Dalla Lombardia al Piemonte, l’espansione delle infrastrutture digitali solleva
interrogativi su consumo di risorse, sorveglianza e militarizzazione. Il 10
ottobre la protesta a Milano. L’Italia si prepara a diventare uno …
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di Lavinia Marchetti* Da Genova 2001 a Gaza, dalla Diaz ad Autistici/Inventati,
il filo che lega Genova ai nostri capelli bianchi. La discesa nel Maelström di
Edgar Allan Poe. Sulla …
il 13 agosto esplode a Colleferro una parte dello stabilimento dell’ex Simmel
Difesa, attualmente di proprietà della KNDS Ammo Italy. Un’azienda specializzata
nella produzione di munizioni di medio e grosso calibro.
Ma questa esplosione è solo uno degli aspetti che preoccupa la cittadinanza del
territorio. Disarmiamoli e Rete per la Tutela della Valle del Sacco sono alcune
delle realtà che denunciano l’espansione della produzione bellica sul territorio
così come l’aggravarsi dell’inquinamento di questa zona, già dichiarata Sito di
Interesse Nazionale (bacino del fiume Sacco). Si aggiunge la recente e
preoccupante notizia della possibile costruzione di un data center.
Ne parliamo con Roberto, compagno di Disarmiamoli, che ci racconta di questo
territorio e delle partecipate assemblee pubbliche di questo ultimo mese.
Un’esperienza politica e una testimonianza importante che ci racconta di come la
lotta contro la guerra si intrecci con la lotta a difesa del territorio.
Per maggiori informazioni e aggiornamenti:
https://www.instagram.com/disarmiamoli.valledelsacco
https://www.facebook.com/p/Disarmiamoli-Valle-del-Sacco-61576154503815
https://retuvasa.org
Dal caso dei Filton 25 in Gran Bretagna agli Ulm 5 in Germania, la repressione
contro l’azione diretta pro Palestina trasforma il danneggiamento delle
infrastrutture di Elbit Systems in criminalità …
La Costituzione ripudia la guerra, la politica celebra gli eserciti. Tra guerre,
riarmo e genocidi, il 2 giugno viene piegato a celebrazione della forza
militare. La Repubblica nata dalla Resistenza …
La Corte d’Assise di Palermo esclude le finalità terroristiche per l’azione
contro Leonardo del 2022. Condanna a 4 anni e 9 mesi per porto e detenzione di
ordigno e getto …
Tornano i Saperi Maledetti con la seconda puntata incentrata sul tema
dell’intelligenza artificiale, questa volta cercando di approfondire come la
società si stia riorganizzando intorno a questa tecnologia. Siamo partit3 anche
stavolta intervistando l3 nostre collegh3 unoversitari3 delle materie STEM,
grazie a loro siamo riuscit3 a farci strada nell’aspetto più tecnico per capire
davvero di cosa parliamo quando trattiamo machine learning e ai generativa.
L3 abbiamo interrogat3 anche sulla consapevolezza degli utilizzi bellici dell’AI
riscontrando non solo una disillusione della potenzialità di sottrarvisi a
livello individuale e, ancora una volta, come l’ipostazione delle istituzioni
preposte ad educarci evada sistematicamente la tematizzazione delle
contraddizioni degli utilizzi dual use di quanto studiamo, lasciando gli
studenti con in mano insufficienti strumenti, prima dell’imbocco diretto in
azienda.
Le evidenze della natura bellica dello sviluppo di queste tecnologie digitali
non sono state difficili da trovare: dagli utilizzi specifici dell’ISIS,
all’IDF, alla guerra in Iran fino ai report del ministero della difesa italiano,
che abbiamo menzionato per poi concentrarci sul teaming uomo-macchina, teaming
macchina-macchina e autonomia decisionale con le sue estreme conseguenze.
Abbiamo interrogato l3 nostr3 coetane3 anche sul proprio personale utilizzo di
ai consumer, come chat gpt, per andare a scoprire il rapporto tra noi e questo
mezzo e in che misura intercorre una relazione di codipendenza e sfruttamento,
come le big tech cercano di indurci. È emersa una grande consapevolezza delle
problematiche ambientali e dell’impoverimento cognitivo dovuto alla delega
cognitiva e di apprendimento nell’utilizzo dell’AI, come testimoniato da uno
studio approvato dall’Università della Pennsylvania e condotto su 1000 studenti
di una scuola di secondo grado in Turchia. Su questi temi abbiamo intervistato
il professore Juan Carlos Demartin, fondatore nel 2006 del gruppo NEXA e Alessio
Andrioli, del gruppo di ricerca Ippolita nato a Milano nel 2005, nell’ambito
degli hacklab politicizzati.
Le big tech stanno cercando di renderci dipendenti da questa tecnologia, che si
presenta come il nuovo orizzonte dell’accumulazione, e forse anche l’ultimo, per
estrarre valore ma il mercato consumer dell’AI però sta evidentemente fallendo.
In questo contesto delle aziende stanno provando allora a rendere dipendenti
direttamente gli stati garantendo supremazia bellica e sorveglianza completa
della popolazione. Una “globalizzazione armata”, in cui piattaforme digitali, IA
e infrastrutture computazionali diventano strumenti geopolitici indispensabili
in una fusione tra Big Tech e potere statale, cosicché se anche questa bolla
dovesse scoppiare certe aziende come Palantir rimarrebbero intoccabili. Non si
può più parlare di una distinzione tra tempo di pace e tempo di guerra.
Qui riportiamo l’intervista con Juan Carlos Demartin, uno dei fondatori del
centro interdisciplinare Nexa che studia come le tecnologie informatiche
interagiscono con la società:
Di seguito potete trovare l’intervista con Alessio Andrioli del gruppo di
ricerca Ippolita, che si occupa di filosofia dell’automazione, tramite la
pratica dell’hacking del sé per agire la cultura come strumento di
consapevolezza dei rapporti di forza. Il gruppo fa ricerca indipendente sulle
tecnologie digitali contro il conformismo cui le stesse procedure delle grandi
piattaforme addestrano:
I saperi maledetti continuano il lavoro di approfondimento sulla guerra,
partendo da interviste all3 universitari3 negli atenei e durante i cortei del 25
aprile, ci siamo concentrate sugli effetti presenti e futuri che le guerre hanno
ed avranno nelle traiettorie di vita dell3 giovani.
Fra questi effetti abbiamo indagato, grazie al contributo del climatologo e
giornalista Lorenzo Tecleme, le conseguenze devastanti che i conflitti hanno sul
clima e come queste vengano utilizzate come strumento bellico.
Riportando lo sguardo al presente, con la perizia dell’economista Andrea
Fumagalli abbiamo cercato di comprendere l’impatto economico e finanziario che
già grava sulle tasche dell3 giovani e come questo andrà ad acuirsi nei prossimi
anni.
L3 universitari3 hanno inoltre manifestato un’indifferenza degli atenei nei
confronti di questi temi sempre più attuali e dirimenti, confermando come
l’università si pieghi alle narrative securitarie della politica parlamentare,
concedendo sempre di più le proprie infrastrutture e il nostro sapere
all’industria bellica.
di Gianni Alioti* Dagli F-35 ai cannoni navali Oto Melara: documenti, contratti
e omissioni che collegano la multinazionale italiana alla macchina bellica
israeliana. Come ha scritto in un bellissimo articolo …
Il tribunale di Woolwich scagiona sei imputati dalle accuse più gravi: restano
in sospeso alcuni capi d’imputazione e la procura valuta un nuovo processo Un
tribunale britannico ha assolto sei …