La mancata fermata del Frecciarossa a Bardonecchia sulla tratta Milano–Parigi
ha riaperto in questi giorni un dibattito che, al di là delle richieste
istituzionali, mette in luce una contraddizione più profonda. Da un lato, […]
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di Attivisti assemblea per la Palestina* Davanti al carcere di Pescara presidio
di solidarietà per il ragazzo arrestato dopo un corteo per Gaza Per tutta la
sera un vento gelido …
È con grande dolore che abbiamo appreso della morte di Sara e Sandro, nostri
amici e compagni di idee e di lotta. Mentre li piangiamo, riceviamo e
diffondiamo queste parole, come se fossero le nostre:
Apprendiamo con dolore della scomparsa, questa notte, di Sara e Sandrone.
Non sappiamo cosa sia successo realmente, né possiamo fidarci delle veline delle
questure. Quelle questure che parlano di “gruppo Cospito”, a cui rispondiamo con
le stesse parole di Sara nelle sue dichiarazioni a processo: “La responsabilità
individuale è un fondamento dell’anarchismo. Io non prendo ordini né li do: né
da nessuno né a nessuno. Agisco rispondendo solo alla mia coscienza che non ha
parametri d’interesse né di vantaggi e che rimane l’unica voce che io possa
ascoltare.”
Fatevene una ragione cari inquirenti, gli anarchici non hanno capi o generali!
Sandrone e Sara li abbiamo conosciuti nelle assemblee e nei campeggi, dove si
parlava di anarchia, solidarietà, carcere, del sistema di dominio che ci
circonda e di come fare a combatterlo.
Non ci interessa sapere nello specifico cosa sia successo in quel casolare dove
han trovato la morte. Sappiamo per certo che nel loro cuore c’era quell’idea di
libertà e anarchia che sentiamo anche noi, sappiamo per certo che in questo
mondo dove la guerra fa sempre più vittime innocenti, per agire contro di essa
serva anche la violenza rivoluzionaria.
Di fronte ad un presente inondato di bombardamenti su ospedali, scuole, mercati
e abitazioni civili, di guerre e genocidi in nome del denaro e del potere,
crediamo sia necessaria l’audace volontà di utilizzare ogni mezzo contro questo
sistema.
Ci affligge non poterli più incontrare nelle nostre strade, ma sappiamo che li
avremo sempre al nostro fianco, a prescindere da come ora lo stato li voglia
fare apparire.
Viva l’anarchia!
Viva la lotta!
Con Sara e Sandrone nel cuore!
Centro di documentazione anarchico l’Arrotino
Individualità anarchiche
Antiautoritari di Valtellina
CONCERTO DI PRIMAVERA CON GERMANOTTA YOUTH E BINEURAL
Spazio Niño, Pinerolo - Via Achille Midana, 10064 Pinerolo TO, Italia
(sabato, 21 marzo 18:00)
Concerto di Primavera con apericena alle 18:00 e concerto con Germanotta Youth e
Bineural dalle ore 21:00
Riceviamo e diffondiamo:
AGGIORNAMENTO SUL PROCESSO DI PRIMO GRADO “CITY”
Il 19 Marzo 2026 il PM Scafi, dopo la sua requisitoria, ha richiesto le pene per
le/gli imputate/i del primo troncone del cosiddetto processo “City”, relativo ai
fatti avvenuti durante il corteo del 4 Marzo 2023 a Torino, in solidarietà ad
Alfredo Cospito, ai tempi in sciopero della fame da oltre 5 mesi.
Le pene chieste dalla procura per le/i 18 imputate/i per devastazione e
saccheggio si quantificano in più di 130 anni di galera. Per due imputate/i sono
stati chiesti più di 12 anni, per altre/i 4 imputate/i più di 9 anni e per
tutte/i le/i restante/i piu di 5 anni.
La sentenza per questo troncone del processo sarà pronunciata il 16 Aprile 2026.
Nel frattempo procede anche il processo a carico di altre compagne e compagni
accusati per la stessa giornata di lotta, procedimento separato per rendere più
rapido il cosiddetto primo troncone.
Il 10 Marzo, in fase di udienza preliminare, la GUP ha archiviato la posizione
delle/degli indagate/i per essere stati fermati prima dell’inizio del corteo con
l’accusa di quasi reato (art.115 c.p.), nonostante la richieste del PM di
applicare la libertà vigilata. Rinvio a giudizio e udienza l’11 Novembre 2026,
invece, per compagne e compagni accusati di concorso in devastazione, resistenza
aggravata e porto di oggetti atti ad offendere: in totale 29 rinvii a giudizio.
41bis è tortura! Contro galere e CPR.
Alfredo libero. Tutte libere, tutti liberi!
Il segretario del Movimento pacifista ucraino fermato senza garanzie legali e a
rischio coscrizione forzata: il caso apre una frattura profonda tra stato di
guerra e libertà fondamentali. Nella notte …
di Mauro Armanino La morte di Meher Naffouti a Ventimiglia non è un incidente ma
l’ennesima vittima della frontiera: un confine che costringe a camminare nel
buio tra i binari, …
CENA SOCIALE DI QUARTIERE GRAB
Il forno delle idee - Via sassari 10
(martedì, 24 marzo 20:00)
Cena sociale di quartiere
Porta quello che vuoi trovare
Un piatto, una posata, un bicchiere, la tua ricetta preferita
Lasciamo la piazza più pulita di come la troviamo
Avremo il servizio bar gestito dallo spazio che ci ospita
Il 19 Marzo 2026 il PM Scafi, dopo la sua requisitoria, ha richiesto le pene per
le/gli imputate/i del primo troncone del cosiddetto processo “City”, relativo ai
fatti avvenuti durante…
dj solo – if only i knew
clark – roulette thrift run
three 6 maphia – niggaz ain’t baring dat
jawnino – bored of the uk
gente guasta – l’originale trasmissione della rovina
insyt., thelonious – iverson braids
sideshow – alovenarcotics
pink siifu – nun
rainy miller – vengeance
mike, earl sweatshirt, surf gang – minty/earth
irreversible entanglements – enough
manslaughter 777 – do you know who loves you
whatmore – still loithering
jim legxacy – i just banged a snus in canada water
undo k from hot – missing information
samara cyn – oooshxt!
odunsi, elias slay6rr – crown bounce
industry – you are an angel
duwap kaine, dj paul – tha land
Una nuova stretta sul diritto di sciopero colpisce il settore della logistica.
Con una recente delibera, la Commissione di Garanzia ha esteso le limitazioni
previste dalla legge 146/1990 all’intera filiera, equiparandola di fatto ai
servizi pubblici essenziali. Questo significa più vincoli, obblighi di preavviso
in caso di scioperi e margini di azione ridotti per lavoratrici e lavoratori,
organizzati e non, lungo tutta la catena, dai magazzini alla distribuzione.
Una scelta politica che arriva dopo anni di significative mobilitazioni in uno
dei settori più attivi sul piano del conflitto sociale, in cui negli ultimi anni
scioperi e blocchi hanno portato alla luce condizioni diffuse di sfruttamento,
precarietà e illegalità e ottenuto miglioramenti concreti su salari e diritti.
Secondo i sindacati di base che da anni organizzano i lavoratori e le
lavoratrici nel settore si tratta infatti di un tentativo di svuotare
l’efficacia dello strumento-sciopero proprio dove aveva inciso di più e tutelare
così la continuità dei profitti. Di fronte a questa stretta, annunciano nuove
mobilitazioni.
Ne abbiamo parlato con Eddi del sindacato SI COBAS:
di Mario Di Vito* 57 nuovi reati, 60 aggravanti e pene aumentate di mezzo
millennio Quello di Giorgia Meloni è probabilmente il governo meno garantista
della storia repubblicana. In tre …