di Mario Di Vito* Incontro «tra polizie» in Germania. L’Italia resta prudente.
Dopo il meeting voluto da Rubio a Washington, in autunno ci sarà un workshop
tecnico. Data e luogo …
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Il 2 ottobre inizia alla Camera l’esame del disegno di legge, già approvato dal
Senato, che recepisce la definizione IHRA. Dalla Francia alla Gran Bretagna fino
alla Germania, mobilitazioni e …
In questi giorni sono diverse le dichiarazioni e posture apertamente islamofobe
dei politici che si rincorrono sul tema in vista della campagna elettorale. Dal
Pontida show della Lega per lo stop al burqa, alla conquista di una sempre
maggiore visibilità di Futuro Nazionale (e delle sue campagne territoriali
contro le moschee), alle dichiarazioni sulla scuola e sulle bambine di Giorgia
Meloni.
Ai microfoni di blackout interviene Souad Maddahi, formatrice, mediatrice
culturale, che si occupa di disabilità e di organizzazioni di comunità a Torino.
Il suo intervento ci permette di riflettere sulle fondamenta coloniali e
misogine di queste dichiarazioni, volte a limitare le libertà, a costruire un
nemico interno e quindi anche a spostare l’attenzione dai problemi materiali a
cui facciamo fronte in questo periodo.
Tra i temi che affrontiamo durante l’intervista, vi è quello della centralità
del potere di raccontare l’alterità e quello del controllo della donna musulmana
(anche attraverso la strumentalizzazione della laicità). Grazie a un’analisi
delle trasformazioni di queste forme di controllo, possiamo leggere
un’evoluzione dello sguardo coloniale e della rappresentazione della libertà in
contesti intenzionati a limitarla.
Resistere all’islamofobia è sopratutto quindi una questione di pratiche
quotidiane volte alla diffusione di uno sguardo decoloniale, ma anche di
alleanze dal basso e tra femminismi.
La richiesta di grazia riapre il dibattito sulla legittima difesa e sul carcere:
chi per anni ha invocato più repressione e il “buttare la chiave” oggi scopre la
durezza di …
Il vertice convocato da Marco Rubio offre alle destre europee un modello e una
legittimazione politica per criminalizzare l’antifascismo e il dissenso sociale.
Dalla Francia alla Germania, dalla Spagna all’Italia, …
di Christian Argine La tragedia di via Emilia non autorizza Salvini, Vannacci e
il trittico FdI-FI-Lega a trasformare il dolore delle vittime in propaganda
islamofoba: la sicurezza vera si costruisce …
di Vincenzo Scalia La scelta di invitare il generale Roberto Vannacci segna il
punto d’arrivo di una lunga involuzione: dalla stagione della smilitarizzazione
e delle lotte per una polizia democratica …
Annunciata una proposta di legge dal deputato leghista Zoffili con pene fino a
15 anni per “gruppi Antifà”. Non è ancora depositata, ma segna un salto
politico: trasformare il dissenso …
Più pene, CPR sempre più simili a carceri, sorveglianza diffusa e stretta sul
dissenso: la maggioranza spinge per un salto ulteriormente repressivo Il
cosiddetto decreto sicurezza sta cambiando natura sotto …
La condanna di Massimo Adriatici smonta la narrazione della “legittima difesa” e
restituisce giustizia alla famiglia di Younes El Boussettaoui La sera del 20
luglio 2021, in piazza Meardi a …