La Repubblica Islamica ha sempre dato prova di creatività nel sopravvivere. Ma
questa volta deve affrontare richieste che non possono essere placate con
concessioni materiali.
Di Lior Sternfeld, tradotto da +972 Magazine
Il 28 dicembre sono scoppiate proteste antiregime in diverse città iraniane, che
in pochi giorni si sono diffuse in tutta la Repubblica Islamica, diventando la
più significativa ondata di disordini dal 2022, anno della rivolta “Donna, Vita,
Libertà”. A differenza dei precedenti cicli di proteste, questa volta non c’è
stata una questione predominante. I manifestanti hanno gridato slogan contro la
carenza d’acqua, il crollo della valuta, la corruzione del governo e le
avventure militari regionali del regime con uguale furia.
La simultaneità e la proliferazione geografica delle proteste – che hanno
coinvolto oltre 100 città e paesi – è particolarmente rivelatrice. Non si è
trattato di azioni coordinate da un’opposizione organizzata, ma piuttosto della
combustione spontanea di una società che ha raggiunto il punto di rottura. Dalle
periferie povere di Teheran ai quartieri della classe media di Shiraz, dalle
città curde dell’ovest alle zone baluchi nel sud-est, gli iraniani sono scesi in
piazza per chiedere conto a un regime che non è più in grado di fornire nemmeno
i servizi di base, come un approvvigionamento idrico affidabile.
Che un’altra ondata di proteste avrebbe travolto l’Iran non è stata una grande
sorpresa. Negli ultimi dieci anni, il deterioramento delle condizioni economiche
del Paese ha ripetutamente alimentato disordini a livello nazionale.
L’iperinflazione, attualmente stimata tra il 42 e il 48% annuo, e il crollo
effettivo della valuta nazionale hanno devastato il tenore di vita.
Il valore del rial è crollato da circa 40.000 per dollaro all’inizio del 2018,
prima dell’attuazione della campagna di sanzioni “massima pressione”
dell’amministrazione Trump, a un tasso di cambio reale stimato oggi di quasi 1,5
milioni di rial per dollaro. Questa caduta libera dell’economia ha coinciso con
la crescente visibilità – e le conseguenze sempre più rovinose – della
corruzione statale.
Ciò che contraddistingue l’attuale ondata di proteste, tuttavia, non è solo ciò
che chiedono i manifestanti, ma anche la crescente incapacità del regime di
placarle. Una delle strategie di lunga data della Repubblica Islamica è stata
quella di assorbire i disordini attraverso una combinazione di repressione e
concessioni: lasciare che le proteste covassero sotto la cenere prima di
reprimerle violentemente, offrendo contemporaneamente concessioni materiali.
Le proteste nazionali del 2017-18 e del 2019, ad esempio, scatenate dal
peggioramento delle condizioni economiche, sono state represse con brutalità, ma
hanno anche portato a modeste concessioni sotto forma di sussidi per il
carburante e il cibo, adeguamenti di bilancio e modifiche delle politiche
economiche. Allo stesso modo, dopo la rivolta del 2022, lo Stato ha
effettivamente sospeso l’applicazione dell’obbligo dell’hijab nel tentativo di
indebolire lo slancio del movimento.
Studenti dell’Università di Tecnologia Amirkabir protestano contro la Repubblica
Islamica a Teheran, Iran, 20 settembre 2022. (Darafsh/CC BY-SA 4.0)
Da quando la rivolta del 2022 si è placata, l’Iran ha dovuto affrontare
molteplici shock politici, economici, sociali e geopolitici. Tra questi figurano
la morte improvvisa del presidente Ebrahim Raisi e di altri alti funzionari in
un incidente elicotteristico; l’elezione di un presidente riformista per la
prima volta dal 2005; la reintroduzione delle sanzioni dell’ONU nel settembre
2025; l’effettivo crollo dell’intera struttura di potere regionale del regime,
da Hezbollah in Libano al regime di Assad in Siria; e il primo scontro militare
diretto dell’Iran con Israele nel 2024.
Di conseguenza, la guerra di 12 giorni del giugno 2025 ha distrutto uno dei
pilastri fondamentali dell’immagine che il regime aveva di sé stesso. Nonostante
anni di retorica aggressiva, il conflitto ha dimostrato a molti iraniani che il
Paese era effettivamente indifeso contro Israele, che gli aerei israeliani
potevano bombardare Teheran e altre città impunemente e terrorizzare la
popolazione, senza incontrare alcuna resistenza significativa da parte
dell’esercito iraniano. Sebbene la guerra abbia temporaneamente favorito un
senso di solidarietà nazionale tra il regime e coloro che altrimenti ne
sarebbero stati critici, questa riconciliazione non è durata a lungo.
Al momento della stesura di questo articolo, gli scontri a Teheran si stanno
intensificando e le manifestazioni continuano a diffondersi, con almeno 45
manifestanti uccisi e oltre 2.000 arrestati. Il regime iraniano ha mantenuto il
potere per oltre quattro decenni offrendo concessioni tattiche quando
necessario, ma anche senza esitare a ricorrere alla forza brutale. Questa ondata
di proteste sfida quella strategia di sopravvivenza in modo nuovo. Se in passato
le rivolte potevano essere contenute attraverso concessioni specifiche, ora la
richiesta è quella della responsabilità stessa. E quando i fallimenti accumulati
hanno eroso anche la capacità dello Stato di fornire acqua, nessuna concessione
tattica può essere sufficiente.
RAGGIUNGENDO IL PUNTO DI ROTTURA
All’inizio di dicembre 2025, la crisi idrica in Iran, prevista da tempo, ha
raggiunto proporzioni catastrofiche. Il fiume Zayandehrud a Isfahan, un tempo
linfa vitale per l’agricoltura della regione, era prosciugato da mesi. Nel
Khuzestan, i residenti hanno riferito di ricevere acqua corrente solo due giorni
alla settimana. Nei quartieri popolari della zona sud di Teheran, le famiglie si
sono svegliate con i rubinetti completamente asciutti, costringendole ad
acquistare acqua in bottiglia a prezzi esorbitanti o a fare la fila per ore
davanti agli autocarri dell’acqua comunali.
Il cambiamento climatico ha giocato un ruolo significativo in questa crisi: la
deforestazione e la desertificazione hanno subito una drammatica accelerazione
e, con inverni sempre più secchi, il manto nevoso sui monti Zagros e Alborz,
fonte di gran parte dell’acqua dolce dell’Iran, è diminuito drasticamente.
Tuttavia, la crisi idrica è anche il risultato di decisioni politiche, il
culmine di decenni di cattiva gestione. Il regime ha dato priorità a progetti
agricoli ad alto consumo idrico e allo sviluppo industriale in regioni con
scarsa disponibilità d’acqua per motivi di clientelismo politico, ignorando gli
avvertimenti degli scienziati ambientali e omettendo di investire nella
conservazione o nella riparazione delle infrastrutture idriche fatiscenti, dove
si stima che il 20-30% dell’acqua venga perso a causa di perdite prima di
raggiungere i consumatori.
In particolare, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), che
controlla vasti interessi economici tra cui l’edilizia e l’agricoltura, è stato
implicato nella costruzione illegale di dighe e in progetti di deviazione delle
acque che servono i suoi interessi commerciali, devastando al contempo le
comunità locali.
Per molti iraniani, la scarsità d’acqua è diventata la prova più tangibile che
il sistema non è solo corrotto o mal gestito, ma fondamentalmente incapace di
governare. L’Iran dispone di notevoli risorse idriche, ma la cattiva gestione ha
creato una scarsità artificiale. La consapevolezza che la loro sofferenza non è
inevitabile, ma il risultato diretto delle scelte politiche del regime, ha
mobilitato coloro che un tempo speravano ancora in una riforma graduale.
Una delle principali linee di frattura del momento attuale è la questione dei
negoziati sul nucleare con l’Occidente e la prospettiva di un allentamento delle
sanzioni. Il presidente Masoud Pezeshkian, che ha esortato la classe politica ad
ascoltare i manifestanti e a rispondere alle loro richieste, è stato eletto in
parte proprio per perseguire tale apertura con le potenze occidentali. Tuttavia,
dopo quattro decenni di sanzioni, l’economia iraniana ha sviluppato
meccanismi che le hanno permesso di funzionare, dando origine a nuove élite
benestanti e erodendo al contempo la tradizionale classe media: élite che
potrebbero opporsi a qualsiasi accordo proprio perché esso sconvolge uno status
quo a loro vantaggioso.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. (Ayoub Ghaderi/CC BY 4.0 Deed)
La crescente consapevolezza da parte di molti iraniani che, a causa degli
estremisti di Teheran e dell’impossibilità di fidarsi delle intenzioni di Donald
Trump, non si intravede alcun accordo all’orizzonte, potrebbe spiegare il senso
di disperazione che ha alimentato questa ondata di proteste.
È in questo contesto che va interpretata l’escalation delle manifestazioni, che
coinvolgono tutte le fasce d’età, le classi sociali, le etnie e i settori. Le
rivendicazioni sono molteplici: libertà civili, politica economica, svalutazione
della moneta, carenza d’acqua, infrastrutture fatiscenti e perdita di qualsiasi
percorso credibile per tornare alla normalità. Tuttavia, tutte convergono verso
un’unica richiesta fondamentale: la responsabilità.
Qui risiede sia la sfida che l’opportunità che il movimento di opposizione
iraniano deve affrontare. Le precedenti ondate di proteste hanno articolato
richieste più limitate e tangibili – sussidi, salari, adeguamenti politici –
alle quali il regime ha potuto rispondere con concessioni limitate. La
responsabilità, al contrario, non è qualcosa su cui si può negoziare. Quali
concessioni può offrire un sistema quando è la sua stessa legittimità ad essere
messa in discussione?
IL FATTORE ESTERNO
Israele e Stati Uniti hanno un peso rilevante nei calcoli dei manifestanti
iraniani, anche se non nel modo in cui molti osservatori occidentali suppongono.
Sebbene i funzionari israeliani non abbiano nascosto il loro desiderio di un
cambio di regime in Iran, e nonostante le recenti dichiarazioni bellicose di
Benjamin Netanyahu, le prove concrete di un imminente attacco militare sono
limitate. La guerra di 12 giorni di giugno ha dimostrato la schiacciante
superiorità militare di Israele, ma, contrariamente a quanto si potrebbe
pensare, il risultato più importante ottenuto da Netanyahu in quel conflitto
potrebbe risiedere proprio nel fatto che le capacità nucleari dell’Iran non sono
state distrutte. Il persistere della minaccia iraniana è fondamentale per la
sopravvivenza politica del primo ministro.
Nel frattempo, a Washington, il presidente Trump ha pubblicamente minacciato un
intervento qualora le forze di sicurezza iraniane dovessero intensificare la
repressione e uccidere i manifestanti. Il rapimento da parte
dell’amministrazione del presidente venezuelano Nicolas Maduro e di sua moglie
conferisce certamente credibilità alle minacce di Trump, ma ha anche attivato
profonde ansie iraniane riguardo all’intervento straniero.
Un’azione militare israeliana o americana mentre gli iraniani scendono in piazza
andrebbe quasi certamente a vantaggio del regime, consentendogli di dipingere le
rivendicazioni interne come destabilizzazione sostenuta dall’estero. La memoria
politica iraniana è lunga: il colpo di Stato del 1953 della CIA e dell’MI6
contro Mosaddeq, che i funzionari britannici e americani giustificarono come un
modo per salvare l’Iran dal caos, inaugurò invece 25 anni di dittatura. Il
parallelo con la discussione aperta di Trump sul controllo delle risorse
petrolifere del Venezuela non sfugge agli iraniani, che vedono le promesse di
“liberazione” come una copertura per il dominio imperiale.
Ecco perché lo slogan «Morte al tiranno, che sia re o leader [supremo]» risuona
con tanta forza. Gli iraniani rifiutano la Repubblica islamica, ma anche le
alternative sostenute dall’estero e promosse da figure in esilio come Reza
Pahlavi, figlio dell’ex scià, che dalla comodità della sua casa vicino a
Washington, D.C. chiede ai manifestanti di combattere fino alla fine. Sebbene
gli slogan pro-Pahlavi siano apparsi più frequentemente rispetto alle passate
ondate di proteste, in linea di massima la maggior parte degli iraniani sembra
desiderare sovranità, democrazia e responsabilità, non un ritorno alla monarchia
o la sottomissione agli interessi strategici delle potenze straniere.
Non è ancora chiaro se questa ondata avrà successo laddove altre hanno fallito.
Il regime conserva un notevole potere coercitivo, l’opposizione rimane
frammentata e l’intervento straniero rischia di ostacolare piuttosto che
favorire le aspirazioni democratiche. Tuttavia, la convergenza di collasso
economico, catastrofe ambientale, umiliazione regionale e legittimità esaurita
suggerisce che l’Iran potrebbe essere entrato in una nuova fase.
Ciò non significa che la Repubblica Islamica sia sull’orlo del collasso: essa ha
ripetutamente dimostrato la sua creatività nel trovare modi per sopravvivere. La
questione non è se il cambiamento avverrà, ma quale forma assumerà e a quale
costo per il popolo iraniano.
Foto di copertina: Gli iraniani si radunano bloccando una strada durante una
protesta a Kermanshah, Iran, l’8 gennaio 2026. (Kamran / Middle East Images /
AFP via Getty Images)
APERICENA CONDIVISO A SAN DIDERO
Presidio NO TAV San Didero - Piazzale SS25
(martedì, 13 gennaio 19:30)
Tornano gli apericena condivisi del Martedì a San Didero.
Il ritrovo è alle 19.30, chi può porti qualcosa da mangiare e bere da
condividere e i proprio piatti e bicchieri.
https://www.facebook.com/profile.php?id=100066173425424
APERTURA PORFIDO
Centro di Documentazione Porfido - Via Tarino 12/c, Torino
(sabato, 17 gennaio 16:00)
disponibile Tumulti rusticani. Rivolte e resistenze contadine tra il Medioevo e
la Modernità
https://edizionitabor.it/tumulti-rusticani-rivolte-e-resistenze-contadine-tra-il-medioevo-e-la-modernita/
Il Centro di Documentazione Porfido è aperto Martedì, Mercoledì e Sabato dalle
16:00 alle 19:30.
APERTURA PORFIDO
Centro di Documentazione Porfido - Via Tarino 12/c, Torino
(mercoledì, 14 gennaio 16:00)
Disponibile nuovo opuscolo sulla lotta al TAP
Il Centro di Documentazione Porfido è aperto Martedì, Mercoledì e Sabato dalle
16:00 alle 19:30.
APERTURA PORFIDO
Centro di Documentazione Porfido - Via Tarino 12/c, Torino
(martedì, 13 gennaio 16:00)
Disponibile La vendetta di Polifemo, storia e disegni di Zerocalcare, 2025. 5
euro interamente a sostegno di Tarek,
condannato per la manifestazione del 5 ottobre 2024 a Roma
Il Centro di Documentazione Porfido è aperto Martedì, Mercoledì e Sabato dalle
16:00 alle 19:30.
di Raul Zibechi* Il mondo brucia. Ora che sappiamo non esiste un diritto
internazionale, abbiamo una possibilità di sopravvivere soltanto se ci
autorganizziamo in basso. Alcuni hanno già cominciato. Il …
Ripercorriamo le inchieste e i filoni che hanno attraversato l’anno, seguendo il
lavoro delle nostre redazioni tematiche: dall’abitare alla guerra a Gaza, dalle
migrazioni allo svuotamento del diritto internazionale, dalla crisi del Green
Deal europeo alle nuove forme di sorveglianza, fino all’evoluzione delle mafie
dentro l’economia globale
L'articolo Newsroom – Il 2025 di IrpiMedia proviene da IrpiMedia.
Chiudere Internet o riempirlo di propaganda?
Data di trasmissione
Domenica 11 Gennaio 2026 - 21:00
Dom, 11/01/2026 - 22:33
Le Dita nella Presa
Puntata con aggiornamenti vari su disinformazione, censure, alleanze tra BigTech
e Usa che mettono in crisi le nostre posizioni. A rallegrarci ci pensa Martha
Root e la sua azione contro i siti di dating dei suprematisti bianchi.
La disinformazione israeliana continua a trovare un alleato in Google: questa
volta la campagna riguarda le ONG sotto attacco.
Prosegue il braccio di ferro tra l'Agcom e Cloudflare riguardo al Piracy Shield
e alla censura sul DNS: alla multa di Agcom, la risposta potrebbe arrivare dal
governo Usa, di cui Cloudflare invoca la protezione.
Puntata completa
Propaganda Israeliana tramite Google
L'Agcom multa Cloudflare; WhiteDate chiuso durante il CCC
Iran
* Per saperne di più su Chiudere Internet o riempirlo di propaganda?
Nella trasmissione di oggi, oltre ai consueti viaggi musicali, alla ricerca di
nuove ondate e radici profonde, abbiamo abbiamo fatto una lunga chiaccherata
telefonica con Francesco Eppesteinger che, insieme a Federico Bacci ha critto e
diretto il documentario Radio Solaire, radio diffusion rurale.
Qui puoi ascoltare la trasmissione intera:
Qui trovi l’intervista e la presentazione del film:
Qui trovi il podcast della puntata di stakka stakka dove si parla di RADIO
SOLAIRE:
> Radio Solaire. Hackrocchio.
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Newsletter Autistici/Inventati – gennaio 2026
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[English version below]
Siamo arrivati a un quarto di secolo di vita (25 ANNI!) e Autistici/Inventati
esiste e Resiste ancora!
Se usi i nostri servizi, magari vuoi sapere che cosa fanno gli esseri umani
dietro questa piattaforma tecnologica (che non sta in piedi per magia).
Ecco alcune delle cose che abbiamo fatto quest’anno:
# INFRA
* infrastruttura potenziata
L’infrastruttura di A/I si e’ potenziata aggiungendo due nuovi server moderni
per gestire tutta la parte web, garantendo piu’ spazio e migliore performance:
questi ultimi due server usano solo memorie a stato solido (SSD), quindi addio
ai vecchi hard disk piu’ lenti, piu’ energivori, piu’ rumorosi e piu’ fragili,
sicuramente i siti web e noblogs ne gioveranno, ma anche tu!
# EMAIL
* Thunderbird su telefoni
Le mail su telefono e la loro configurazione automatica sono state una rogna che
per un po’ di tempo ci ha fatto penare. Ora abbiamo finalmente identificato e
risolto il problema, e da adesso in poi l’autoconfigurazione di app sul telefono
come Thunderbird e K9 sara’ molto piu’ semplice! Fateci sapere come va, intanto
per usare la nostra mail sul telefono bastera’ fare login con il vostro account
e da pannello cliccare su “Setup on Mobile”. Ad aspettarvi troverete un comodo
QR code da scansionare nel vostro pannello utente dove dovrete solo aggiungere
la vostra password.
# NOBLOGS
* statistiche
Abbiamo rinnovato il sistema di statistiche, parole chiave: anonimato e
chiarezza
In pratica Noblogs si e’ rinnovato ed abbiamo deciso di riscrivere il sistema di
analisi delle visite, per cui ora le statistiche di uso di quali persone e quali
bot visitano il sito sono disponibili nella bacheca di amministrazione nella
sezione “Analytics”.
Per maggiori informazioni leggere https://cavallette.noblogs.org/2025/02/9949
* form di contatti
Abbiamo aggiunto un nuovo form di contatto cifrato per noblogs (in rodaggio).
Qualche mese fa un collettivo ci ha contattato proponendoci un nuovo plugin per
noblogs, sviluppato da loro, che permette di contattare i responsabili del blog
in maniera sicura e confidenziale. Questo plugin crea un form in grado di
inviare messaggi crittati usando PGP. Visto che il plugin precedente aveva
qualche problema e non era piu’ sviluppato abbiamo deciso di adottare questa
nuova soluzione. Ora abbiamo un nuovo plugin su noblogs, ed inoltre ci fa molto
piacere stringere collaborazioni di questo tipo con persone affini al progetto.
Fateci sapere se vi piace, il nuovo sistema di form si trova nella sezione
plugins e si chiama “Contact Form”.
* docs e search
Sempre riguardo noblogs, abbiamo scritto una serie di articoli/guide su alcune
questioni ricorrenti che ci vengono poste da chi amministra i blog, li trovate
qui’:
https://docs.noblogs.org/
e stiamo facendo esperimenti con un nuovo sistema di ricerca dei contenuti (in
fase di test):
https://search.noblogs.org
# SPAM
Nonostante l’antispam riconosca la maggior parte dei tentativi di phishing, puo’
capitare che riceviate messaggi all’apparenza provenienti da noi che vi chiedono
di entrare nel vostro account per qualche motivo.
Ricordiamo che noi non mandiamo mai messaggi contenenti link HTML da cliccare,
che tutte le nostre comunicazioni ufficiali sono sempre firmate con GPG, in
duplice lingua italiano e inglese.
Inoltre se non avete certezza di disservizi sappiate che comunichiamo sempre
anche sul nostro blog https://cavallette.noblogs.org
In generale cliccare su link contenuti all’interno di messaggi di posta
elettronica e’ uno dei modi migliori per farsi rubare dettagli personali come le
password.
# NO PASSWORD?
* il gatto, questo sconosciuto
Capita regolarmente che utenti si dimentichino la password e anche la risposta
alla domanda del gatto (il meccanismo per il recupero dell’account). Vogliamo
qui ricordarvi l’importanza del gatto: se dimenticate la password del vostro
account (o se non la sapete proprio perche’ l’avete salvata sul cellulare e non
la digitate mai e poi il cellulare si rompe), l’unico modo che avete per tornare
in possesso della mail e’ rispondere alla domanda di riserva che avete impostato
(che noi chiamiamo domanda del gatto). Quindi e’ fondamentale che questa
risposta voi la sappiate, anche se e’ una domanda che avete impostato 10 anni
fa.
Vi invitiamo quindi a verificare se la ricordate o a reimpostarla, qui alcuni
suggerimenti, la domanda/risposta deve essere semplice e indimenticabile:
– “il nome del mio primo gatto” (sempre che non l’abbiate scritto pubblicamente
online!)
– “la canzone (o poesia, o libro) preferita di quanto eri adolescente scritto
tutto minuscolo e con gli spazi” (in modo che sappiate che sia “cocco e drilli”
e non “CoccoEDrilli”
– “il nome della montagna che vedevi dalla finestra del bagno nella casa dello
zio luigi”
– “il soprannome con cui mi chiamava nonna Adelaide”
insomma, cose magari relative a quando eravate giovani, che solo voi sapete e
che non dimenticherete finche’ campate.
Esempi che vanno meno bene:
– “il mio numero di telefono” (probabilmente associabile con facilita’)
– “il cognome da nubile della bisnonna materna” (qualcuno che vi conosce o che
indaga su di voi potrebbe saperlo).
Se la dimenticate non possiamo fare reset, ci dispiace ma avete perso
quell’account.
Poi la vita continua, nel caso ci chiederete un account nuovo.
# RISORSE
Come ogni anno battiamo cassa perche’ resistiamo anche grazie alle vostre
donazioni che ci permettono di pagare le bollette dei server e le altre spese,
che in totale ammontano a circa 20000EUR l’anno. Finche’ continuerete a
sostenerci noi potremo dedicarci a migliore l’infrastruttura, a mantenere sicure
le vostre comunicazioni e a fornire strumenti digitali a supporto delle vostre
vite e delle vostre lotte.
Se vuoi contribuire anche tu con quello che riesci vai su:
https://www.autistici.org/donate
Restiamo umani
GRAZIE MILLE DI CUORE! Buon 2026!
un abbraccio
A/I
+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
Collettivo Autistici/Inventati
https://www.autistici.org
blog: https://cavallette.noblogs.org
donazioni: https://www.autistici.org/donate
aiuto: help@autistici.org
+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
We have reached a quarter of a century (25 YEARS) and Autistici/Inventati is
still going strong!
If you use our services, you may want to know what the human beings behind this
technological platform actually do (hint: it doesn’t run on magic).
Here’s what we’ve done this year:
# INFRASTRUCTURE
* Upgraded the Infrastructure
The A/I infrastructure has been upgraded with the addition of two new modern
servers to manage the entire web side, ensuring more space and better
performance. These two servers use only solid state drives, so say goodbye to
the old, slower, more energy-intensive, noisier, and more fragile hard disks.
Websites and Noblogs will certainly benefit, and so will you!
* Email on Phones
Email on phones and automatic configuration have been causing us problems for
some time. We have now finally identified and resolved the issue. From now on,
the auto-configuration of apps on your phone such as Thunderbird and K9 will be
much easier! Let us know how it goes. In the meantime, to use our email on your
phone, simply log in with your account and click on “Setup on Mobile” in the
panel. You will find a convenient QR code to scan in your user panel, where you
will only need to add your password.
# NOBLOGS
* Statistics
We have revamped the statistics system. Our focus: anonymity and clarity.
In practice, Noblogs has been refreshed and we have decided to rewrite the visit
analytics system. Now statistics on which people and bots visit the site are
available in the user panel under the “Analytics” section. For more information,
read https://cavallette.noblogs.org/2025/02/9949
* Contact Form
A new encrypted contact form for noblogs is currently being tested.
A few months ago a collective contacted us proposing a new plugin for noblogs,
developed by them, that allows to contact the managers of the blog in a safe and
confidential manner. This plugin creates a form that can send encrypted messages
using PGP. Since the previous plugin had some problems and it was no longer
developed we decided to adopt this new solution. Now we have a new plugin on
noblogs, and also we are very pleased to tighten collaborations of this type
with people related to the project. Let us know if you like, the new form system
is located in the plugins section and is called “Contact Form”.
* Docs and Search
Still on the subject of noblogs, we have written a series of articles/guides on
some recurring questions that we are asked by blog administrators. You can find
them here:
https://docs.noblogs.org/
We are also experimenting with a new content search system (currently in the
testing phase):
https://search.noblogs.org
# SPAM
Although our anti-spam system recognizes most phishing attempts, you may receive
messages that appear to come from us asking you to log into your account for
some reason.
Please note that we never send messages containing HTML links to click on, and
that all our official communication, in both Italian and English, is always
signed with GPG.
Furthermore, if you are unsure about service disruptions, please note that we
always communicate on our blog https://cavallette.noblogs.org
In general, clicking on links contained in emails is one of the best ways to
have your personal details, including passwords, stolen.
# NO PASSWORD?
* The Cat, This Stranger
It often happens that users forget their password and even the answer to the cat
question (our account recovery mechanism). We would like to remind you of the
importance of the cat: if you forget your account password (or if you don’t know
it because you saved it on your cell phone and never type it in, and then your
cell phone breaks), the only way you can regain access to your email is by
answering the recovery question you set (We call it The Cat’s question).
Therefore, it is essential that you know this answer. Even if you set 10 years
ago!
We therefore invite you to check if you remember it or reset it. Here are some
suggestions. The question/answer should be simple and unforgettable:
– “the name of my first cat” (unless you wrote it online!)
– “Your favorite song (or poem, or book) from when you were a teenager, written
in lowercase letters and with spaces” (so that you know it’s “the pit and the
pendulum” and not “ThePitAndThePendulum”)
– “The name of the mountain you could see from the bathroom window in Uncle
Luigi’s house”
– “the nickname my grandmother Adelaide used to call me”
In short, things that may be related to when you were young, that only you know
and that you will never forget as long as you live.
Examples that are less suitable:
– “my phone number” (probably easy to guess)
– “my maternal great-grandmother’s maiden name” (someone who knows you or is
investigating you might know this).
If you forget it, we can’t reset it. We’re sorry, but you’ve lost that account.
Life will goes on,but you’ll have to ask us for a new one.
# RESOURCES
Like every year, we are asking for donations because we survive thanks to your
contributions. These allow us to pay our server bills and other expenses, which
total around €20,000 per year. As long as you continue to support us, we can
focus on improving our infrastructure, keeping your communications secure, and
providing digital tools to support your lives and struggles.
If you as well want to contribute: https://www.autistici.org/donate
Stay human.
THANK YOU SO MUCH! Happy 2026!
Hugs
“Alle ore 12.30 locali di sabato 10 gennaio 2026, le unità aeree del Comando
Centrale delle forze armate degli Stati Uniti d’America (CENTCOM), insieme alle
forze dei paesi partner, hanno condotto attacchi in larga scala contro multipli
obiettivi ISIS attraverso la Siria”.
Con una nota ufficiale, il Dipartimento della Difesa USA ha confermato i vasti
bombardamenti effettuati ieri nel paese mediorientale.
A partire dal 19 dicembre 2025, l’amministrazione Trump ha dato il via in Siria
alla cosiddetta operazione “Hawkeye Strike” in risposta ad un attacco sferrato
cinque giorni prima da presunte milizie filo-ISIS nei pressi della città di
Palmira, in cui hanno perso la vita due militari e un interprete civile
statunitensi.
“Gli odierni bombardamenti che hanno colpito l’ISIS in tutto il territorio
siriano sono parte del nostro costante impegno per sradicare il terrorismo
Islamico contro i nostri combattenti, prevenire futuri attacchi e proteggere le
forze americane e dei partner nella regione”, aggiunge il Pentagono. “Le forze
armate USA e della coalizione rimangono risolute nel perseguire i terroristi che
cercano di fare del male agli Stati Uniti d’America”.
“Il nostro messaggio vuole essere forte: se tu colpisci i nostri militari, ti
troveremo e ti uccideremo in qualsiasi parte del mondo, non importa quanto
duramente tu provi ad eludere la giustizia”.
Fin qui la nota truce e minacciosa dei vertici militari USA.
Washington ha esplicitato come le operazioni militari in Siria vengano svolte in
stretta collaborazione con i propri partner, ma non ha voluto indicare la loro
identità.
E’ certo però che ai bombardamenti USA in Siria stia dando il proprio supporto
logistico l’Aeronautica Militare italiana.
Il giorno precedente al massiccio strike rivendicato dal Pentagono (venerdì 9
gennaio), il sito specializzato ItaMilRadar che traccia il traffico aereo
militare nell’area mediterranea e mediorientale, ha documentato il prolungato
volo di un aereo tanker Boeing KC-767A dell’Aeronautica Militare (codice di
registro, MM62229 – c/s GOSSIP12), impegnato nelle operazioni di rifornimento in
volo, in particolare sullo spazio aereo della Siria centrale, nella regione di
Palmira.
Il velivolo italiano è decollato dalla base militare di Ali Al Salem, in Kuwait,
dove ha quartier generale il Comando della task force dell’Aeronautica Militare
che coordina le operazioni nazionali anti-ISIS in Iraq e Siria.
“A differenza delle precedenti sortite limitate allo spazio aereo più sicuro,
questa missione si è svolta nelle profondità del teatro siriano e appare
strettamente legata alle operazioni in atto da parte della coalizione militare
contro l’ISIS”, commentano gli analisti di ItaMilRadar.
“Ciò rappresenta una notevole evoluzione rispetto le numerose missioni
precedenti dei velivoli per il rifornimento in volo dell’Aeronautica Militare
italiana in connessione con lo sforzo della coalizione internazionale”, aggiunge
ItaMilRadar. In passato, infatti, le attività italiane erano state condotte
sullo spazio aereo iracheno e lungo i suoi confini con la Siria. “Il
rifornimento in volo direttamente sopra l’area di Palmira posiziona il tanker
italiano molto più vicino al cuore operativo delle odierne attività aeree della
coalizione”, annotano gli analisti.
“Posizionare gli aerei cisterna sopra l’area di Palmira, ripetutamente impiegata
nei mesi scorsi come corridoio logistico ed operativo dell’ISIS, consente ai
cacciabombardieri e ai velivoli d’intelligence della coalizione di estendere i
tempi di permanenza in volo, ridurre i vincoli di transito e mantenere una
pressione costante sugli obiettivi nemici”, spiega ItaMilRadar. “Per l’Italia,
tutto ciò conferma la rilevanza pratica ed operativa della sua flotta di
rifornimento aereo, che rimane uno degli attori più richiesti all’interno delle
campagne aeree multinazionali”.
“Mentre l’Italia non conduce strike cinetici in Siria, il suo contributo alle
operazioni di rifornimento costituisce un moltiplicatore di forze critico”,
concludono gli analisti di ItamilRadar. “Missioni come quella del 9 gennaio
consentono agli aerei alleati di operare più a lungo, raggiungere obiettivi più
profondi e mantenere una presenza persistente su aree contese senza doversi
basare esclusivamente su basi regionali (…) La flotta italiana dei KC-767A
rimane un elemento indispensabile delle campagne aeree, consentendo una
pressione sostenuta contro ciò che resta delle milizie jihadiste”.
L’Italia è in guerra in Siria senza che nessuno lo abbia mai detto agli
italiani.
ARRUOLAMENTO CLOWN ARMY
Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito - Largo Maurizio Vitale 113,
Torino
(mercoledì, 14 gennaio 20:30)
sdeng sdeng sdeng!!! 🔔🔔🔔
Arruolamento Clown Army!!!
🔫🤡🎖
Vieni con noi, padroneggia la grande
arte del clowneggiamento ribelle e della cospirazione approssimativa :O)
Cos'è Clown ARMY?? È una tecnica di piazza spontanea e autogestita nata con
l'intento di inviare messaggi irriverenti e gestire i nostri colleghi delle
forze dell'ordine.
Leggi sto articolo e vai a studiare va'!
https://www.instagram.com/p/DQrx3caj58O/?igsh=MWhmazMzZXE2ZWs1Nw==
Lanciamo una grande campagna di arruolamento aperto a tutt*, che più siamo
meglio è!
Ci vediamo ogni secondo e quarto mercoledì del mese nella palestra del mani, a
cui lasciamo un contributo volontario per le spese
LA CLOWN ARMY CERCA ✨TE ✨
MA ESSENDO FORZA DEL (DIS)ORDINE NON RIESCE A TROVARTI
RENDILE IL LAVORO FACILE E UNISCITI A LEI DIRETTAMENTE grazie
Quando:
Mercoledì 14 gennaio
dalle 20.30 alle 22.30
Dove:
Al CLIM (Manituana), in Largo Maurizio Vitale 113 To)
Porta:
Abbigliamento comodo
Naso da clown e access. militari (se li hai)
Per info. 3477716485