A Roma la Digos identifica un cronista davanti alla sede occupata dai “fascisti
del terzo millennio” : mentre la magistratura certifica il fascismo, il Viminale
protegge i neofascisti e colpisce …
In Val di Susa all’alba non canta il gallo, ma gracchia la ruspa. Chi decide
dall’alto, ben lontano dalla comunità, conta cantieri, profitti e aggiorna il
suo ridicolo sito […]
The post In Val di Susa all’alba non canta il gallo, ma gracchia la ruspa first
appeared on notav.info.
Privacy Network & STRALI stanno indagando l’utilizzo di SARI Enterprise, un
sistema di riconoscimento facciale utilizzato dalle forze dell’ordine in Italia.
Cosa permette di fare? Chi lo utilizza? Da quanto tempo?
E AFIS? Di questo e altro parliamo nella puntata del 10 Febbraio
Via libera alle armi private per 397mila appartenenti alle forze dell’ordine
(anche vigili urbani): il decreto Sicurezza trasforma le città in un poligono
C’è un’idea che il governo continua a …
Se curare un migrante diventa un reato, allora la disobbedienza è un dovere
civile contro la barbarie che avanza Quando la cura diventa un reato, è la
democrazia stessa a …
L’inchiesta di Al Jazeera svela l’orrore oltre le macerie: non solo morti
sepolti, ma esseri umani volatilizzati a 3.000 gradi, ridotti a sangue, pelle e
frammenti Il genocidio a Gaza …
Homan annuncia la fine dell’Operation Metro Surge, Walz parla di trauma. Ma
l’agenzia si espande e Minneapolis diventa un laboratorio di resistenza «Fine
dell’operazione in Minnesota». L’annuncio è arrivato il …
CENA SOCIALE DI QUARTIERE GRAB
Il forno delle idee - Via sassari 10
(mercoledì, 18 febbraio 20:00)
Cena sociale di quartiere
Porta quello che vuoi trovare
Un piatto, una posata, un bicchiere, la tua ricetta preferita
Lasciamo la piazza più pulita di come la troviamo
Il 14 febbraio 2008 si svolgono manifestazioni a Roma, Milano, Bologna e Napoli,
con la partecipazione di migliaia di donne, per protestare contro un intervento
della polizia avvenuto nei giorni …
https://www.lindipendente.online/2026/02/13/lalta-corte-britannica-ha-dichiarato-illegali-i-divieti-contro-palestine-action/
Da Serenoregis.org di RobertoMairone. L’inizio del 2026 porta con sé due
rilevanti notizie sul progetto TAV Torino Lione. La prima viene dalla Corte dei
Conti Europea che esprime, seppure velatamente, […]
The post Tratta TAV Avigliana Orbassano: “E’ ora di tornare alla responsabilità
politica delle decisioni”. Intervista ad Andrea Archinà, sindaco di Avigliana
first appeared on notav.info.
Torino è divisa. La tensione profonda che attraversa la città può essere colta
come guerra civile, condizione immanente e permanente della forma moderna della
relazioni sociali: una lotta intestina e costante tra modi di esistenza
incompatibili, dove la pacificazione urbana esige una violenza sociale costante,
razzista, classista. Questa violenza non si esaurisce nella repressione
esplicita, nella polizia in senso stretto, ma comprende tutte le pratiche e i
discorsi apparentemente “pacifici” attraverso cui la macchina urbana definisce,
confina e rimuove dallo spazio tutte le presenze considerate eccedenti e
pericolose. La coesione civile emerge come effetto di questa violenza,
continuamente messo alla prova dalla presenza, dentro alla città, di popolazioni
percepite come irriducibili o ostili al suo ordine.
Alle Basse di Stura la guerra civile dall’alto verso il basso mostra il suo
volto più crudo: discarica tossica e umanità in eccesso, veleno industriale e
sgomberi, la modernità che produce scarti e poi li ricicla o li sacrifica, per
creare altro valore e altra polizia. Eppure, conserva anche la possibilità di
guerra civile dal basso contro l’alto: l’illegalismo abitativo, le resistenze
agli sgomberi, sfidano l’ordine della proprietà e della sicurezza, sono forme di
no n-sottomissione e conflitto praticate da chi è tagliato fuori dalla città.
Ne parliamo con Manuela Cencetti, autrice di “Sgomberi Dolci. La violenza contro
campi rom, baraccopoli e occupazioni abitative” (Eris, 2026). Un libro che
smaschera quarant’anni di guerra urbana contro i poveri “cattivi”, condotta
anche dalla sinistra e dal terzo settore – i “buoni”, con la loro retorica
partecipativa che nasconde la spietata logica securitaria di una città in
guerra.