La risposta nella città di Minneapolis alla violenza dell’Immigration and
Customs Enforcement (detta ICE), sta riuscendo a mettere in difficoltà le
incursioni delle milizie federali impegnate nei rapimenti e nelle deportazioni
ai danni di persone immigrate o semplicemente razzializzate.
L’omicidio di Reene Good, avvenuto il 7 Gennaio a poche centinaia di metri di
distanza da dove fu ucciso George Floyd, è stato seguito il 14 Gennaio da una
sparatoria ai danni di un’altra persona. Nonostante l’escalation della brutalità
federale, talvolta coadiuvata dalla polizia locale, forme di organizzazione dal
basso non esitano a reagire e a restituire al mittente un piccola parte di
questa violenza razzista, dimostrando la capacità di adattare pratiche e
strumenti di lotta ad un attacco in costante mutamento.
Dopo la diretta da Chicago del 19 Dicembre torniamo a parlare con una compagna
che si trova a Minneapolis per ricostruire quanto sta accadendo e inizialmente
ragionare sul ruolo simbolico della città di Minneapolis nella strategia
dell’Immigration and Customs Enforcement.
Qui la prima parte:
Proviamo, inoltre, a capire come si esprime ed evolve la reazione dei gruppi di
risposta rapida contro le milizie dell’ICE, attraverso forme di acculturazione e
autoformazione collettive (qui qualche spunto) e capacità di adattamento alle
tattiche del nemico. Vale la pena mettere in risalto, poi, se il riflesso delle
rivolte per l’omicidio di George Floyd riesca a sedimentare una generalizzata
diffidenza rispetto alle relazioni con le aree progressiste istituzionali a
vantaggio del rafforzamento di relazioni di comunità. Di sicuro, per effetto
delle pressioni delle proteste si registrano negli ultimi anni defezioni tanto
dai corpi di polizia, quanto, più di recente, dai reparti delle milizie
federali: fare lo sbirro paga, ma evidentemente non abbastanza!
Infine, dalla diffusione e pluralità delle azioni messe in campo arriviamo a
ragionare sul ruolo dei gruppi di estrema destra e l’internità dei loro
militanti negli apparati governativi impegnati nella caccia al migrante. Sebbene
al potere, però, di recente l’estrema destra ha ricevuto l’accoglienza meritata
nella città di Minneapolis, dove l’influencer suprematista e islamofobo
Jake Lang è stato assalito dalla folla, senza avere il benché minimo spazio di
agibilità o seguito.
Ascolta qui la parte finale della puntata:
NOTA di aggiornamento: mentre pubblichiamo questo articolo, il 24 gennaio,
all’alba di una giornata di mobilitazione e di sciopero cittadino, gli agenti
della Border Patrol (polizia di frontiera) hanno ucciso, forse meglio dire
giustiziato, un’altra persona, il suo nome era Alex Pretti.
“only good agent is a dead one”
Tag - lotte
Abbiamo parlato con Vincenzo Maccarrone, corrispondente del Manifesto,
dell’aumento della conflittualità sindacale negli Stati Uniti e degli scioperi
di categoria che si sono svolti nelle ultime settimane, riprendendo un tema già
discusso diverse volte durante le trasmissione informative di Radio Blackout.
Ascolta la diretta
Una potente continuazione delle grandiose mobilitazioni contro la scellerata
riforma delle pensioni imposta dal neofascismo di Macron di Salvatore Palidda
Durante le grandiose mobilitazioni contro la scellerata riforma delle pensioni
imposta dal neofascismo di Macron, alcuni avevano rimproverato i giovani delle
banlieues di non parteciparvi. È vero -ma non del tutto – che il “mondo” […]
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