LABORATORIO DI RADIO DRAMMA
Porta Palazzo - Zona mercato centrale
(sabato, 21 febbraio 10:00)
🥁Banda Mutanda🩲è lieta di invitarvi ad una giornata di laboratorio in cui
potete sfogare tutta la vostra drammaromantica creatività💄💌
A partire da testi e letture🕯️📖registreremo le nostre voci 👄💬e giocheremo
con l'effettistica ed il mixaggio🎚️🎛️ per creare il radio-dramma più
coinvolgente dell'etere📻
Una piccola introduzione alla 🎙️microfonazione, una ✨spolverata di filtri
sonori🧪 e qualche 💦goccia di rumori di scena 💢🎭 saranno i nostri ingredienti
segreti, tutti all'insegna del low budget🤏 ma alta fedeltà 💎
Laboratorio a cura di Soff 💨e DJ Vorrej🍑, special guest Vitto🐦 from Las
Bertas!
Dalla mattina alle 10 fino alle 18. Posti limitati, iscriviti mandando una mail
a banda_mutanda(at)canaglie(punto)net
Ulteriori info e location alla conferma della prenotazione.
Vi aspettiamo!❤️🔥
SENZA CONSENSO È STUPRO! BLOCCHIAMO IL DDL BONGIORNO - ASSEMBLEA PLENARIA
TEMATICA
aula break-campus luigi enaudi - Lungo Dora Siena 100
(martedì, 10 febbraio 18:30)
SENZA CONSENSO È STUPRO: BLOCCHIAMO IL DDL BONGIORNO CHE ISTITUZIONALIZZA LA
VIOLENZA SESSUALE
Martedì 27 gennaio è stato approvato in Commissione Giustizia al Senato la nuova
versione del DDL sulla violenza sessuale, proposto dalla senatrice della Lega
Giulia Bongiorno.
Questo DDL costituisce un attacco senza precedenti alle donne, alle persone
trans e non binarie e a tuttə coloro che vivono sulla propria pelle la violenza
patriarcale.
Questo DDL fa a pezzi il valore del consenso — inteso come manifestazione
libera, chiara e attuale della volontà di avere un rapporto sessuale — e
pretende che la persona offesa sia in grado di dimostrare in un aula di
tribunale che quella che ha subito era violenza. Con le parole del decreto,
pretende che ogni persona denunciante sia capace di dimostrare il dissenso
manifestato al momento dell'atto.
Dissenso significa, di fatto, assumere che i corpi siano disponibili fino a
prova contraria, fino a quando non riescono a dire “no” con abbastanza forza,
urlare in maniera sufficientemente udibile, mostrare lesioni sufficientemente
profonde.
Non è un semplice tecnicismo giuridico, ma una scelta politica precisa,
pesantemente peggiorativa dell'attuale legge contro la violenza di genere e
sessuale e che calpesta la Convenzione di Istanbul, ovvero i fondamenti di ogni
impianto normativo sulla violenza.
Se questo DDL diventerà legge, avrà profonde ricadute sulla materialità delle
nostre vite: decidere come deve essere dimostrata una violenza sessuale
significa decidere anche che cos'è violenza, chi detiene il diritto sui corpi,
chi può essere credutə, chi invece viene sistematicamente protetto.
Significa aprire le porte ad una normalizzazione sempre più ampia della violenza
sessuale in un contesto culturale e politico che colpevolizza le donne e le
soggettività dissidenti per quello che subiscono, esercita una violenza
istituzionale sempre maggiore nei confronti delle persone trans e non binarie,
sdogana gli abusi maschili e di potere ad ogni livello della società.
Significa moltiplicare la violenza secondaria che chi denuncia già oggi vive
nelle aule di tribunale. Significa spingere sempre più donne e soggettività nel
climax di violenza che ci consegna centinaia di femminicidi, lesbicidi e
transcidi ogni anno.
Come transfemministə non possiamo permettere che questa legge venga approvata.
Non accettiamo che lo Stato istituzionalizzi la violenza sessuale.
Insieme, nelle strade, nelle piazze, nelle assemblee, insieme allə nostrə
amichə, abbiamo deciso di essere il grido collettivo di tutti quei "no" detti e
non rispettati, ma anche di quelli che da solə non siamo riuscitə a dire.
Senza consenso è stupro.
Organizziamoci insieme.
Il podcast dell’incontro con Iren3 Villa, ricercatrice ed attivista, autrice di
“La minaccia color lavanda: Il lesbismo nella teoria femminista e queer” (ETS,
2024) e di “Gayle Rubin” (Derive Approdi, 2025)
Doppia missione simultanea di US Air Force e NATO dalla Sicilia stamani martedì
3 febbraio 2026.
Un aereo radar E-3A Sentry AWACS della NATO dopo essere decollato dalla base di
Trapani Birgi ha raggiunto la Polonia orientale per monitorare lo spazio aereo
ucraino.
Nelle stesse ore è decollato da Sigonella un drone RQ-4B Global Hawk in
dotazione all'Aeronautica Militare degli Stati Uniti d'America che si è poi
posizionato in volo sul Mar Nero.
Non era mai accaduto che le due maggiori installazioni militari USA e NATO
esistenti in Sicilia operassero congiuntamente per attività di intelligence e
sorveglianza anti-Russia a sostegno delle forze armate ucraine.
Articolo pubblicato in Stampalibera.it il 3 febbraio 2026,
https://www.stampalibera.it/2026/02/03/la-sicilia-va-alla-guerra-in-ucraina-oggi-doppia-missione-simultanea-di-us-air-force-e-nato-dalla-sicilia/
A partire dal corteo del 31 Gennaio, al di là della complessità ed eterogeneità
delle 60.000 persone scese in piazza il dibattito si sta polarizzando a partire
da un singolo episodio : un poliziotto che, dopo essersi allontanato in
autonomia per rincorrere due manifestanti per colpirli con il manganello, è
stato accerchiato da altri manifestanti, sopraggiunti in soccorso, che lo hanno
picchiato.
La narrazione di queste immagini, i cui attimi antecedenti vengono
complesificati dalla testimonianza di Rita Rapisardi, viene costruita dai mezzi
di stampa mainstream allo scopo di strumentalizzare l’espressione del dissenso
per far appovare l’ennesimo pacchetto sicurezza.
La militarizzazione del quartiere di Vanchiglia, con le sue scuole chiuse
tramite circolare, ben rappresenta il clima di violenza strutturale in cui
invece queste immagini andrebbero contestualizzate: dalla risposta popolare ad
uno sgombero di un centro sociale, ennesimo simbolo del restringimento dello
spazio di socialità e politica popolare e dal basso, alla tensione sociale
dovuta alla violenza di stato che ha supportato il genocidio in palestina, la
detenzione e uccisioni sulle frontiere, le morti sul lavoro, esemplificata nel
governo attuale che per i suoi orizzonti di guerra, soffoca la popolazione e ne
reprime il dissenso.
Ne parliamo con la giornalista freelance Rita Rapisardi, che il 31 stava
seguendo il corteo per il manifesto:
di Edoardo Todaro Un romanzo-testimonianza che documenta lo sterminio, riafferma
l’identità palestinese e trasforma la scrittura in un atto di resistenza morale
e politica La prefazione a cura di Mousa …
Il tribunale di Woolwich scagiona sei imputati dalle accuse più gravi: restano
in sospeso alcuni capi d’imputazione e la procura valuta un nuovo processo Un
tribunale britannico ha assolto sei …
I tre giovani arrestati a Torino tornano liberi: crolla l’allarme costruito,
mentre lo Stato rilancia la caccia al dissenso La montagna repressiva partorisce
topolini giudiziari. Dopo giorni di titoli urlati, …
Otto anni a Maja T., sette a Gabriele Marchesi e due con sospensione
condizionale ad Anna M.: si chiude una giornata di processo segnata da forti
contestazioni Il processo di …
Le minacce a Rita Rapisardi e l’attacco frontale al diritto di cronaca
Raccontare ciò che è accaduto a Torino durante la manifestazione in sostegno ad
Askatasuna nella sua interezza, restituendo …
Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati la scorsa puntata, Erykah Badu con
l’album Baduizm, 1997. Abbiamo iniziato questo fantastico capitolo musicale con
forti influenze jazz che porta l’RnB e il neo soul su territori inesplorati, il
tutto su una solida base di hip hop.
La scorsa puntata abbiamo introdotto il tema dell’influenza della Five Percent
Nation e in generale dell’islam politico, sulla Badu e sulla scena degli artisti
di quegli anni. Oggi approfondiremo un po’ di più questo aspetto e come lo si
ritrova in Baduizm.
Continuiamo il viaggio nel magico mondo del neo-soul di fine anni ’90 inizio
anni ‘2000, dopo aver ascoltato le fantastiche voci di D’Angelo, Angie Stone e
Lauryn Hill, arriviamo a Erikah Badu, sotto suggerimento di un messaggio
arrivato qui in redazione durante l’ultima puntata.
Le regole del gioco sono le stesse che per la Hill, partiamo da un album e ce lo
ascoltiamo tutto secondo la concezione dell’artista, di volta in volta apriremo
poi delle parentesi sui significati, le connessioni, la vita e le ispirazioni
della Badu nel concepire l’album e la sua “poetica”.
Dunque iniziamo, Baduizm.