, chi può porti qualcosa da mangiare e bere da condividere e i proprio piatti e bicchieri. https://www.facebook.com/events/1625160805499099/?acontext=%7B%22event_action_history%22%3A[%7B%22mechanism%22%3A%22attachment%22%2C%22surface%22%3A%22newsfeed%22%7D]%2C%22refnotiftype%22%3Anull%7D
notav
presidio
valsusa
Presidio
apericena